Perché a Ravenna il Covid colpisce tragicamente nelle case per anziani? Ancisi (LpRa) interroga il Sindaco

Più informazioni su

Sul territorio ravennate la seconda ondata del Covid ha colpito e colpisce ferocemente, molto più della prima, “nonostante le strutture pubbliche o d’interesse pubblico deputate a fronteggiarlo, a prevenirne la diffusione e a vigilare sul corretto adempimento delle norme cautelative siano state nel frattempo provviste di maggiori conoscenze, rimedi, strumenti, dotazioni e risorse umane e finanziarie atti all’esercizio delle funzioni e dei compiti loro propri” scrive in una nota Alvaro Ancisi di Lista per Ravenna che aggiunge il dato “tragico di un aumento, nel novembre appena terminato, del 42% delle morti rispetto allo stesso mese del 2019. La provincia di Ravenna è sottoposta all’aggressione virale anche più pesantemente che in quelle vicine, pur essendo in pari condizioni sociali, economiche, strutturali e gestionali. Il dott. Paolo Bassi, primario delle Malattie infettive nell’ospedale pubblico di Ravenna, riferendosi all’altissimo tributo di contagi pagato dagli ospiti e dagli operatori delle strutture per anziani, nonostante siano state sottoposte a più stringenti disposizioni anti-covid, ritiene che potrebbe non esserci stata la dovuta attenzione ai maggiori rischi che incombono sulle persone fragili in età media ultraottantenne.”

“Ieri abbiamo esposto al sindaco notizie allarmanti su una di queste strutture più gravemente colpita dall’aggressione virale, – continua Ancisi – pervenuteci dall’interno, rivolgendogli un’interrogazione, con richiesta di risposta scritta per non pubblicizzarne il nome, affinché siano disposte al riguardo “le azioni di verifica, di vigilanza e di prescrizione utili a risolvere le criticità”, che abbiamo indicato nell’inadeguato rispetto delle norme dettate dallo Stato e dalla Regione relativamente a quanto segue:

  • l’utilizzo corretto della mascherina, preferibilmente del tipo ad alta protezione FFP2, da parte del personale;
  • il distanziamento sociale fra utenti e fra utenti e personale;
  • l’utilizzo di barriere fisiche trasparenti o altre modalità che garantiscano il distanziamento nella portineria e nei punti di accoglienza;
  • la separazione fra reparto attenzionati al Covid ed i restanti degenti, compresi i depositi di materiali;
  • il rispetto dei requisiti igienico-sanitari specifici in caso di preparazione, distribuzione e consumo di pasti in struttura;
  • la suddivisione degli spazi fra utenti Covid e non;
  • la separazione del personale dedicato ai agli utenti Covid e non;
  • l’igienizzazione frequente delle mani da parte di operatori ed ospiti;
  • l’areazione dei locali.”

Più informazioni su