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Cervia. Parla l’assessore Michele Fiumi ( Progetto Cervia ) e spiega le ragioni dell’abbandono della Giunta comunale

Da alcuni giorni si susseguono dichiarazioni in merito alle dimissioni dell’assessore comunale cervese Michele Fiumi. Oggi, in una nota, Fiumi spiega le ragioni che lo hanno spinto ad abbandonare la Giunta comunale guidata da Medri, chiarisce la propria posizione rispetto alla polemica sollevata dalla Cna e nei confronti del Sindaco Medri dichiara: “egli non è più espressione della maggioranza dei cittadini”.

Pubblichiamo integralmente la dichiarazione:

“La presa di posizione della CNA di Cervia con la richiesta di dimissioni mi ha sorpreso e sconcertato. Una richiesta impropria, dettata dalla politica, piena di mistificazioni delle scelte amministrative e di scarsa conoscenza delle leggi e dei regolamenti. Nessuno della CNA mi aveva mai chiesto di parlare dell’argomento mercati su cui da sempre ho espresso con chiarezza le mie idee in tutti gli ambiti pubblici e privati.

L’offerta di eventi commerciali e mercati è molto importante a Cervia e da qualche anno vi è una crescente richiesta da parte di molti operatori economici, soprattutto commercianti su sede fissa e residenti, di ordinare e rendere più efficienti, più specializzate e più attraenti le proposte commerciali e turistiche.

Tanti cittadini hanno peraltro ripetutamente manifestato le loro perplessità sul numero dei mercati a Cervia, sul calo qualitativo dell’offerta e sulla progressiva omologazione degli stessi mercatini-eventi che sono di fatto diventati dei mercati ambulanti indistinguibili da quelli ufficiali e in concorrenza anche con loro. Per questo ho chiesto ad Anva e Fiva di ridurre il numero dei mercati straordinari con l’intento poi di riportare nell’alveo giusto i mercatini-eventi, razionalizzandoli ed eliminando la vendita di quei prodotti che sono rintracciabili anche in qualunque mercato tradizionale. I “mercatini” non possono essere l’equivalente di un mercato despecializzato, devono essere appannaggio di merceologie particolari che non si trovano nei negozi ordinari, altrimenti sarebbero in competizione con quelli dei mercati tradizionali che hanno regole chiare per il rispetto del numero dei posteggi, per la loro attribuzione.

E’ sotto gli occhi di tutti come per esempio i mercatini-eventi del Borgomarina siano aumentati nel numero e nella composizione, siano scaduti di qualità e stiano sempre più dando danno economico ai negozianti fissi di Piazza Costa, Via Roma e di tutto il centro storico. L’accordo fatto in passato dalle associazioni degli ambulanti e degli artigiani prevedeva la presenza dell’artigianato artistico e di qualità che si è trasformato in bancarelle dell’abbigliamento, delle borse e delle scarpe che si possono trovare in qualunque mercato tradizionale. Si aggiunga che il numero delle bancarelle è aumentato a dismisura, senza alcun tipo di controllo né sui numeri né sulle tipologie.

In merito alla lettera da me firmata, che sarebbe oggetto della richiesta di dimissioni, è una semplice comunicazione della decisione presa dalla Commissione mercati di cui CNA (come dovrebbe sapere) non fa parte. Consiglio a CNA, prima di parlare, di leggere il Regolamento comunale per “L’Esercizio del Commercio su Aree Pubbliche”. La decisione della Commissione non solo non è vincolante (come invece sembrano paventare CNA e Consorzio Cervia Centro), ma può ovviamente essere oggetto di discussione, qualora venga richiesto da altre associazioni o enti. Inoltre, come scritto nella missiva indirizzata agli organizzatori, di fatto si posticipa la decisione e la cogenza dell’atto al 2021.

Insomma c’era tutto il tempo per tornare a parlarne e ascoltare i pareri di tutti. Ma la CNA ha preferito scatenare una ridicola e inutile campagna di stampa a soli fini politici.

Ho lavorato in questo anno su diversi fronti in collaborazione con la Giunta e il Sindaco: dalla riqualificazione delle aree commerciali naturali (con importanti risorse investite in favore di eventi per la valorizzazione delle attività commerciali) e su cui sta per partire la redazione del piano strategico del commercio, alla prosecuzione della valorizzazione delle aree artigianali. Ho cercato un riequilibrio economico della città per valorizzare quelli che ritengo asset fondamentali: i centri commerciali naturali delle aree del Centro storico, di Pinarella Tagliata e di Milano Marittima. Ma abbiamo anche posto le basi per una cultura che fa turismo di qualità, con l’arrivo della Rassegna del Ravenna Festival e la nascita dell’Arena dei Pini. Mi sono impegnato a valorizzare i Consigli di Zona, a realizzare un progetto di miglioramento del collegamento alla rete internet della zona di Savio che in autunno vedrà la sua operatività. Ho lavorato per convincere le attività economiche del centro di Milano Marittima sulla necessità di modificare il target turistico di riferimento per alzare la qualità e la sicurezza. In questo senso, su indicazione del Sindaco, avevo preparato un nuovo regolamento “PER LA CONVIVENZA TRA LE FUNZIONI RESIDENZIALI E LE ATTIVITÀ DI ESERCIZIO PUBBLICO E SVAGO NELLE AREE PRIVATE, PUBBLICHE E DEMANIALI” che è stato però bloccato dal PD.

Qui inizia la nota dolente: tutto ciò è stato realizzato come parte di un programma che Progetto Cervia aveva posto come condizione a Massimo Medri per entrare a far parte della coalizione che lo ha portato a vincere le elezioni comunali. L’attuale Sindaco si era espressamente impegnato a garantire l’esecuzione di questo programma e a realizzare un progetto di città innovativo, e noi gli abbiamo creduto. Ma evidentemente ci siamo sbagliati.

Come emerge dalle recenti dichiarazioni del Consorzio Cervia Centro, il Sindaco sembra invece prendere gli ordini da una associazione di categoria perdendo la forza necessaria a realizzare il suo mandato. Non solo, mi ha chiesto anche di cedere la delega alle attività economiche, rifiutandosi addirittura di smentire la palese menzogna della CNA, la quale ha affermato sulla stampa che il Sindaco avrebbe revocato una decisione da me presa, che in realtà non è possibile ritirare perché semplice sintesi del lavoro di una commissione regolarmente riunita. Quella comunicazione non è quello che pensa Michele Fiumi, ma quello che hanno affermato le associazioni dei commercianti, che credo meritino il giusto rispetto e considerazione al pari di altre; oppure ci sono associazioni di serie A e serie B?

Molti cittadini di qualsiasi parte politica, Ascom, Confesercenti, Confartigianato, mi hanno espresso il loro sostegno e la loro solidarietà di fronte ad uno degli attacchi più vili e ignobili della storia democratica di questa città.

L’arricchimento umano e professionale che ho ricevuto durante il mio mandato di assessore rende ancora più forte l’amarezza della mia decisione: ma a questo punto, e stante la posizione del Sindaco, si rende necessario che riprenda a fare politica nella massima libertà d’azione, non da assessore in una squadra in cui il primo cittadino decide di non difendermi ed abbandonarmi agli attacchi strumentali e ingiusti di una associazione e di un Consorzio, che riceve cospicui finanziamenti dal Comune, ma la cui funzione ed organizzazione sarebbe da rendere più trasparente per il bene della città.

Le mie dimissioni dall’incarico di assessore, dopo la decisione del gruppo Progetto Cervia, di ritirare il proprio appoggio alla coalizione di Medri, rappresentano un esito doloroso ma inevitabile del clima politico di questi ultimi mesi nella maggioranza, una maggioranza che oggi si può dire non esista più.

Sebbene senza alcun consigliere comunale, sono stati i voti di progetto Cervia a permettere a Massimo Medri di diventare sindaco al primo turno. Da parte sua, sarebbe un atto di onestà e coerenza riconoscere che ora egli non è più espressione della maggioranza dei cittadini, e trarre da ciò le dovute conseguenze”.

Commenti

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  1. Scritto da Gianfranco Spadoni

    Spiace prendere atto delle dimissioni dell’assessore Michele Fiumi che ho avuto modo di conoscere ed apprezzare durante il mio incarico di consigliere della Provincia. Fiumi viene sacrificato per mantenere lo staus quo di qualche associazione non certo disponibile solo al necessario confronto dialettico, ma piuttosto interessata a dettare le linee politico-programmatiche dell’ente pubblico. Vanno bene il confronto, la “concertazione” e anche le critiche più aspre, ma occorre che ciascuno resti nell’ambito del proprio ruolo e della propria funzione evitando sovrapposizioni improprie.
    Da parte mia la piena solidarietà a Michele Fiumi con l’auspico di non abbandonare la politica poiché, sono convinto, che i cittadini sanno ben distinguere le persone e le azioni e la serietà e competenze con le quali sono svolte.
    Ad maiora!
    Gianfranco Spadoni