Ravenna, capigruppo dell’opposizione insistono su filodiffusione ex Maioli, ora chiedono: dov’è finita la centralina?

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Ex impianto di filodiffusione di Valerio Maioli atto secondo. I capigruppo consiliari di opposizione Alvaro Ancisi (Lista per Ravenna), Massimiliano Alberghini (gruppo omonimo), Samantha Gardin (Lega Nord) e Alberto Ancarani (Forza Italia) ora vogliono sapere che fine ha fatto la centrale donata da Maioli al Comune, poi acquisita da Maurizio Bucci all’asta, che era custodita in Comune ma che ora non c’è più e – secondo loro – non si sa chi, come e quando l’abbia trasferita e per farne cosa. I capigruppo scrivono al Comandante della Polizia locale Giacomini e per conoscenza al Sindaco de Pascale.

“Egregio Comandante, come Le è stato notificato, i sottoscritti, in nome e per conto dei rispettivi gruppi consiliari di cui portano la responsabilità, Lista per Ravenna, gruppo Alberghini, Lega Nord e Forza Italia, assunsero, il 25 agosto scorso, l’iniziativa avente per oggetto: “160 filodiffusori abusivi pendenti sulle strade storiche dei centro. Denuncia di Ancisi, Alberghini, Gardin e Ancarani”. Obiettivo fondamentale espresso è che l’Amministrazione comunale ordini la rimozione di tali diffusori e delle relative reti elettriche di collegamento tra loro e con la centrale di filodiffusione. – si legge nella nota – Dal 2008 ad oggi, essi incombono infatti sulla viabilità pubblica, privi di cura e di manutenzione. Di conseguenza, si sono ridotti, come è stato accertato, in condizioni di instabilità e pericolosità, oltreché di sconvenienza ambientale. Essendo stata accertata anche l’assenza di qualsiasi autorizzazione al loro stabile mantenimento successivamente all’ultimo funzionamento dell’impianto, risalente alle festività natalizie del 2008, restiamo pure in attesa che le infrazioni conseguenti siano valutate ai sensi di legge e di regolamento (ad esempio, del vigente regolamento di Polizia municipale).”

“Nel frattempo, riteniamo però doveroso che siano accertate le cause e le modalità con cui è sparita dal Palazzo residenziale del Comune di Ravenna la centrale della filodiffusione in oggetto che l’Amministrazione aveva accettato in deposito dalla ditta Valerio Maioli srl perché fosse in attività durante le festività natalizie 2006, 2007 e 2008, fornendo anche l’energia elettrica necessaria. – continuano Ancisi, Alberghini, Gardin e Ancarani – Il locale prestato, collocato al primo piano, con entrata da via Mentana 16, era la sala riunioni del direttore generale. Avendone chiesto informazioni alla direzione generale stessa, la risposta è stata infatti: “Non risulta che allo stato attuale tale centrale sia ancora depositata presso locali comunali; ad oggi non è però stata reperita documentazione scritta inerente alla consegna a terzi”. Il fatto è inspiegabile, oltreché ingiustificato, essendosi lette dichiarazioni dell’attuale proprietà dell’impianto (Maurizio Bucci, ndr) sull’intenzione di rimetterlo in funzione a beneficio della città, obiettivo tecnicamente possibile solamente con la centrale in quella collocazione, non in altro luogo. D’altra parte, essa figurava nell’inventario del fallimento della Valerio Maioli srl in liquidazione, a seguito della ricognizione effettuata dal Tribunale il 29 giugno 2012, con questa descrizione: “Centrale di diffusione sonora digitale presso il Comune di Ravenna: sistema integrato Hardware-Software per la diffusione e gestione automatica dell’audio comprendente: Mp3 Player per la gestione professionale di brani con creazione di playlists.”.

I 4 capigruppo chiedono: “Quando è stata asportata? A chi è stata consegnata? Con quale conoscenza e consapevolezza dell’amministrazione comunale? Per quale uso o smaltimento, legittimi o no? Oppure è stata oggetto di un’azione fraudolenta? Quali amministratori del Comune di Ravenna riteniamo doveroso, per il buon nome dell’amministrazione pubblica e suo obbligo di trasparenza verso la cittadinanza, ma anche perché non debba rispondere di alcuna propria responsabilità verso la legge e verso terzi, che si effettuino gli accertamenti atti a dare risposta, nel limite del fattibile e del lecito, a tali interrogativi. Ritenendo che la Polizia locale ne abbia il titolo e i mezzi, – concludono – ne facciamo richiesta al suo comandante, informandone per conoscenza il sindaco in quanto sovrintendente al funzionamento dei servizi e degli uffici e all’esecuzione degli atti della propria amministrazione.”

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Commenti

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  1. Scritto da Piero

    An avi propi gnit da fè…..