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Ravenna, la coalizione de Pascale alle prese con la transizione energetica: sul gas nessun muro insormontabile, ma sul CO2 la quadra è difficile

Ne parlano Alessandro Barattoni (Pd), Eugenio Fusignani (Pri), Marco Maiolini (M5S) e Gianandrea Baroncini (Ravenna Coraggiosa)

Se il centrodestra ravennate si presenta diviso al voto per le amministrative di ottobre – e ancora non si sa con quanti candidati Sindaco, due di sicuro, forse tre o anche quattro – il centrosinistra è alle prese con un altro problema: il candidato Sindaco Michele de Pascale riuscirà a tenere insieme la sua vasta coalizione che va dalla sinistra di Ravenna Coraggiosa ai Cinque Stelle per arrivare dall’altra parte al Pri e a Italia Viva? In mezzo ci sono anche le liste civiche e in primis quella del Sindaco, le forze minori come +Europa, Italia in Comune, Psi, e qualche altro partito o movimento che forse abbiamo dimenticato. Al centro della galassia il Pd, attorno a cui tutto ruota.

Dopo la prima riunione della vecchia maggioranza depascaliana, nei giorni scorsi si sono incontrati per la prima tutti i potenziali alleati della coalizione de Pascale 2021. Per capire come è andata abbiamo sentito quattro voci, forse le più importanti, Sindaco a parte: Alessandro Barattoni, segretario provinciale del Pd, Eugenio Fusignani, Vice Sindaco e segretario provinciale dell’Edera, Marco Maiolini, consigliere comunale e rappresentante a pieno titolo del M5S, Gianandrea Baroncini, Assessore all’Ambiente e rappresentante di Ravenna Coraggiosa.

Naturalmente tutti a dire che siamo all’inizio di un confronto, che il clima è positivo, che non ci sono pregiudiziali, che ci sono le condizioni per raggiungere un accordo di programma. Ma c’è un nodo che fin d’ora appare dirimente e non sarà facile da sciogliere: quello della transizione energetica. Il tema è complesso e non è nemmeno facile da riassumere in un articolo di giornale. Le due ali della coalizione in ogni caso sono su posizioni ancora piuttosto lontane e la mediazione del Sindaco e del Pd dovrà esercitarsi nella maniera più intelligente e convincente possibile per superare contrasti non insanabili, ma certamente seri.

Eugenio Fusignani

“Il percorso allargato è appena iniziato, mentre il confronto con il Pd era già partito in precedenza – dice Eugenio Fusignani (PRI) – facendo noi parte della stessa coalizione che governa Ravenna. E lo dico subito, a scanso di equivoci, noi siamo per dare continuità al progetto di governo di Ravenna di questi anni, sul quale diamo un giudizio positivo. Per noi non ci sono pregiudiziali ideologiche su chi possa o non possa fare parte della coalizione, ci sono solo questioni di merito sul programma. Su quello bisogna essere chiari. E per noi ci sono punti programmatici irrinunciabili, sui quali non siamo disposti a fare compromessi al ribasso. Bisogna quindi  capire se è così anche per gli altri.”

Il primo punto irrinunciabile per il Pri è quello dell’energia. “La transizione energetica deve avvenire, non è in discussione. Tutti ne parlano ma – precisa Fusignani – bisogna porre il problema in maniera pragmatica e concreta. Come ha dichiarato giustamente il Sindaco, queste cose non si possono affrontare in maniera ideologica. Perciò noi diciamo che la transizione energetica non può prescindere dal gas e dal gas prodotto in Italia. Il che significa difendere le imprese e il lavoro che in questo campo abbiamo a Ravenna. Significa difendere anche il patrimonio di ricerca e sviluppo che esiste in questo settore nel nostro territorio, prezioso per il nostro futuro energetico.”

Il secondo punto irrinunciabile per il Pri è quello delle infrastrutture, per migliorare la mobilità di persone e merci da e per Ravenna, in particolare puntando ai collegamenti con il Nord Europa: “Chiamiamola E55, chiamiamo questa cosa come vogliamo, ma a noi il collegamento di Ravenna e del porto con l’Europa del Nord attraverso il corridoio adriatico serve assolutamente: è la condizione per fare fruttare appieno anche il grande investimento che stiamo facendo con il progetto dell’Hub Portuale.” La terza priorità del Pri è quella della sanità: e qui l’Edera punta decisamente sul rafforzamento dell’Ospedale di Ravenna, anche a costo di dover scontentare Faenza e Lugo. Cosa che non garberebbe molto al Pd.

Tornando all’energia, il punto più controverso appare naturalmente quello del progetto di stoccaggio del CO2 proposto da Eni. “Questo progetto per noi è un punto di forza, perché è funzionale alla decarbonizzazione. Su questo punto non siamo disponibili a fare sconti né a fare alcun compromesso” conclude Fusignani.

Marco Maiolini

La palla dunque passa ai potenziali compagni di cordata. Che ne dicono loro? Marco Maiolini (M5S) parla così: “Noi questa sfida di governo a Ravenna vogliamo coglierla, portando i temi del movimento al centro del dibattito, a partire dalla transizione energetica, come Conte e Grillo hanno proposto. Io penso che sia possibile trovare su questi temi un compromesso ragionevole. Il nostro programma parla del 2050, è quello il nostro orizzonte, il futuro che vogliamo costruire: fra 30 anni utilizzeremo solo fonti rinnovabili. Ma al 2050 ci arriviamo con una transizione, appunto, e utilizzando il gas naturale che è una fonte utile per la transizione. Su questo abbiamo aperto un dialogo con de Pascale e con gli altri partner della coalizione.”

Ma come la mettiamo con il CO2? “Noi puntiamo sull’idrogeno verde che non ha bisogno di stoccare CO2 e quindi a noi sembra che l’impianto di stoccaggio proposto dall’Eni non serva. – afferma Maiolini – Si tratta comunque di una scelta nazionale, per ora è solo una proposta di Eni sulla carta, non c’è nulla di definitivo e come ha detto il Ministro Cingolani non c’è nemmeno un progetto in fase di valutazione. Fra l’altro noi pensiamo che quel progetto in ogni caso non debba essere finanziato con i soldi pubblici. Ma al di là di questo, è una scelta che non prendiamo a Ravenna, che è di là da venire, è inutile ora dividersi sul sì o no al CO2. Piuttosto a me interessa un’altra cosa: che il Sindaco de Pascale inserisca nel programma la creazione di un Assessorato alla Transizione Energetica per mettere Ravenna in sintonia con le grandi scelte nazionali del PNRR.”

Ma il PRI sembra pronto a fare le barricate sul CO2: voi che farete? “Vedremo. Non sappiamo nemmeno se quel progetto si farà sul serio, inutile scontrarci adesso. – insiste Maiolini – Non credo che dobbiamo focalizzarci sul CO2, quando non dipende nemmeno da noi, perché si tratta di grandi scelte collocate nell’ambito del piano di transizione energetica nazionale. E ribadisco, comunque, che per noi lo stoccaggio del CO2 può diventare superfluo se facciamo scelte di transizione coraggiose e intelligenti.”

L'assessore Gianandrea Baroncini

Non molto distante dai Cinque Stelle, ecco la posizione di Ravenna Coraggiosa. “Il clima del primo confronto è stato buono e costruttivo. – dice Gianandrea Baroncini – Noi ci riconosciamo nella cornice della coalizione tracciata dal Sindaco e diamo un giudizio positivo sull’operato dell’Amministrazione comunale in questi anni, anche se abbiamo posto il tema dell’innovazione in alcuni campi per noi prioritari: la sanità pubblica, il sostegno all’economia e al lavoro, il nuovo welfare, la parità di genere. Per noi poi c’è anche un altro obiettivo chiaro: vogliamo costruire un’alleanza politica alternativa alla destra sovranista e populista.”

C’è un tema che però appare spinoso, quello della transizione energetica: riuscirete a trovare la quadra fra di voi? “Intanto partirei dal voto unanime che abbiamo espresso di recente sul PAESC, il Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima. Siamo tutti d’accordo che occorre decarbonizzare tutto quello che si può. – dice Baroncini – Noi siamo per l’eolico, il fotovoltaico a mare, l’idrogeno, il grande bosco urbano. Vogliamo discutere di tutto ciò che si può fare, senza pregiudizi ideologici, per ridurre l’inquinamento e il consumo di petrolio e gas anche a Ravenna. Per quanto riguarda le estrazioni diciamo che bisogna chiudere al più presto le piattaforme Angela e Angelina che non sono più compatibili con il nostro ambiente. Mentre sul tema della riconversione del polo chimico, non pensiamo di dover affrontare la discussione sul singolo impianto: va creato un tavolo con tutti i soggetti interessati per un piano complessivo della transizione energetica a Ravenna. E poi servirà anche un piano per la transizione sociale, per dare risposte a chi perderà il lavoro e dovrà essere sostenuto per trovarne un altro.”

“Il gas, il nostro gas, per noi riveste un ruolo nella transizione energetica, non c’è dubbio. A parte il discorso delle piattaforme da dismettere di cui ho già detto. – afferma Baroncini – Sull’impianto di stoccaggio del CO2 invece a livello di principio condividiamo molte preoccupazioni messe in campo dal mondo ambientalista. E siamo d’accordo con il Ministro Cingolani quando dice che, se siamo bravi con le rinnovabili, non si sarà bisogno dello stoccaggio del CO2. Perciò non ne farei una bandiera e non mi concentrerei solo su questo punto. Usciamo da 5 anni di esperienza di governo in cui siamo stati parte attiva e protagonisti di un centrosinistra capace di governare e di dare risposte a Ravenna. Credo sia possibile farlo anche in futuro.”

Alessandro Barattoni - segretario provinciale PD

Ed eccoci infine al grande mediatore, Alessandro Barattoni, segretario dem, che ha il compito di tessere la tela dell’alleanza attorno a de Pascale più di chiunque altro. “Noi cerchiamo di mettere insieme non delle percentuali o dei voti ma un progetto di città, insieme a un Sindaco che ha fatto cinque anni di governo importanti, a cui vogliamo dare seguito. – esordisce il segretario di via della Lirica – Il centrodestra invece segue il solito schema di unire alcuni partiti e di aggiungere un po’ di civismo – come a Faenza – sperando che i cittadini non si accorgano che dietro non c’è alcun progetto. Ma i cittadini sanno valutare il valore dei programmai e il senso del progetto che anima una coalizione. Così come sanno valutare il valore di una squadra capace di governare una città senza divisioni e senza polemiche come ha fatto la squadra di de Pascale in questi anni.”

“L’incontro della scorsa settimana è stato positivo, non ci siamo messi a discutere su chi avesse diritto o no a sedere al tavolo – continua Barattoni – ma ci siamo messi subito a discutere sulle cose da fare per il futuro della città. Nessuna condizione ad escludere. Ma la consapevolezza di tutti che in un mondo che cambia dobbiamo essere tutti pronti a mettere in campo idee nuove. A questo proposito voglio dire che c’è tanta attenzione anche sulla stampa sulle infrastrutture materiali che serviranno nei prossimi anni, dalla mobilità all’energia, ma io penso non siano meno importanti le infrastrutture immateriali. Dopo questa pandemia non sarà importante solo costruire una centrale o una tangenziale, ma sarà importante anche costruire un nuovo welfare inclusivo, che non lasci solo nessuno.”

Sul nodo della transizione energetica che compromesso raggiungerete? “Compromesso non è un qualcosa di negativo, non è per forza giocare al ribasso. Il compromesso è capacità di ascolto e confronto, valutazione di analisi, proposte e soluzioni. – dice ancora Barattoni – Intanto mi permetta di dire che è assurdo pensare che si possa risolvere il problema della transizione energetica in un solo comune. Direi piuttosto che il tema è come contribuiamo noi per la nostra quota al piano nazionale. Come ci arriviamo, cosa facciamo. Senza demagogia e senza negazionismo. Perché il problema del clima e dell’inquinamento c’è, e la transizione è una necessità non più rinviabile. Su questo almeno siamo tutti d’accorso. Così come credo siamo tutti d’accordo che il gas serva nella transizione energetica e se è italiano è meglio.”

Ravenna Coraggiosa chiede di chiudere Angela e Angelina. “Siamo d’accordo. Lo abbiamo già detto da tempo. – risponde il segretario dem – Invece credo che sia utile la possibilità di continuare la ricerca e l’estrazione del gas in Adriatico in condizioni di sicurezza e con tutte le garanzie per l’impatto ambientale. Così come siamo favorevoli alle pale eoliche, al fotovoltaico.”

Il nodo scorsoio appare l’impianto di stoccaggio del CO2: che fare? “Non mi interessa fare una discussione sui fondi da destinare al progetto, che non sono di pertinenza comunale. Credo che il tema sia più pratico: cosa facciamo delle tonnellate di CO2 che emettono i nostri impianti industriali? Le lasciamo nell’atmosfera o le catturiamo e le mettiamo da qualche parte in condizioni sempre di sicurezza? Ricordo che fu Conte per primo a parlare del progetto del CO2 a Ravenna, per la cronaca. Su questa cosa comunque siamo ancora indietro, perché il progetto non è ancora scritto e non voglio fare una battaglia che divide su una cosa che non esiste se non sulla carta. Non vedo fra noi la volontà di alzare muri da parte di nessuno. Perciò sono ottimista” conclude Alessandro Barattoni.

Commenti

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  1. Scritto da Aldo

    Alla fine il sindaco tra PRI E 5 Stelle accontenterà il partito che gli porta più voti.

  2. Scritto da Lorenzo

    Per fortuna che in questo brutto periodo almeno voi ci fate ridere un sacco. Questi per una poltrona farebbero di tutto, si scanneranno dopo quando dovranno essere assegnate.