Faenza, Paolo Cavina: “la città non è ancora pronta al cambiamento, abbiamo seminato per il futuro”

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Nella sua corsa alla massima carica di Palazzo Manfredi si è fermato intorno al 38 per cento di consensi personali così come i voti assegnati alle liste del centrodestra: Lega, Fratelli d’Italia, “Insieme per Cambiare”, “Per Faenza”, “Rinnovare Faenza” e “il Popolo della Famiglia”. Il 56enne civico Paolo Cavina si attendeva ben altro risultato: l’ascesa della sua coalizione alla guida della città al posto del centrosinistra, o, quanto meno, un maggior numero di voti di persone “alla ricerca del cambiamento”.

Doveva essere “la volta buona”, invece non lo è stata…

“Noi abbiamo creduto fin dall’inizio che fosse ‘la volta buona’, ci siamo impegnati a fondo con una squadra di candidati e una coalizione molto coesa, molto forte. Ce la siamo giocata fino all’ultimo, abbiamo cercato di dare il meglio di noi stessi incontrando tutti: siamo andati per aziende, siamo andati a trovare famiglie, io personalmente sono andato in casa di molti cittadini, sono andato incontro agli anziani, ho cercato di capire tutte le loro esigenze. Mi sono speso e ci siamo spesi tutti per portare questo cambiamento e credevamo che fosse la volta buona. Devo dire che il mio principale avversario Massimo Isola, eletto sindaco, è riuscito a compattare questo gruppo politico molto ampio, anche un po’ disomogeneo, perché i suoi hanno ‘caricato’ i Cinquestelle dove in altre città non riescono a governare insieme: qui, invece, si sono accordati, lavorano assieme a ‘Coraggiosa’, con i Verdi; però si vede che sono riusciti a compattarli, a fare squadra. Faenza dimostra di essere una città che non è ancora pronta a questo cambiamento, se poi di cambiamento si vuol parlare: non è che noi volessimo rivoltare la città come un calzino. Volevamo portare idee diverse, idee nuove che avrebbero potuto avviare un miglioramento, portare anche il centro storico ad essere più vivo, e al contempo dare un po’ di respiro alle nostre famiglie, alle nostre aziende e, soprattutto, a difesa dell’ospedale, della sanità che questa sinistra negli anni ha smantellato ed ora sostiene che riporterà a Faenza le eccellenze che ha tolto. Noi faremo opposizione e con la nostra opposizione cercheremo di dare voce a tutti i cittadini che si lamentano”.

Quanto ha pesato questa anomala campagna elettorale svoltasi tutta in estate, oltretutto con dei ritardi in entrambe le coalizioni, in particolare nel centrodestra, che ha assunto le decisioni fondamentali tra la fine di luglio e l’inizio di agosto. Può essere che le persone che desiderano il “cambiamento” non abbiano compreso appieno il vostro messaggio?

“Il progetto del centrosinistra partiva da più lontano: avevano iniziato a parlare di Massimo Isola subito dopo il lockdown e già a fine maggio erano in grado di sapere chi faceva parte della loro coalizione ed hanno avuto un po’ di tempo di vantaggio per organizzare la campagna elettorale e per iniziare a incontrare persone, aziende, associazioni, mondo cooperativo dove sono molto forti. Noi, è vero, siamo arrivati “all’ultimo”, però con una grande squadra, con il massimo impegno da parte di tutti, con un programma di governo condiviso disegnato in una settimana quindi dove tutte le forze politiche hanno convogliato le loro idee e proposte nel mio. Tutti compatti, però il tempo è stato di meno: abbiamo organizzato tutto quello che si poteva organizzare e, quando uno si rende conto di avere dato il massimo, può recriminare ben poco.”

Ha risposto bene il “civismo” di cui lei è portatore all’interno della coalizione?

“Sicuramente ci siamo spesi al massimo tutti, indifferentemente. Come candidato sindaco civico, io ero partito tre settimane prima: qualcuno credeva in me anche senza l’appoggio dei partiti. È chiaro che poi sono arrivare tre importanti forze politiche, di peso (Lega, Fratelli d’Italia, Popolo della Famiglia: n.d.r.): abbiamo fatto un ragionamento veloce e capito che ci potevano essere delle buone possibilità e da lì siamo partiti e cresciuti. Questo risultato non ci ha premiato, però abbiamo seminato per il futuro”.

Comincia subito questa “semina”, ad esempio riorganizzandosi come forze d’opposizione, con i 5 consiglieri della Lega, i 2 di “Insieme per Cambiare” (tra cui lei) e il singolo seggio rispettivamente di Fratelli d’Italia e “Per Faenza”?

“Dovremo fare squadra ed essere compatti: da lì, insieme, non dico “dare battaglia”, ma combattere questa sinistra che a Faenza si è fatta forte di alcuni temi che non sono suoi e che noi pensiamo possano essere di vitale importanza per la nostra città. Mi spiace ripetermi, ma sanità, sicurezza, agricoltura sono temi non tanto cari alla sinistra ma di alto livello per la nostra società. Noi faremo il possibile per dare voce ai nostri cittadini e portare in Consiglio comunale tutte le varie problematiche.”

Cavina e Isola

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Commenti

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  1. Scritto da roberto

    Mi auguro che non lo sarà mai , cosa dite amici faentini ? La città ha dimostrato di essere matura e responsabile , capisco chi non riesce ad ingoiare il rospo , ma tacere , almeno la sera della sconfitta , non sarebbe stato male . Altro che ” seminare ” .

  2. Scritto da Giovanni lo scettico

    Premesso che Isola non mi sembra un gran che, ma dire “la città non è ancora pronta al cambiamento” mi sembra la giustificazione più sfortunata dell’anno. Poteva dire “abbiamo avuto una gran sfiga” oppure “allearsi col Popolo della Famiglia è stata una cretinata” o tante altre cose, bastava un po’ di fantasia!

  3. Scritto da Emilia

    Non basta un po’di fantasia sarebbe opportuno che i faentini usassero la testa al momento di votare . Allora forse il CDx troverà un candidato più consono!!!

  4. Scritto da Antonio Collina

    E se ci rimboccassimo tutti le maniche per migliorare Faenza ?

  5. Scritto da b

    ma mia impressione è che la sua analisi sia facilona.penso che avete piu spaventato che attirato,per inseguire voti di ” seconda”vi direi anche chi ma non me li pubblicano