#ioapro. Il Vicesindaco: Responsabilità mostrata da Ravenna, a partire da chi ha desistito. Ma non si può ignorare crisi

Per il Vicesindaco di Ravenna Eugenio Fusignani “Anche l’iniziativa #ioapro la dice sulla lunga sulle condizioni in cui versano le nostre imprese, piegate dalla crisi determinata dell’emergenza covid-19. Sottolineo il senso di responsabilità mostrato dagli imprenditori della nostra città, a partire da coloro che avevano già dichiarato l’adesione all’iniziativa, che alla fine li fatti desistere dal mettere in atto una protesta che, giusta e condivisa nel merito, attraverso una modalità non sostenibile,  non consentiva il rispetto della legalità, con tutte conseguenze del caso”.

“Per questo – avanza Fusignani – non si può tacere sull’inadeguatezza dei sostegni al mondo economico che può portare onesti e bravi imprenditori a mettere in atto azioni di disobbedienza ai limiti (e oltre) della legalità. E questo consegna oneri ulteriori al governo che, dalla ripresa estiva, pare non essere più in grado di mantenere una rotta ferma sulla gestione dell’emergenza. Se chiusure sono necessarie si chiuda, ma lo si faccia sul serio e non con deroghe che servono solo a creare confusione tra i cittadini, difficoltà a chi deve controllare e disparità tra imprese. Per questo è necessario mettere mano a sostegni adeguati e non a semplici ristori che spesso non rappresentano nemmeno un pannicello tiepido per coprirsi in una giornata di rigido inverno”.

“Intanto – continua il Vicesindaco – c’è l’obbligo di sostenere le imprese in questo momento di difficoltà ma, al contempo, c’è la l’assoluta necessità di mettere in campo un piano reale di ripresa. E se la spesa va dilatata per sostenere l’emergenza, mai come ora il debito va aumentato per rilanciare gli investimenti pubblici che rappresentano il volano per la ripresa dell’economia soprattutto nei moneti di crisi. In questo senso abbiamo assistito in settimana a due autorevoli interventi prima del presidente ABI, Antonio Patuelli e pochi giorni dopo dell’ex presidente della BCE Mario Draghi”.

Se il sistema bancario, come hanno indicato entrambi, deve passare dalle parole ai fatti nel sostegno a imprese e famiglie attraverso il credito, a maggior ragione deve essere il governo a farlo, mettendo in essere un rilancio dell’economia con opere pubbliche strategiche per lo sviluppo e non con interventini a pioggia che aiuterebbero poco e pochi (spesso quelli sbagliati) e scontenterebbero molto e tanti (sempre chi ne ha reale necessità)”.

“E allora – conclude Fusignani – va bene riprendere il discorso delle infrastrutture, a partire dall’E-55 che riprende il suo percorso grazie all’azione di territorio e regione, ma va in controtendenza l’affossare i settori Oil & Gas e quello della cantieristica offshore. Settori che, soprattutto per l’alta specializzazione delle aziende del polo ravennate, divengono il fattore chiave per lo sviluppo del Paese facendo del polo romagnolo il vero hub energetico del Pase e di Ravenna la capitale nazionale dell’energia. Questa è la strada da seguire”

 

 

 

Commenti

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  1. Scritto da batti

    sfido chiunque che non concorda che queste attività siano alla frutta, uno stato che si rispetti dovrebbe tenersi delle risorse per i momenti difficili e imprevedibili. perchè il nostro non lo ha mai fatto???