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Faenza, primo dibattito senza guizzi tra i 4 candidati sindaco con Confartigianato: le richieste dell’associazione

Il primo confronto diretto fra i quattro candidati alla carica di sindaco di Faenza è stato all’insegna della perfetta correttezza formale ma di un’evidente freddezza fra i protagonisti: difficile rivedere del feeling personale tra Massimo Isola e Paolo Cavina, a braccetto per 9 anni e mezzo nell’amministrazione comunale ed ora su fronti che più opposti non si può; improbabile una vampata di simpatia fra i due esponenti di sinistra Paolo Viglianti e Roberto Gentilini, che si osservano dalle sponde opposte dello stesso fiume. Non evidente, anche se sarebbe stata comprensibile, una certa delusione nella Confartigianato faentina, che sui temi concreti della categoria, posti con abbondante anticipo ai quattro candidati, li avrebbe voluti probabilmente accalorarsi per far propri i punti d’interesse esposti con totale chiarezza in un documento dove non manca nulla (allegato).

Lo stesso presidente di Confartigianato Faenza, Davide Servadei, ha dovuto richiamare l’attenzione degli illustri ospiti sul fatto che la platea di iscritti aveva fame di risposte “sul concreto” del lavoro, del credito, delle prospettive, delle idee per una ricrescita economica.

Alla fine a fare meglio il “compito a casa”, ovvero a prepararsi a rispondere direttamente sui temi posti dal documento senza scantonare, è stato Massimo Isola, candidato del centrosinistra, sicuramente avvantaggiato dal fatto di essere reduce da oltre dieci anni di amministrazione della città col ruolo di vicesindaco.

Viglianti, Gentilini e Cavina hanno preferito aprire i loro primi interventi dedicandosi alla presentazione di se stessi e del loro programma generale per rientrare sul seminato solo successivamente: meglio Viglianti, abituato a dibattiti in ogni condizione ambientale, meno bene Gentilini nel momento in cui è voluto uscire dalla propria traccia scritta, fino a Cavina che chiaramente gradisce platee affollate e “generaliste”, cordialmente bacchettato dal presidente Servadei per avere atteso troppo a rispondere sui punti del documento di Confartigianato.

L’ottima organizzazione di Confartigianato Faenza si è ritrovata a fare i conti dal primo pomeriggio con la pioggia insistente che ha consigliato lo spostamento del dibattito, fissato alle 18 di ieri lunedì 31 agosto, dallo spazio all’aperto di Piazza Baldassari che si apre a fianco di Via Zaccagnini alla splendida sala delle assemblee. Il maltempo infatti ha tenuto lontano una buona parte del potenziale uditorio, che, pur interessato, ha preferito rimanere a lavorare pensando a un dibattito sotto gli ombrelli; così, tra assenze forzate e misure antivirus, nella sala con le poltroncine blu, di artigiani iscritti se ne è potuta contare una ventina. Il resto dei presenti, a parte alcuni poliziotti e carabinieri, era formato da “portatori d’interesse” politico: se Viglianti era solo, Gentilini era accompagnato dall’ex consigliere comunale Mario Martino; Cavina aveva invece in sala esponenti della sua lista “Insieme per Cambiare”, ossia Domizio Piroddi, Annalisa Zama e Valeriano Timoncini e nessun altro della coalizione di centrodestra. Poderoso l’accompagnamento di Isola con il “predestinato vicesindaco” Andrea Fabbri, il segretario comunale del Pd Maurizio Randi, la consigliera regionale del Pd Manuela Rontini; senza dimenticare Antonio Bandini di “Faenza Coraggiosa” e il capolista del MoVimento 5 Stelle Massimo Bosi.

In poco più di quattro pagine di facile lettura, Confartigianato Faenza ha presentato la propria visione di Faenza attraverso gli occhi dei propri associati che hanno vissuto la crisi economica del primo decennio del secolo, la lenta e faticosa ripresa, la batosta del Coronavirus.  Senza dispensare “ricette”, l’associazione di categoria ha messo in chiaro alcuni punti: tra questi, la capacità della prossima Amministrazione comunale di prendere decisioni in tempi brevissimi; l’ampliamento dell’Unione dei Comuni della Romagna Faentina ai “forlivesi” Modigliana e Tredozio; riduzione di TARI, IMU e TASI anche con detrazioni; rilancio del settore edile consentendo l’installazione dei pannelli fotovoltaici nel centro storico; evitare l’ulteriore consumo di suolo; ridurre le limitazioni al traffico veicolare; rapida istituzione di un elenco di imprese per la veloce assegnazione di appalti; valorizzazione del centro storico con l’istituzione di un assessorato ad hoc; incremento della videosorveglianza; lotta all’abusivismo e al lavoro sommerso; riefficientamento dell’ospedale; abbattimento della “cattiva burocrazia” che è ostacolo alle imprese; apertura di un Tavolo Straordinario per la Ripresa con soggetti pubblici e rappresentanze sociali ed economiche.

Qui il testo integrale del documento con il contributo di Confartigianato consegnato ai Candidati: Confartigianato richieste 31-08-2020