Incontro pubblico a Cervia del comitato per il No al Referendum Costituzionale

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Le ragioni del No al Referendum Costituzionale per il quale si andrà al voto il prossimo 20 e 21 settembre, saranno approfondite in un incontro pubblico che si terrà a Cervia, lunedì 14 settembre alle 20.45 nella sala XXV Aprile, con l’incontro con l’on. Giovanni Paglia di Sinistra Italiana e Marco Giornelli, Giovane Democratico per il NO. Coordina Cinzia Tesei.

Il Comitato cervese del Coordinamento per la Democrazia Costituzionale è impegnato da alcune settimane con banchetti e volantinaggi in una campagna di informazione ai cittadini ed agli ospiti italiani della città sulle ragioni del NO ad un referendum che deve decidere se cambiare o meno la nostra Costituzione con un taglio di 345 parlamentari, oltre un terzo.

“Questo taglio – spiegano dal comitato cervese per il NO – è sostenuto da una ridicola promessa di risparmio, ma in realtà è un tassello di un disegno più complesso che prevede anche una nuova legge elettorale, senza scelta dei candidati e con una elevata soglia di accesso che impedirebbe a milioni di cittadini di essere rappresentati in Parlamento. I cittadini italiani si sono già espressi in 2 occasioni, 2006 e 2016, contro proposte di revisione costituzionale che prevedevano, fra le altre cose, la riduzione del numero dei parlamentari e le hanno bocciate entrambe e anche stavolta chiediamo alle elettrici e agli elettori di difendere la Costituzione con un chiaro NO al taglio del Parlamento e al taglio della democrazia”.

 

 

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Commenti

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  1. Scritto da TRISTANO ONOFRI

    E NO caro Comitato per il NO. Il taglio dei parlamentari non segue una ridicola promessa di risparmio ma ha una sua logica. Facile, quando non si hanno argomenti, buttarla in caciara per non far capire niente a nessuno. Il taglio dei parlamentari non l’hanno deciso quelli del M5S ma TUTTO IL PARLAMENTO ALL’UNANIMITA’ votando una legge costituzionale. Solo che 71 parlamentari (a cui traballava la sedia sotto il culo) hanno promosso (a nostre spese) questo referendum. Ora la cosa ridicola è che la totalità dei politici che si schiera per il NO hanno votato per ben 4 volte per il taglio dei parlamentari ed ora, per convenienza economica, hanno cambiato idea. A sostegno delle loro tesi adducono ad un inesistente motivo di risparmio, quale unica motivazione per la richiesta del taglio dei parlamentari e (dimostrando di non conoscere la storia) adducono a diritti costituzionali stabiliti dai Padri Fondatori che verrebbero violati col taglio. I Padri Fondatori NON HANNO MAI stabilito un numero di parlamentari. Solo ne 1963 la Democrazia Cristiana per sistemare centinaia di nulla facenti si inventò questo numero spropositato di parassiti buoni solo a votarle tutte le leggi porcata. Quindi caro comitato lasciata da parte il vostro odio preconcetto contro il M5S e studiate la storia prima di fare delle figure barbine.