Ancarani e Tritto (FI): no alla bretella di Porto Fuori, “dovrebbero pagare gli amministratori pubblici che la vollero”

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Forza Italia con Alberto Ancarani e Nicola Tritto – rispettivamente Capogruppo e Coordinatore comunale e Consigliere Territoriale Area3, Forza Italia – interviene per esprimere tutta la sua contrarietà sulla bretella di Porto Fuori, affermando che “dopo un lungo tira e molla, (la bretella) si farà e i colpevoli di un simile scempio, rimarranno impuniti. Questo inutile e delirante progetto, bocciato sia dal Consiglio Territoriale Area3 che dal Comitato Cittadino di Porto Fuori ha alle spalle una petizione contraria con 1.100 firme e ne venne annunciata la cancellazione, dopo vari incontri con rappresentanti politici e del volontariato, dall’allora Assessore Liverani.”

“Eppure oggi, con l’espediente delle eventuali richieste danni, il progetto viene imposto alla cittadinanza contraria, come nei peggiori regimi totalitari. Tutto per l’assenza di lungimiranza, e una cocciutaggine probabilmente figlia di qualche interesse di amministrazioni precedenti peraltro dello stesso colore politico di quella attuale che vengono riconosciute solo ora da figli e figliastri del partito egemone, ma anziché essere pagate dai responsabili vengono messe nel conto dei cittadini. – vanno giù duro Ancarani e Tritto – Per indorare la pillola la bretella viene motivata con l’alleggerimento del traffico estivo nella frazione di Porto Fuori, ma questi signori evidentemente non solo non conoscono il territorio ma non sono nemmeno andati a visionare la reale situazione nel periodo estivo. Consumo di suolo pubblico, progetto monco, commercianti e artigiani già oggi in sofferenza che verranno definitivamente cancellati, inutili nuove costruzioni in piena crisi del mattone, ipotetici servizi aggiuntivi privi di una buona e seria progettualità. Ora la giunta de Pascale ci racconta che si introdurranno correttivi per evitare simili problematiche in futuro. Ma intanto i cittadini devono digerire questo ulteriore sfregio nei loro confronti mentre per i responsabili neanche un puffetto di reprimenda” concludono Ancarani e Tritto.

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