Elezioni Faenza. Intervista a Tiziano Cericola, tra i “padri fondatori” della coalizione di centrodestra

La lista civica Rinnovare Faenza sostiene Paolo Cavina e offre casa ai moderati di centro e a Forza Italia. Cericola: “Il nostro sindaco lavorerà per ridurre la tassazione locale”. “Risparmi possibili nei trasporti pubblici e nella mobilità privata”.

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Se alla consultazione comunale di domenica 20 e lunedì 21 settembre Paolo Cavina può presentarsi agli elettori avendo alle spalle una coalizione di forze politiche quantitativamente all’altezza del principale avversario Massimo Isola, il quale guida il centrosinistra a trazione Pd, una buona parte di merito va ascritta a Tiziano Cericola.

Il 62enne dottore commercialista faentino con studio nel centro storico è stato il primo a credere ed a operare una forte azione di convincimento perché si creasse anzitutto un polo di centro moderato, poi non ha esitato a “benedire” la joint venture con i due partiti rampanti del centrodestra tradizionale: Fratelli d’Italia e Lega. Anche perché Cericola, nella “sua” lista civica “Rinnovare Faenza” aveva già in casa Forza Italia. Infatti, se il civico di centrodestra Paolo Cavina ha portato in dote alla coalizione le liste civiche “Insieme per Cambiare” e “Per Faenza”, Cericola aveva preparato il terreno anzitutto all’ingresso del “Popolo della Famiglia” quindi, assieme ai centristi moderati, ha fornito a Lega e FdI quel candidato sindaco “non targato” che andavano cercando dalla fine del 2019.

L’elegante simbolo sottoposto a restyling con cui “Rinnovare Faenza” si fa notare sulla scheda elettorale è notevolmente diverso da quello con cui nel 2015 si presentò come candidato sindaco conquistando il seggio di consigliere d’opposizione a Palazzo Manfredi: il blu è diventato azzurro, sono spariti i “simbolini” dei Popolari per l’Italia, del Nuovo PSI, di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale (che ora cammina sulle proprie gambe) e di Forza Italia; è rimasto il Tricolore, si è ingrandita la scritta che denomina la lista e sullo sfondo campeggia la sagoma della Torre Civica assieme a quella del Palazzo del Podestà: due particolari, questi ultimi due, che hanno il “difetto” di ricordare il simbolo di “Sinistra per Faenza”, che nel 2010 era nel centrosinistra pro-Malpezzi, e di “Faenza che vuoi”, lista dell’associazionismo di sinistra che nello stesso anno aveva come candidato sindaco il dottor Pierpaolo Casalini, ma anche la parte alta del simbolo di “Faenza Coraggiosa” schierata in queste elezioni col centrosinistra.

Ad affiancare Tiziano Cericola nei mesi di intenso lavorio di “tessitura” è stato Riccardo Minardi, civico e “trait d’union” con i berlusconiani rappresentati dal coordinatore provinciale Bruno Fantinelli, il quale non si è risparmiato per cogliere il primo risultato: compattare un’area moderata di centro che non intende riconoscersi nella coalizione a guida Pd.

“Tutto è partito lo scorso novembre quando portammo una proposta precisa in vista delle elezioni che si sarebbero dovute tenere a fine maggio – racconta Tiziano Cericola -. A Faenza una delle costanti è la forte presenza di un elettorato moderato, centrista, sia di stampo cattolico ma anche non prettamente cattolico: persone che lavorano, che vogliono risposte concrete e non vogliono prese di posizione meramente ideologiche. Da qui lanciammo il primo messaggio: presentarci alle ‘comunali’ con un forte orientamento centrista, per quanto mi riguarda ovviamente di centrodestra. L’arrivo delle elezioni regionali di fine gennaio bloccò un po’ tutte le iniziative; a febbraio siamo ‘tornati alla carica’ con la nostra idea per la città con la Lega e con le varie forze di centro. Trovammo la disponibilità di ‘Insieme per Cambiare’ quindi con Cavina usciti dalla maggioranza, riscontrando le stesse idee di fondo e di conseguenza una valida proposta politica per Faenza. Si stava delineando la coalizione di centro con Cavina candidato sindaco con un’offerta politica che ha successivamente trovato il consenso e il sostegno della Lega e di Fratelli d’Italia. Oggi, grazie all’operato di Paolo Cavina e del suo gruppo e con un po’ di merito anche mio, siamo riusciti a dare agli elettori perlomeno un panorama molto netto, semplificato: di fatto i due interpreti principali sono il candidato di centrodestra Cavina e il candidato di centrosinistra Isola, con tutto il rispetto per Roberto Gentilini di ‘Potere al Popolo!’ e di Paolo Viglianti dei Comunisti, i quali sono legittimamente scesi in campo ma che, credo, avranno un ruolo alquanto ridotto”.

Ci sono centristi moderati nella coalizione di centrosinistra?

Sì, ce ne sono in maniera più che legittima, perché l’elettorato tipico al quale mi rivolgo si era già anche in passato, nel 2015, diviso in tre pezzi fra chi è rimasto a casa in quanto imbarazzato nella scelta, chi ha votato per me o comunque per i candidati centristi dell’epoca, erano quasi 3.000 voti tra ‘Rinnovare Faenza’, ‘Io Faentino’ e ‘Per riavere Faenza’, e chi votò invece compattamente per Malpezzi o comunque ‘Insieme per Cambiare’. Oggi i candidati moderati centristi nel centrosinistra hanno figure di riferimento, per esempio, in ‘Faenza cresce’ e in ‘Faenza contemporanea’”.

In queste elezioni, l’elettorato a cui “Rinnovare Faenza” fa riferimento sta perdendo l’occasione di trovare nel voto amministrativo una coalizione dove trovare tutte insieme le forze del centro moderato?

“Purtroppo cosa si può fare? La democrazia è fatta anche di diversità di opinioni, però il fatto che tutto il gruppo di elettori che ruota attorno a ‘Insieme per Cambiare’ sia nella coalizione di centrodestra è un grande segnale. Se facciamo ‘base 100’ di quello che potrebbe essere l’elettorato centrista e riusciamo ad averne due terzi o il 70 per cento da noi, è comunque un grande risultato. L’unitarietà non ci sarà mai: questo è evidente. L’importante è che ci sia meno astensione rispetto al 2015: sarebbe già un segnale importante di avere dato un’offerta netta. I faentini hanno due candidati tra cui scegliere: o di qua, o di là”.

“Rinnovare Faenza” è diventata nell’occasione, ma lo era anche nel 2015 seppure in condominio con altri, il punto di convergenza di civici di centro e di Forza Italia. 

“Certamente. Già nel 2015 era un ‘contenitore’ di forze moderate. Anche oggi lo è per coloro che si richiamano a Forza Italia e che hanno avuto un certo percorso e gruppi di amici simpatizzanti che non sono schierati per un partito specifico, ma hanno fiducia in me e nelle persone che mi sono vicine e soprattutto vogliono poche chiacchiere e progetti concreti”.

In caso di successo della coalizione di centrodestra, quale suggerimento darà al sindaco Paolo Cavina in campo economico, dato che si prospettano tempi difficili, vista la sua competenza professionale?

“Ci sono tante cose che adesso non si sanno ma che magari si dovrebbero già sapere, e mi riferisco ai fondi in arrivo nel 2021 dall’Unione Europea: una parte sarà assegnata alle autonomie locali ma bisognerà vedere quanto e come. Siamo passati dagli anni del vecchio ‘Patto di Stabilità’ che prevedeva il rientro forzoso dal debito, tagli indiscriminati a quella che appariva come una stagione di normalità senza il vincolo di pareggio di bilancio, offrendo la possibilità di fare investimenti a un’altra stagione; a seguito del Coronavirus stanno arrivando risorse di sostegno anche per gli Enti locali. Nella situazione in cui ci troviamo, nella frammentazione delle competenze pubbliche, il Comune ha un doppio ruolo: ha alcune competenze dirette, finché gliele lasciano, e il ruolo di collettore di istanze verso i vari enti. In questa prospettiva, il ruolo che dovremo avere nel 2021-2022 quando ‘riemergeremo dalla voragine’ sarà quello di aiutare sia le aziende sia i cittadini, quindi sfruttando le risorse che ci arriveranno anche dallo Stato per ridurre la burocrazia, la tassazione locale e comunque i costi che a livello locale gravano sulle famiglie e sulle imprese, poi trovare le modalità, mettendo ovviamente al tavolo le associazioni degli imprenditori e gli altri attori del settore, al fine di assecondare lo sforzo nazionale verso la ripresa dell’economia. Il Comune dovrà fare, soprattutto, investimenti ‘reali’, ad esempio sulle strade anche per rendere più vivibile la città. Ci sono spazi d’intervento sia sulle strade sia sui trasporti pubblici che oggi sono gestiti da Start Romagna in maniera inefficace e inefficiente, andando a vedere nei vari capitoli del bilancio comunale dove si possono reperire risorse, perché ce ne sono tante. E poi contiamo sui trasferimenti statali. Nel capitolo degli investimenti invece, che sono a prescindere dal Covid-19 ma che comunque sono importanti, io ho delle mie fissazioni ma vedremo se sarà possibile portarle avanti”.

Ci dice almeno due delle sue “fissazioni”?

“Lo sport e la cultura, ma anche la viabilità. Dal 2015, quando io ero l’unico a parlarne, quest’anno lo sport è stato un elemento centrale del programma di Cavina e di riflesso anche Isola è stato costretto ad occuparsene: va dedicata attenzione agli impianti sportivi, alla pratica sportiva, alle manifestazioni, al Liceo Sportivo, quindi in particolare le palestre scolastiche, la ‘cittadella dello sport’, il centro Graziola, lo stadio ‘Bruno Neri’ per l’equitazione, un nuovo centro ippico. Per la cultura è nota la mia fissazione per il Museo della Città che deve diventare uno dei quattro ‘pilastri’ col Museo internazionale delle Ceramiche, Palazzo Milzetti e la Biblioteca Comunale Manfrediana, con i musei minori annessi”.

Torniamo al problema spinoso della mobilità. Da poche settimane l’Amministrazione uscente ha annunciato il raddoppio delle linee dei “Green-Go Bus” elettrici, ma non ha parlato delle due linee di autobus urbani gestite da Start Romagna.

“Tutto pagato dal Comune, ossia pagato da noi! La mobilità pubblica in una città di circa 59mila abitanti come Faenza è oggi lasciata al caso, non è governata in una maniera conforme agli interessi dei cittadini: basta salire su un autobus di Start Romagna, si gira tutta Faenza e non si arriva da nessuna parte. In questi anni abbiamo avuto la gestione di Start Romagna, poi si è sovrapposto il ‘Green-Go Bus’ del Gruppo Erbacci; il problema è di razionalizzare, perché noi stiamo pagando due volte il servizio, in quanto il Comune dà 400-500mila euro all’anno a Start Romagna per questa gestione dei bus cittadini che praticamente non sono produttivi con tutto il rispetto delle maestranze che svolgono il loro lavoro. I ‘Green-Go Bus’, d’altra parte, costano al Comune 120mila euro per una linea e altrettanti per l’altra. Va rivisto un po’ tutto”.

Qui si sta parlando di una somma complessiva che va da 640mila a 740mila euro annui…

“Sì. L’ho già detto in Consiglio comunale e a Paolo Cavina: una delle priorità è risolvere il problema della viabilità pubblica nell’interesse dei cittadini. Poi, che questo avvenga con Start Romagna, col Gruppo Erbacci, con le piste ciclabili, eccetera, bisogna fare questo tipo di ragionamento, che in parte è stato già inserito nel Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (Pums) e in parte però è un libro dei sogni. Quindi bisogna mescolare la viabilità pubblica con la viabilità privata, non bisogna ragionare a compartimenti stagni. La viabilità pubblica va razionalizzata perché ci sono tanti soldi da risparmiare: è inutile avere due soggetti che fanno lo stesso lavoro, e poi lo fanno anche in maniera non completa. Il ‘Green-Go Bus’ deve arrivare fino al centro sportivo Graziola perché i bambini vanno là a giocare a calcio, invece ‘non si può perché costa 20mila euro in più’, così i bambini non riescono ad andare alla Graziola. E circa Start Romagna, invece, che la paghiamo, c’è da dire che la gente non usa i suoi bus urbani. Poi ci vuole anche la mobilità privata, che chiaramente va resa più organica e razionalizzata, perché comunque l’automobile l’abbiamo: nessuno vuole impedire ai cittadini di andare al centro commerciale ‘Le Maioliche’ a fare la spesa con la loro macchina. Però con viabilità pubbliche affidabili la gente fa due conti e magari dal centro va a lavorare nella zona artigianale ‘Naviglio’ col bus”.

I candidati consiglieri di “Rinnovare Faenza”
Tiziano Cericola (capolista, 62 anni, consigliere uscente), Ulisse Babini (55), Aldo Tomaso Balelli (63), Bruno Alfonso Benati (73), Marco Bertaccini (46), Maria Teresa Bertuzzi (56), Fanny Bonsi (76), Bruno Console Camprini (78), Franco Donati (74), Gianfranco Fiorentini (60), Marisa Laghi (65), Vincenzo Lega (68), Beatrice Meucci (39), Riccardo Minardi (62), Daniela Nica (50), Marina Tambini (51), Carlotta Taroni (30), Lorenzo Tini (73), Sergio Wollmann (73).

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Commenti

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  1. Scritto da Loretta

    Si fanno portabandiere dei valori cristiani ma si alleano con la Lega e con fratelli d’Italia, sono contrari all’ingresso degli immigrati e parlano alla pancia dell’elettorato. In cosa si concretizzano questi valori cristiani che tanto sbandiera o?