Lega Cervia avanza una proposta “per migliorare il servizio di salvataggio in mare”

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Con una interpellanza, il Gruppo Consiliare Lega Cervia avanza una proposta “volta a migliorare il servizio di salvataggio in mare”.

“L’oggetto di questa interpellanza – spiegano – nasce da una nostra idea che, oramai riteniamo indispensabile proporre pubblicamente anche nel territorio cervese, visto gli eventi critici accaduti l’estate scorsa. Il progetto che presentiamo viene rivolto direttamente all’Assessore che detiene la delega al Demanio marittimo, affinché quest’ultimo si faccia portavoce con chi di dovere. In questi anni, chiunque sia capitato a frequentare altre località marine sia in Europa (principalmente Spagna e Francia) che al di fuori dei confini U.E. (es. U.S.A, Australia, ecc…) potrà avere notato quali diversi metodi e mezzi vengono utilizzati dai “lifeguard” (operatori di salvataggio) locali presenti nelle spiagge delle città bagnate dagli Oceani (es. Atlantico o Pacifico)”.

“Si apprezzano le innovazioni avvenute negli anni dalla Cooperativa di Salvataggio, (es. torrette, defibrillatori, ecc…) ma riteniamo opportuno e doveroso, dotare i nostri operatori di salvamento di ulteriori strumenti idonei per affrontare il mare quando è in stato di “mosso” oppure “molto mosso” – spiegano. –  Considereremmo valida la moto d’acqua come hanno fatto altre località vicino alla nostra in quanto è inverosimile, in presenza di onde significative, recuperare un bagnante in difficoltà (c.d. pericolante) con il moscone e tanto meno a nuoto senza l’ausilio di altri apparati, ma crediamo di comprendere, anche con molte riserve, la posizione di coloro che sono contrari ai Jet Ski, adducendo motivazioni varie (es. pericolosità del mezzo, costi di manutenzione o quant’altro) forse legate all’ambiente in cui ci troviamo che è quello di un calmo (relativo) Mare Adriatico e non quelle di un Oceano che sicuramente presenta maggiori insidie (es. correnti, ecc…ecc…)”.

“La nostra proposta è semplicemente quella di adottare, almeno a torrette alternate, uno “speciale long-board” ossia una tavola da surf lunga almeno 10/12 piedi (3,65 mt. circa) a disposizione principalmente dei bagnini di salvataggio che, previo un breve corso di utilizzo, saranno in grado di recuperare un pericolante anche con condizioni di mare in burrasca (oppure, come accade in altre zone del mondo, dove queste tavole sono addirittura a disposizione libera dei bagnanti i quali, in assenza momentanea dei lifeguard, possono esclusivamente in caso di necessità e soprattutto se ne hanno la condizione psico-fisica, solamente utilizzarle per recuperare la persona che si trova in acqua in evidente stato di difficoltà ed in pericolo imminente di vita)” propongono.

Il Gruppo Consiliare Lega Cervia precisa “che tale sistema è già diffuso in altre località del globo ovvero nelle spiagge (c.d. spots) dove si pratica il surf da onda (es. Biarritz/Francia, Zaraus-San Sebastian/Spagna, Laguna Beach/California, Waimea Bay/Hawaii, ecc…ecc…) ma anche dove  vi è la normale balneazione. Riteniamo possa essere una soluzione equilibrata che può essere complementare al servizio di salvataggio attuale che, sebbene sia uno dei più efficienti d’Italia, risulta a parere di molti, ancora con la presenza di alcune “falle” durante l’avvento di condizioni meteo-marine insidiose”.

Per questo il Gruppo chiede all’Assessore delegato per materia “di proporre, in tempi molto brevi, questa interessante innovazione per il nostro servizio di salvataggio cervese, già da adottare, almeno in forma sperimentale, dalla prossima stagione balneare; e  quale giudizio esprimerebbe la Giunta sull’introduzione di alcune moto d’acqua”.

 

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