Amministrative di Ravenna, Alberto Ferrero (Fd’I): “penso che un civico con competenze politiche abbia più capacità attrattiva di un uomo di partito”

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Le elezioni amministrative di Ravenna si allontanano di qualche mese. In queste ore, pare stia circolando una nota del Ministero dell’Interno che avrebbe intenzione di proporre di spostare il voto amministrativo inizialmente previsto a maggio (si vota non solo a Ravenna ma anche in città come Roma, Torino, Milano, Napoli, Bologna) nel mese di settembre, se non a ottobre. E i partiti non potrebbero né vorrebbero opporsi. D’altronde giusto 20 giorni fa il Presidente Mattarella aveva detto, conferendo l’incarico a Draghi, che in primavera, con la pandemia e la campagna vaccinale in corso, “non si poteva votare”. Stando così le cose, i tempi per i partiti e le liste ravennati si allungano. Probabilmente è anche per questo che le cose vanno a rilento. Soprattutto nel centrodestra, che ha il compito di dare un perimetro alla sua coalizione e, soprattutto, di trovare una candidatura a Sindaco credibile da opporre a quella di Michele de Pascale. Alberto Ferrero, leader di Fratelli d’Italia in provincia di Ravenna, cinque anni fa era seduto su uno strapuntino della coalizione, stavolta invece dirà la sua a pieno titolo, dall’alto dei sondaggi nazionali e del 9% raccolto alle ultime regionali (mentre nelle amministrative del 2016 Fd’I si fermò all’1,69%). 

L’INTERVISTA

Ferrero, il Governo Draghi cambia le carte in tavola per le amministrative di Ravenna? Voglio dire, voi siete all’opposizione, Lega e Forza Italia con Draghi in compagnia del Pd e dei Cinque Stelle…

“Dal nostro punto di vista non cambia niente. Noi siamo oppositori del centrosinistra a livello nazionale e lo siamo a maggior ragione a livello locale. Siamo coerenti. Non penso nemmeno sia cambiato nulla a livello locale per quanto riguarda i nostri alleati. Lega e Forza Italia continuano ad essere a Ravenna oppositori dell’attuale amministrazione. E quindi possiamo andare avanti nel ragionamento comune, già iniziato, per costruire un’alternativa a de Pascale e al Pd.”

In questo senso, mi può dare qualche novità?

“Ci sono lavori in corso. La situazione della pandemia e questi continui cambiamenti cromatici di regioni e province non aiutano nel senso di potersi vedere, incontrare, discutere come si fa in tempi normali e come avremmo voluto fare. Non aiuta nemmeno il fatto che al momento non c’è la certezza di quando si andrà a votare, perché corre voce che le elezioni saranno rinviate all’autunno. Le tempistiche per votare a maggio sono davvero molto risicate, per questo ritengo molto probabile che le elezioni saranno rinviate. In ogni caso, come Fratelli d’Italia noi siamo pronti, anche se si dovesse votare a maggio.”

Voi sì, ma la coalizione è in alto mare.

“Come dicevo, ci stiamo lavorando. Ci sono sul tavolo alcuni nominativi per la candidatura a Sindaco. Ovviamente in questa fase nomi non se ne fanno, anche perché se si vota in autunno fare un nome adesso può essere controproducente e si rischia perfino di bruciarlo. Quindi stiamo lavorando sulla candidatura migliore, affinché il centrodestra metta in campo una valida alternativa a de Pascale.”

Un esponente della società civile, un civico fuori dai soliti “percorsi” politici oppure un esponente di partito?

“Non è un mistero ciò che io sostengo da sempre: il candidato non deve essere espressione di un partito della coalizione. Se non lo è, magari è più capace di fare sintesi e di attrarre più elettori indecisi fra gli scontenti dell’attuale amministrazione. Io immagino però non una persona avulsa dalla politica, perché poi che si vinca o no, la politica bisogna farla, sia che si governi sia che si stia all’opposizione. Quindi non credo vada messo in campo un civico solo perché è civico: deve avere anche qualità politica. In definitiva, penso che un civico con competenze politiche abbia più capacità attrattiva di un uomo di partito.”

Che cosa pensa della fuga in avanti della Pigna?

“La Pigna è una lista civica che ha tempi e modi diversi da quelli dei partiti o di una coalizione come Fratelli d’Italia, Lega o Forza Italia. Noi abbiamo bisogno di tempi più lunghi e modi più condivisi per trovare fra noi una quadra. La lista civica fa presto: una volta che si sono messi d’accordo fra loro possono presentare il loro candidato senza particolari problemi. Fossi stato nella Pigna sarei stato più prudente, però non mi permetto di criticare l’operato degli altri partiti.”

Ma lei crede davvero che loro siano disponibili a far parte della coalizione?

“Nel momento in cui La Pigna presenta il suo candidato Sindaco e il suo capolista, la vedo un po’ difficile: sarebbe un’inversione a u. Comunque, in politica mai dire mai.”

L’impressione però è che si torni a rifare lo stesso film del 2016, quando da una parte c’era una coalizione di centrodestra e poi, poco più in là, una lista civica di centrodestra che portava via voti proprio alla coalizione. Lei che ne pensa?

“Rispetto al 2016 c’è una sostanziale differenza. Non è un mistero che io partecipai molto marginalmente alle trattative di allora, perché Fratelli d’Italia era una forza politica appena nata. Stavolta posso dire che, indipendentemente da come andranno le cose questa volta, – cioè non so se troveremo un accordo o no per presentarci insieme – io mi farò garante per avere una convergenza di tutto il centrodestra sul candidato che porterà de Pascale al ballottaggio. Perché quello è il nostro obiettivo. E mentre 5 anni fa nel ballottaggio non ci fu alcuna convergenza, stavolta quella convergenza dovrà esserci. Io lavorerò perché tutto quello che non è Pd e sinistra converga sul candidato del centrodestra. Non è tollerabile che ci siano screzi tali per cui poi non si possa fare l’apparentamento.”

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