Gibertoni (Misto): “Procedere celermente per porre traverse sul fiume Lamone”

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“Il Lamone è il primo corso d’acqua (per lunghezza) dei fiumi romagnoli ed ha un carattere torrentizio, in quanto la maggioranza dei suoi flussi non derivano da sorgente, bensì da deflusso meteorico con portate che, mediamente, sono molto basse. Corso d’acqua spesso soggetto a prolungati periodi di secca, ha subìto nel corso degli anni diversi tipi di interventi: dall’immissione di ingenti quantitativi di acque provenienti dal Po allo spostamento del suo alveo nel 1962. Un corso d’acqua particolare, quindi, che determina un habitat ben definito.” Riferendosi a questo delicato equilibrio, la consigliera Giulia Gibertoni (Gruppo Misto) in un’interrogazione ricorda come “nella zona costiera a nord di Ravenna, come in altri ambienti simili di transizione tra il mare e la terra presenti anche del nostro territorio regionale, abbiamo uno stato di equilibrio dinamico tra acqua dolce e acqua salmastra che è un aspetto naturale estremamente delicato”.

“Nel corso degli anni, la foce del Lamone, così come altre aree similari, ha finito per rivestire una valenza sempre maggiore, sia da un punto di vista naturalistico che per un turismo che sempre più spesso va alla riscoperta di equilibri così fragili ed unici”. Stante “il carattere del Lamone ed il progredire di fenomeni di subsidenza”, la consigliera prosegue informando che “sono almeno dieci anni che in diverse sedi, anche istituzionali, si parla “del posizionamento di uno sbarramento (“traversa”) del Lamone subito a valle del ponte sulla statale Romea, che dovrebbe alzare il livello del fiume a monte ed impedire la risalita di acque marine e che viene segnalato come intuitivo che sarebbe molto più utile porre la traversa almeno un chilometro più a valle, per salvaguardare anche il Bardello e la pineta San Vitale, nonché il sottostante acquifero, e ciò anche a costo di dispiacere poche decine di capannisti” avanza Gibertoni.

Dalla situazione in essere, Gibertoni chiede innanzitutto se non si ritenga necessario “visti i dati che dimostrano come il Lamone sia caratterizzato dalla quasi costante e massiccia presenza d’acqua salata”, la realizzazione di opere quali traverse o briglie che contrastino l’intrusione salina e soprattutto -conclude la capogruppo- “se corrisponda al vero che quanto sopra richiesto non sia stato ancora realizzato, a dispetto delle evidenze scientifiche, per l’influenza, sui pubblici decisori, di alcuni capannisti del Lamone”.

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