Covid fuori controllo: è il prezzo alto da pagare per eccessi d’estate. Lo dice Progetto Cervia che critica il Comune

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Covid fuori controllo: è il prezzo alto da pagare per gli eccessi dell’estate. Lo scrive il Presidente di Progetto Cervia Pietro Paolo Pollini che attacca l’Amministrazione comunale di Cervia. “Sul territorio, abbiamo assistito alla demenziale apertura delle discoteche, in una audace decisione autonoma di diverse regioni, compresa la nostra, e a una del tutto deprecabile modalità di effettuare controlli sul territorio comunale: abbiamo assistito a eccessi di tolleranza nel non rispettare tali regole, ingiustificabili se il fine era armonizzare il contenimento del virus con la necessità di far girare l’economia, soprattutto in alcuni ambiti in cui le autorità sanitarie si erano raccomandate di non farlo. Nonostante le raccomandazioni di distanziamento o di prenotazioni obbligatorie, si è proceduto come se nulla fosse, con il compiacimento degli enti locali e anche della nostra amministrazione, che ha continuato come nulla fosse a fare persino i fuochi d’artificio (attività che notoriamente provoca grandi assembramenti) e lasciando a ciascun imprenditore la responsabilità di autoregolarsi secondo coscienza. Tassi di tolleranza troppo elevati, spesso e volentieri, faziosi e non per tutti uguali. Stiamo esagerando o dicendo cose non vere? Siamo pronti ad un confronto con chiunque vorrà: ci sono foto e testimonianze al riguardo. Rileviamo i continui sussurri di una gran parte del mondo economico cervese che si è sentito umiliato da una gestione del controllo palesemente imparziale e che, ancor peggio, come ora si dice da più parti, corresponsabile, senza ombra di dubbio, ad aver mandato il covid fuori controllo.”

“Solo per fare un esempio: si sono permesse tavolate, fiere e assembramenti di varia natura durante tutta l’estate, mentre in qualunque negozio era necessario far entrare una persona ogni 40 metri quadri, oppure si chiedeva a parrucchieri e barbieri di prendere la temperatura corporea dei clienti mentre in spiaggia da anni non si vedeva una tale distesa di lettini. Una disparità di trattamento inaccettabile e vergognosa, avvenuta nonostante le raccomandazioni alla prudenza e al rispetto delle norme da parte della stessa Cooperativa bagnini. – continua Pollini – È scandaloso poi lo scarso controllo da parte delle forze dell’ordine, soprattutto della Polizia Locale, arrivando addirittura, complice l’autunno piuttosto mite, a concedere ad alcuni stabilimenti balneari di organizzare feste o aperitivi il giorno prima del lockdown in cui siamo ripiombati. Ci chiediamo: quante contravvenzioni sono state elevate questa estate dalla Polizia Locale per assembramenti o mancato rispetto dell’obbligo di mascherina? Considerato che nel bilancio del Comune mancano 2,2 milioni di entrate da sanzioni saremmo proprio curiosi di sapere quanti e quali controlli siano stati fatti. Ci aspettiamo che qualcuno ci dica, in questa fase in cui la nostra provincia e la nostra città risultano tra le più contagiate dell’intera regione, quali controlli sono stati previsti, e il numero di uomini impegnati.”

Progetto Cervia conclude: “Il tentativo corretto, ma maldestro, di salvare la stagione turistica viene pagato ora con gli interessi, e lo sarà probabilmente e ancor più anche nei mesi prossimi quando, per limitare le dimensioni dell’emergenza sanitaria, le autorità saranno costrette a nuove chiusure, magari peggiori di quelle che già si sono verificate. Meglio lavorare “a scartamento ridotto” ma restando aperti che chiudere come in queste ultime due settimane. La tutela dei posti di lavoro è un dovere della politica, ma non lo è di meno la tutela della salute dei cittadini. Guardare a ciò che è successo la scorsa estate ci può evitare di cadere, grossolanamente, negli stessi errori durante le prossime vacanze natalizie. L’economia legata al turismo va tutelata e aiutata, anzitutto attraverso regole eque e certe, che garantiscano la sicurezza sanitaria della città e prevedano maggiori ristori alle attività commerciali che hanno davvero ricevuto un danno economico. Invece di dare opportunità e vantaggi ai soliti noti o fingere che tutto sia normale spendendo centinaia di migliaia di euro in luminarie, la nostra amministrazione dovrebbe preoccuparsi di monitorare le persone o le famiglie in difficoltà, attivare delle “sentinelle sociali”, per evitare che qualcuno rimanga solo e senza aiuti concreti.”

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