Faenza, Paolo Cavina sicuro di vincere: “questa è la volta buona, non siamo qui per distribuire poltrone”

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Il candidato civico del centrodestra Paolo Cavina ha 56 anni, è sposato da 30 anni con Annalisa ed è padre di Brigida, Beatrice e Benedetta, assieme alle quali vive nella frazione di Pieve Cesato. La sua carriera lavorativa prese il via quando aveva 16 anni, poiché costretto dalle difficoltà economiche della famiglia a rinunciare agli studi: entrò come dipendente alla “Granfrutta Zani” di cui è attualmente dirigente presso lo stabilimento di Bagnacavallo. Nel tempo libero Cavina divenne volontario dell’A.N.S.P.I., associazioni di oratori e circoli, di cui fu poi eletto presidente dell’area diocesana di Faenza-Modigliana, fino alla decisione di candidarsi sindaco. Nel 2015 fu eletto in Consiglio comunale per la lista civica di area moderata “Insieme per Cambiare” allora nell’ambito del centrosinistra a guida Pd: in 5 anni e mezzo non è stato presente ai lavori dell’assemblea cittadina una sola volta, a causa di un incidente con la propria vettura mentre si dirigeva a Faenza. In comproprietà con i familiari possiede tre immobili.

cavina

L’INTERVISTA

È dal settembre 2019 che si parla di Lei come candidato sindaco: prima di “Insieme per Cambiare”, poi dell’area centrista, per approdare alla coalizione di centrodestra. A distanza di un anno si è mai chiesto “ma chi me l’ha fatto fare”?

“Mi sono posto questa domanda ma in senso positivo. In questo momento sono ben contento di essere il candidato sindaco di tutto il centrodestra, cosa che non avrei mai pensato potesse accadere. Sono orgoglioso del fatto che certe forze politiche credano in me. Rimane il fatto che io sono un candidato civico, moderato, di area centrista appoggiato dalle mie liste civiche (“Insieme per Cambiare” e “Per Faenza”: n.d.r.) che mi hanno lanciato.”

In caso di successo alle urne, da dove comincia per costruire la Giunta? Equilibri tra i partiti prestabiliti, equilibri determinati dall’esito del voto, qualità delle persone da scegliere… tenendo conto del bilanciamento uomo/donna…

“La prima valutazione sarà il responso elettorale, argomento da tenere in considerazione per decidere quanti e quali assessori. La seconda sarà quella delle ‘quote rosa’ che io voglio garantire e mantenere, ma posso aggiungere, come ho già anticipato, mi avvarrò di persone volontarie che mi daranno supporto per sopperire a quel mancato contatto tra i cittadini e l’Amministrazione. Intendo persone che dal mondo del volontariato, nei vari ambiti di azione, possono interfacciarsi velocemente con l’assessore o con il sindaco, perché difficilmente potrà essere che la rispondenza di un assessore dia risposta all’esigenza dell’attività che deve svolgere. Nel territorio ci sono cinque quartieri che dovrebbero fungere un po’ da filtro per la giunta: sono comunque istituzioni che si organizzano con incontri bimestrali, poi devono contattare la macchina operativa di una giunta. Il tutto è un po’ lento, invece io vorrei dare un impulso diverso, perché c’è bisogno di velocità almeno nell’acquisizione di notizie, e vorrei essere veloce a dare le risposte. Un sogno? Può darsi, però io ci proverò.”

Qual è l’accordo per indirizzare la scelta degli assessori? Ad esempio: “Hai almeno un consigliere, allora hai almeno un assessore”. Come fa il centrosinistra.

“Abbiamo parlato una volta sola di questa cosa e l’abbiamo superata velocemente, perché noi non siamo qui per distribuire poltrone, ma per vincere le elezioni e per portare il vero cambiamento. Sarà il risultato elettorale a stabilire chi dovrà sedere in Giunta, chi dovrà sedere in Consiglio, chi darà una mano dall’esterno. Questi sono, per adesso, i patti che ci siamo dati. Non c’è nessun accordo su poltrone. Ho sempre dichiarato che la forza politica che otterrà il miglior risultato potrà nominare il vicesindaco.”

Allora: Cavina sindaco con delega obbligatoria alla sanità, al Palio in quanto magistrato dei Rioni, e poi?

“Poi lo valuterò insieme con la mia squadra: non sono un uomo di potere, sono un uomo a disposizione dei faentini. Non voglio sobbarcarmi troppo lavoro: avrò in squadra persone che con le loro capacità potranno coprire tutte le tematiche che possano portare un miglioramento della nostra città a tutti i livelli.”

In caso di sconfitta alle urne, tempo fa disse “mi candido con serenità, perché il lavoro ce l’ho, e tra non molto vado in pensione”. Conferma?

“Certamente. Vengo dal mondo del lavoro e continuerò il mio lavoro, non posso mica campare di politica come fanno altri. Se non sarò eletto tornerò al mio lavoro, nel quale ho sempre dimostrato le mie capacità sia umane sia professionali.”

L’eventuale sconfitta farebbe più danni al centrosinistra o al centrodestra?

“Al centrosinistra. Noi siamo tutte persone che vengono dal mondo del lavoro, quindi non subiremo alcun contraccolpo personale. Ma non perderemo. Per altri la vedo un po’ complicata.”

A chi giova o a chi fa danno non avere una o più forze politiche a fare da cuscinetto fra centrosinistra e centrodestra?

“La partita si gioca tutta al centro. Io sono una persona moderata, non vorrei dire quel termine… cattolica, perché altre forze, anche se sono state invitate a non strumentalizzare la questione, lo hanno fatto. Io molto più serenamente ho fatto la mia campagna elettorale”.

Non ritiene fuori luogo le prese di posizione di gruppi di singoli “cattolici” a favore dell’uno o dell’altro candidato come se il mondo ruotasse attorno a loro? In fondo il cattolico ha il dovere di impegnarsi in politica ma senza strombazzare ciò che fa.

”È fuori luogo. Il cattolico si misura con la storia della sua vita, con quello che dimostra o ha dimostrato, non certo con l’appoggio di alcune persone o di alcuni gruppi.”

Lei afferma e ribadisce di essere civico, di portare avanti il civismo… Non ritiene, d’altra parte, che i partiti debbano tornare ad assumere un ruolo trainante nella politica, a partire dall’amministrazione degli enti locali?

“A livello locale amministrare un Comune si può fare anche senza partiti politici che potrebbero dall’alto imporre regole non condivise sul territorio, non corrette per il territorio. Ciò non toglie che, comunque, avere agganci a livello regionale e nazionale dà dei vantaggi.”

Quanti faentini andranno a votare?

“Spero il più possibile. Perché molti sono trattenuti da un sentimento nazionale di disgusto nei confronti della politica, mentre in questo momento dovrebbero capire che questa è la volta buona.”

Nel “Programma elettorale della coalizione per Paolo Cavina sindaco”, al punto 2 che è intitolato “Una spinta al rilancio economico”, si legge “Vogliamo mettere in campo virtuosi processi per consentire alle imprese di evolversi, strutturarsi, consolidarsi, crescere. Imposteremo nuove forme di gestione delle utilità pubbliche affinché queste risultino più favorevoli per i faentini”. Ci spiega cosa dobbiamo intendere per “virtuosi processi” e, presumendo che questi abbiano necessità di essere finanziati, dove si andranno a reperire le risorse da dedicarvi e quante risorse, appunto, si possono prevedere?

“Sono andato a visitare parecchie aziende e mi sono reso conto che c’è bisogno di fornire risposte nel campo della semplificazione per quel che riguarda le normative derivanti dal Piano urbanistico e circa l’aspetto infrastrutturale del territorio. Ci sono aziende che si trovano in forte difficoltà per come sono collocate sul territorio e per le infrastrutture che le circondano. Ci sono zone non raggiunte dalla fibra ottica. Mi auguro che dal Recovery Fund possano arrivare risposte a tante nostre questioni.”

Paolo Cavina

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Commenti

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  1. Scritto da Deluso

    Io spero sempre che i faentini mostrino intelligenza e si ricordino il percorso fatto da questo uomo che cerca solo poltrone.

  2. Scritto da batti

    con l alleato lega che occupa tutti i giorni le pagine dei giornali sarà facile.sperate almeno che non abbiano portato via anche quelle,visto il vizio