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Mingozzi (Pri) ai Verdi su progetto Eni: “Basta accuse a chi produce energia per imprese e famiglie”

“Ancora una volta Paolo Galletti, Verdi Emilia-Romagna, ed altri esponenti del movimento, considerano un errore il progetto Eni di stoccaggio Co2 e i possibili investimenti in Adriatico per migliorare ricerca e produzione di energia con il gas e gli idrocarburi che appartengono all’Italia”. Queste le parole di Giannantonio Mingozzi, esponente del PRI di Ravenna, che aggiunge: “dopo aver gioito per l’esclusione di quel progetto (funzionale anche alla produzione di idrogeno) dal Recovery Fund, oggi i Verdi tirano in ballo il Texas per improbabili confronti con la durata di esperienze analoghe in tutt’altre condizioni, ma soprattutto insistono nel considerare ogni investimento Eni in Adriatico “una sottrazione di risorse utili alla transizione ecologica per mantenere invece la priorità alle fonti fossili”. Nulla di più errato.”

“Ad ogni livello di governo e di attenzione imprenditoriale ed istituzionale – spiega Giannantonio Mingozzi – la transizione verso fonti energetiche green e la stessa decarbonizzazione costituiscono indirizzi certi ed indiscutibili, che hanno bisogno di gradualità e di innovazione; ma allo stesso tempo come repubblicani vogliamo che le risorse energetiche dell’Adriatico contribuiscano al nostro fabbisogno prima che se ne approprino i Paesi dell’altra sponda, difendiamo occupati ed imprese del settore che a Ravenna contano su tecnologie che garantiscono ambiente e competitività, siamo certi che  proprio quelle attività producano reddito e risorse utili sia ad una minore dipendenza dell’Italia da altre potenze, sia a finanziare la stessa transizione ecologica.”

“Per questo ci fa piacere che il nuovo Governo abbia accolto nuove concessioni e sia in fase di autorizzazione amministrativa, sottolinea l’esponente del PRI, perchè le consideriamo utili al fabbisogno di famiglie e imprese, ancora di più in questa fase di pandemia dove tutto è incerto, lavoro e occupazione compresi. E non mi risulta – conclude Giannantonio Mingozzi – che il recente avvio dell’import di metano dall’Azerbaigian attraverso il Tap ( il gasdotto transadriatico che ci impone i prezzi decisi da altri) coloro che oggi contestano Co2 a Ravenna e dipendenza abbiano levato gli scudi; così come il chiarimento in corso circa il pagamento al Comune degli arretrati di Imu e Tasi dalle compagnie che hanno piattaforme in Adriatico  (milioni di risorse destinate al territorio, Ravenna compresa) sortisca particolari dinieghi dai Verdi, visto che si tratta di risorse provenienti da quelle attività industriali così contestate”.

Commenti

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  1. Scritto da Massimo

    Caro signor verde, sappi che a Ravenna, in pineta, è consentita la raccolta di legna secca a terra nel periodo che va dal 1 novembre alla fine di febbraio.
    La raccolta è autorizzata nei giorni di: martedì e sabato.
    Le autorizzazioni vengono rilasciate in loco (Pineta San Vitale, Pineta di Classe) dalle ore 8,00 alle ore 9,00.
    Per info contattare le guardie pinetali

    Purtroppo non ricordo il nome latino di questa antica concessione comunale che consente ai cittadini ravennati di accedere alla pineta per il sostentamento energetico.
    Non si possono utilizzare motoseghe ma solo attrezzi manuali per ridurre le dimensioni dei tronchi e rami morti. Risolto il problema del metano? Va a finire di no.
    Caro signor verde ecologico ecosostenibile bioaffine, bioamico e figlio dei fiori, per amore di coerenza non farti vedere in giro in bicicletta (immagino che tu non abbia mai posseduto un mezzo a motore, ovviamente) perchè le gomme sono di… gomma.
    Magari non ci avevi mai pensato.
    Fine della prima puntata.