Gianluca Pini: c’è una sola Lega Nord cui è impedito fare politica, Salvini è un’altra cosa. A Faenza non votiamo Cavina

Gianluca Pini da Fusignano, classe 1973, è stato un politico potente in Romagna, prima del gran rifiuto. Franco, diretto, spesso “politicamente scorretto”, ma – come dice lui – coerente e leale. Federalista e autonomista convinto. Tanto più ora che la Lega di Salvini è nazional-popolare-populista-sovranista. E infatti, lui, questa Lega Salvini Premier, non la digerisce proprio. Deputato per tre legislature, dal 2006 al 2018, Pini è Segretario nazionale della Lega Nord Romagna dal 1999 al 2015, poi lascia il posto a Jacopo Morrone. È tra i fondatori dei “Barbari Sognanti” la corrente che, nel 2012, porta Roberto Maroni alla segreteria federale della Lega Nord con il parricidio di un Umberto Bossi ormai stanco, malato, rincorso dagli scandali. L’anno dopo annuncia addirittura la sua candidatura al congresso del Movimento, in alternativa a un certo Matteo Salvini, candidatura che viene sacrificata da Maroni per non creare fratture nel movimento: scelta della quale poi lo stesso Maroni sarà vittima nel 2018. Al congresso della Lega del 2017 sostiene il candidato Gianni Fava “asfaltato” da Salvini. Ormai in rotta di collisione completa con il nuovo padrone e con il nuovo corso della Lega, Pini si fa da parte e nel gennaio del 2018 annuncia di non volersi ricandidare alle elezioni del 4 marzo. È ancora dietro le quinte alle ultime elezioni amministrative locali del maggio 2019. Nel gennaio 2020 invece critica apertamente la candidatura della Borgonzoni alle regionali perché ritenuta troppo debole rispetto a Bonaccini: il risultato si può dire gli abbia dato ragione. Poi il silenzio. Fino ad alcune settimane fa, quando chiede di usare il simbolo per presentare a Faenza la lista della Lega Nord, perché Paolo Cavina “è la sconfitta totale per il centrodestra” e, dice, “i leghisti non lo possono votare”. Ma l’uso del simbolo non gli viene concesso. Allora lui si arrabbia e minaccia di andare per vie legali.

L’INTERVISTA

Che cosa fa adesso Gianluca Pini?

“Quello che ha sempre fatto da quando aveva 19 anni, l’imprenditore. Ci prova, perlomeno.”

Diciamo in politica. Per un lungo periodo lei ha fatto politica ad alto livello. È stato un “barbaro sognante” della Lega Nord, parlamentare, uomo di peso nella politica del Carroccio.

“La politica è una passione, uno ce l’ha o non ce l’ha. Se uno la fa con un occhio rivolto all’interesse generale e non all’interesse privato o particolare è una  passione che rimane viva e non muore. E ogni volta che si vedono distorsioni, ingiustizie, piccinerie politiche e pochezze umane viene un po’ di prurito e ti passano per la testa pensieri sul fatto che in questo momento il nostro paese…”

Come è messo il nostro paese?

“Molto male. La mia carriera politica a livello istituzionale si è conclusa volontariamente due anni fa (Gianluca Pini non si ricandidò alle elezioni del 4 marzo 2018, ndr) e in questi 2 anni e mezzo ho visto un ulteriore progressivo decadimento della qualità della politica italiana, di cui i Cinque Stelle sono lo specchio fedele. Ma questo decadimento si riflette in maniera drammatica anche nella malacopia della vera Lega, cioè la Lega di Salvini, che non c’entra niente con la Lega Nord né in termini di progetti, né in termini di capacità della classe dirigente.”

Che cosa non va nella Lega di Salvini?

“La Lega Nord poteva avere tanti difetti, ma non quello della Lega di Salvini, costituita ormai – a parte rare eccezioni – solo di yesmen senza nessun tipo di cultura politica, di preparazione e progettualità.”

Lei è iscritto alla Lega Salvini Premier, critica da dentro?

“No, io sono iscritto solo alla Lega Nord e dal 1991. È l’unico movimento politico a cui ho aderito. Non ho mai nascosto la mia contrarietà al progetto nazionalista di Salvini, sia nel 2013 che nel 2017 non ho votato per lui; ma ho anche collaborato in maniera corretta e leale con Salvini, soprattutto in politica estera anche se – conoscendolo – sapevo dove sarebbe andato a parare e a me non stava bene. Matteo Salvini vuole il potere e pur di arrivare ai “pieni poteri” ha dimostrato di essere disposto a tutto: è passato dall’essere il leader dei comunisti padani ad andare a braccetto con Casa Pound, dall’essere prima ateo convinto per poi arrivare a baciare i rosari. Ieri guidava i cori contro i napoletani e oggi va a Napoli a dire che ama il Sud. Ma per piacere… Io sono fatto in maniera diversa: per me la coerenza è un valore che in una persona non ha prezzo.”

Ma lei ora cosa vuole fare? Mi riferisco all’iniziativa che ha cercato di mettere in piedi a Faenza, di una lista Lega Nord…

“No, io non sto facendo niente. Voglio dire, non ho intenzione di tornare in politica in maniera attiva. Il fatto è che i dirigenti locali della Lega, a partire da Morrone, giocano sul grande equivoco della Lega che diventa la Lega di Salvini. Esiste una sola Lega, la Lega Nord. Che non si è trasformata in Lega Salvini Premier. Quindi esiste la Lega Nord e poi c’è la Lega Salvini Premier. Sono due cose diverse. Quelli come me che sono ancora iscritti volontariamente e orgogliosamente alla Lega Nord – e non è una questione di retroguardia o nostalgia – vogliono continuare ad essere leghisti. Lega Nord è fatta da leghisti, la Lega Salvini Premier da salviniani. Salvini è stato costretto a separarsi dalla Lega Nord altrimenti aveva il problema dei 49 milioni da restituire allo Stato, con le beghe che ci andavano dietro. Ha dovuto in qualche modo separare i due soggetti, ma ha voluto continuare a far credere che c’è una Lega unica, la sua. Non è così.”

Quanti siete a credere ancora nella Lega Nord?

“In realtà siamo pochi ancora iscritti alla Lega Nord. Ma pochi o tanti che sia, vogliamo avere agibilità politica. Agibilità che al momento non ci viene consentita. Hanno commissariato la Lega Nord ma secondo me questi commissari non hanno nemmeno più i titoli per esercitare la loro funzione. La cosa imbarazzante è che uno come Liverani risponde sul simbolo come commissario per la Lega Nord Romagna ma poi parla come rappresentante della Lega Salvini Premier, una cosa al limite del legale e prima di tutto del buon senso. A Faenza abbiamo detto che volevamo come iscritti alla Lega Nord presentare il nostro simbolo e un nostro candidato Sindaco, perché onestamente non ce la sentiamo di votare per Paolo Cavina, un signore che per nove anni ha fatto parte della maggioranza di Malpezzi e poi se ne è uscito solo perché non era più in grado di incidere come voleva lui sulle scelte della maggioranza. Questa è la sconfitta totale per il centrodestra. Personalmente mi meraviglio che una persona di esperienza e di capacità come Roberto Petri (di Fratelli d’Italia, ndr) possa avere sostenuto questo tipo di candidatura. Posso capire Morrone, perché anche lui è alla ricerca spasmodica del potere come Salvini, e io Morrone lo conosco bene.”

Eravate amici.

“Gli amici sono un’altra cosa… lui mi faceva da autista e da portaborse: questo è il livello della politica in questo momento.”

Ma lei lo ha portato alla segreteria federale romagnola.

“Gli ho lasciato il posto quando ho capito che era l’uomo perfetto per la fase salviniana che si stava stagliando all’orizzonte: Matteo voleva degli yesmen, non gente che lo costringeva a ragionare e confrontarsi con la realtà e non con i social. Rimanendo su Faenza, i veri leghisti, quelli che in tasca hanno ancora la tessera Lega Nord, col cavolo che voteranno Cavina. Lui non rappresenta minimante il centrodestra.”

Andrà avanti con la querelle sull’uso del simbolo? O la cosa finisce con Faenza? 

“No, no. La cosa sta diventando nazionale. Ci sono tutta una serie di esposti fatti in diverse Procure d’Italia, perché riteniamo che questa cosa dell’utilizzo del simbolo della Lega Nord sia stata fatta in maniera non regolare. Sarà poi la magistratura ordinaria a valutare se la gestione del simbolo che viene fatta è legittima o meno. Noi ci siamo voluti attenere alle regole, altri hanno voluto piegare le regole al proprio tornaconto, creando questo enorme equivoco che la Lega Nord si sia trasformata in Lega per Salvini Premier. No. Esiste la Lega Nord e poi c’è Salvini. E ci sono molte persone della Lega Nord che non hanno mai aderito al nuovo movimento di Salvini. Qualcuno poi deve spiegare perché un movimento politico viene tenuto in ostaggio da quattro personaggi, da questi commissari che però continuano a chiedere il 2 per mille di contributo allo Stato. Il 2 per mille viene erogato a fronte dell’attività politica: ma il grande mistero è che questi commissari da una parte non chiariscono se hanno rispettato i termini di iscrizione alla Lega Nord previsti da Statuto e Regolamento, dall’altra non fanno nessuna attività politica con il simbolo della Lega Nord e impediscono di usare quel simbolo a chi vuole fare qualcosa, ma allo stesso tempo chiedono poi allo Stato il rimborso del 2 per mille per l’attività politica.”

Lei pensa di muoversi anche per un’eventuale presenza della Lega Nord a Ravenna, dove si vota nella primavera prossima?

“Da qui alla primavera prossima in politica c’è un’era glaciale. Può succedere di tutto. Ci sono le regionali. C’è il referendum.”

A proposito come voterà Pini al referendum?

“Assolutamente per il No, perché è un favore all’anti-politica la riduzione della rappresentanza parlamentare. Anche per questo non mi piace Salvini. Lui segue solo i sondaggi e il vento. Se una cosa è popolare la abbraccia. Cavalca l’onda. Se poi cambia l’onda, allora lui cambia posizione, senza alcuna coerenza con quello che aveva detto prima. Ma non si fa politica e non si governa rincorrendo solo il consenso. La semplice riduzione dei parlamentari senza una riforma complessiva del sistema elettorale è una puttanata. L’ultima riforma è stata negativa, tant’è che con le liste bloccate decise dai capi partito, in Parlamento ci finiscono tutti i servi sciocchi dei leader, fenomeni che poi chiedono i 600 euro all’Inps. Più che una riduzione dei parlamentari facciamo un bel maggioritario serio, dove la gente se la gioca nei collegi e sul territorio la propria qualità, credibilità e rappresentatività politica.”

Per riassumere, lei e altri volete separare i vostri destini politici da quelli di Salvini e perciò chiedete agibilità politica per la vostra Lega, la Lega Nord. Ci riuscirete?

“Ripeto. Esiste una sola, vera, originale Lega, la Lega Nord, noi proviamo a chiarirlo alla gente. Perché è già così. In Gazzetta Ufficiale c’è la Lega Nord e c’è la brutta copia, la Lega Salvini Premier. Solo che oggi qualcuno toglie a me e ad altri l’agibilità politica. E fra l’altro chiede soldi allo Stato per un’attività politica che non fa e che nega agli altri di fare. E questo qualcuno ne dovrà rendere conto in sede locale e nazionale. Tutto questo viene fatto per fare un favore a un contenitore politico che non c’entra più nulla con la Lega Nord. Quelli non sono leghisti. Sono legittimamente seguaci di Matteo Salvini, che si è fatto il suo partito personale come ha fatto Berlusconi e altri dopo di lui, con alterne fortune. Allora, ci sono i leghisti e ci sono i salviniani. Io ero e resto leghista. Altri erano o sono diventati salviniani, perché ci credono o per interesse, ma sono fatti loro. A me non interessano. Io voglio essere militante della Lega Nord e voglio che mi sia consentito esserlo. Questo il punto. E i veri leghisti a Faenza non votano Cavina, se ne stanno a casa. I salviniani votano Cavina. I leghisti no. A Imola, invece, penso voteremo Marchetti, anche se è sotto il simbolo di Salvini, perché sappiamo che Daniele è un vero leghista e la cosa ci tranquillizza. Due posizioni diverse, a dimostrazione che la vera Lega è post-ideologica e guarda al valore delle persone, non parla per slogan.”

Gianluca Pini
Gianluca Pini

Qui una foto recente di Pini con Fava, tratta dal profilo Facebook di Gianluca Pini

Commenti

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  1. Scritto da matteo

    Guarda caso la Lega si divide in prossimità del voto delle comunali di Faenza e Ravenna!!
    Sembra un regalo al PD!

  2. Scritto da jack

    Cosa fa Gianluca Pini ? Si occupa del commercio all’ingrosso di bevande e alimenti in genere, ma occasionalmente ha venduto all’asl 1.200.000 mascherine cinesi passando anche per qualcuno da benefattore….. Lega Nord altra merce….

  3. Scritto da batti

    non vorrei passare per simpatizzante,sulle mascherine le ha vendute e arrivate.bene,diverso è essere dei benefattori alla fontana e pivetti