Faenza, in Piazza del Popolo la voglia di vincere del centrodestra, fra slogan e frecciate a Isola foto

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La festa di chiusura della campagna elettorale del centrodestra non è andata oltre la propaganda e la buona musica italiana in una Piazza del Popolo ieri sera ben allestita dall’organizzazione con un buon numero di sedie distanziate e inevitabilmente parecchie persone rimaste in piedi ai lati e sui gradini del portico di Palazzo del Podestà. Con il palco piazzato davanti allo scalone del municipio, come ai vecchi tempi quando i comizi dei partiti facevano il pienone, la platea era stata delimitata ai fianchi dai gazebo bianchi delle sei forze politiche che sostengono la candidatura a sindaco del civico Paolo Cavina: da una parte Fratelli d’Italia, Lega e “Per Faenza”; dall’altra “Insieme per Cambiare”, Popolo della Famiglia e “Rinnovare Faenza/Forza Italia”. Oltre lo schieramento dei gazebo erano stati piazzati trasversalmente due camion-vela per parte, nel rispetto delle disposizioni sulla sicurezza e al tempo stesso per propagandare la scelta di Cavina come sindaco alle elezioni comunali di domenica e lunedì prossimi.

La serata si è sostanzialmente divisa in tre parti: all’inizio presentazioni e alcuni discorsi, poi il concerto del “Roger Group”, storico trio faentino che ha proposto successi di musica leggera italiana dagli anni ’60 agli anni ’90, infine i discorsi conclusivi con gli appelli al voto per il centrodestra. E l’evento, iniziato con alcuni minuti di ritardo rispetto alle annunciate 20.30 si è chiuso puntualmente alle 22.30, anche qui come da disposizioni di pubblica sicurezza. Neo della serata è stato nella parte centrale il dilungarsi del concerto di “Roger Group”, che ha impedito poi a Ruggero Troncossi e soci di proporre canzoni nel segmento finale. A condurre la serata è stato chiamato il cabarettista cesenate Maurizio Ferrini, che, a parte alcune buone battute in un inconsueto “stile british”, non ha sfoderato la sua abituale carica comica, concedendo solo un paio di minuti al personaggio che lo ha reso famoso: la Signora Coriandoli. Per il resto Ferrini ha ben diretto le operazioni sul palco mostrando a tratti di essersi visto consegnare la scaletta e il “copione” all’ultimo momento.

“Sarà una gran serata, tra amici che credono in un progetto – ha parlato in apertura Cavina salutando gli intervenuti -. Vogliamo portare veramente aria nuova qui a Faenza”. A seguire è intervenuto Roberto Petri di Fratelli d’Italia, uno dei tessitori della coalizione di centrodestra, il quale, tra l’altro, non ha risparmiato attacchi politici al centrosinistra. “A Faenza, come a Pomigliano d’Arco, si è creata la più aberrante coalizione alle elezioni amministrative che c’è in Italia tra il Partito Democratico e i Cinquestelle, che fino a qualche settimana prima se ne sono dette di forche e da galera. I Cinquestelle sono quelli che, attraverso la loro demagogia populista, dicono che bisogna rompere il concetto e la rete della casta politica. Ebbene, noi a Faenza abbiamo creato il dualismo tra il mondo del lavoro e il mondo della casta”.

L’intervento successivo è stato quello del senatore modenese di Forza Italia Enrico Aimi: “Qui vogliamo creare quella autentica controrivoluzione del lavoro che porterà davvero Faenza ai fasti e agli splendori che ha meritato nel passato e che oggi merita grazie a Paolo Cavina”. Dopo un breve siparietto tra Ferrini e Cavina, è entrato in scena il “Roger Group” che si è guadagnato i soliti, immancabili scrosci di applausi.

Nel terzo segmento della serata il palco ha visto gli interventi dei capilista delle sei forze della coalizione. Il primo è stato Massimo “Max” Zoli di “Per Faenza”, il quale si è preso pochi minuti per raccontare che “all’inizio di questa esperienza politica mi sono trovato nella situazione per cui amici da una vita non mi salutavano più, persone che quasi non conoscevo sembravano miei fratelli: spero che da mercoledì torni tutto alla normalità perché la cosa mi ha scombussolato”. Poco dopo Ferrini e Cavina hanno accolto il breve intervento di Jorick Bernardi del Popolo della Famiglia: “Chiediamo fiducia ai faentini che solo con il voto possono cambiare il volto della propria città”.
Tiziano Cericola della lista civica “Rinnovare Faenza”, che ha in elenco diversi candidati di Forza Italia, è stato l’unico a entrare nel cuore di certi problemi della città per personale competenza in campo finanziario. “La nostra città è andata in declino perché sono mancati investimenti strategici. Il Comune di Faenza sta dilapidando qualche milione di euro in clientele, in crediti marci, in crediti da andare a riscuotere, ma siccome vanno riscossi presso gruppi economici che sorreggono certe amministrazioni, non si vanno a prendere. L’ultimo, un milione e mezzo di euro, dalla Cassa di Espansione del Senio: non li vanno a prendere, noi andremo a prenderli”.

Stefano Bertozzi di Fratelli d’Italia, pur essendo un esperto navigante della politica locale, non ha nascosto di sentirsi emozionato “di fronte a una platea come questa”. “Vogliamo una città più sicura, decorosa, pulita, accogliente, che guardi allo sviluppo nel medio termine e che abbia infrastrutture adeguate. In questo ci siamo trovati in piena sintonia con Paolo Cavina”.  Massimiliano “Penzo” Penazzi di “Insieme per Cambiare” ha voluto principalmente portare un saluto “all’amico Paolo con cui abbiamo condiviso un percorso; ora stiamo per realizzare un sogno”.

Con Gabriele Padovani della Lega il momento politico è definitivamente decollato con domande pungenti poste naturalmente “a distanza” al candidato avversario. “A Massimo Isola che dice di amare Faenza chiedo ‘dov’eri quando chiudevano la Pediatria all’ospedale?’, ‘dov’eri quando la guardia medica pediatrica non c’era di sera?’, ‘dov’eri quando c’erano le vertenze sindacali e gli operai perdevano il posto di lavoro?’. Perché io c’ero. E ‘dov’eri quando la Ctf falliva?’. Te ne fregavi: tu non ami la tua città. ‘Dove sei quando ci sono le buche nelle strade?’. Sei là, nel salotto, e stai continuando ancora a fare salotto, perché rilasci interviste seduto su un divano, rosso, sempre esclusivamente rosso: un colore che a me non piace. Concludo con una riflessione: la Sinistra parla troppo di diritti, si è dimenticata dei doveri”.

A concludere la festa del centrodestra faentino sono stati il deputato leghista Jacopo Morrone, che ha “caricato la folla” invitando a votare e far votare il centrodestra, e Cavina, a cui sono state riservate le battute conclusive: “Chiedo impegno a tutti fino a lunedì pomeriggio, perché noi vogliamo vincere. Dobbiamo portare Faenza a cambiare verso un nuovo orizzonte; questa volta vogliamo un nuovo cambiamento, questa volta è la volta buona”.

Festa Centrodestra
Paolo Cavina

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Commenti

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  1. Scritto da batti

    anch io una frecciatina la lancerei,tra voi qualche tempo fa c erano quelli delle RONDE,per ostacolare i ladri.se leggiamo i giornali,serve cambiare ronde e luoghi da presidiare