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Ancisi e Biondi (LpRa): la Biennale del Mosaico si tenga nel 2021, come chiedono i mosaicisti

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La Biennale Ravenna Mosaico, dedicata al mosaico contemporaneo, che si svolge negli anni dispari a Ravenna organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Ravenna e grazie alla preziosa collaborazione dell’Associazione Internazionale dei Mosaicisti Contemporanei (AIMC), avrebbe dovuto svolgersi per la VII edizione nel 2021, ma per motivi organizzativi legati alla pandemia l’edizione di quest’anno è stata spostata al 2022. Lo ha annunciato il sindaco il 6 maggio scorso, in un’intervista al nostro giornale, e poi lo ha ribadito in altre occasioni, spiegando che la VII edizione della Biennale del Mosaico sarà dedicata a Dante e concluderà praticamente le celebrazioni del Settimo Centenario prolungate di un anno.

La decisione ha scontentato AIMC e l’Associazione Dis-ORDINE, che hanno scritto al Sindaco obiettando alcune cose molto precise, fatte proprie ora da Alvaro Ancisi e Rosanna Biondi di Lista per Ravenna che chiedono sostanzialmente al Sindaco e al Comune di tornare sulla decisione presa e di tenere la Biennale nel 2021.

“Il Comitato per la Biennale, composto da 19 persone, dalla scorsa Biennale non è stato mai convocato, anche solo per redigere un bilancio post-evento nonostante più volte si sia detto che per poter organizzare una Biennale degna di questo nome occorre una preparazione preventiva di almeno un anno… – riportano Ancisi e Biondi citando AIMC e Dis-ORDINE – le Associazioni scriventi, gli artisti, i mosaicisti, gli operatori del settore e la città tutta apprendono casualmente, tra una serie di molte altre notizie, che l’evento è rimandato. Ma come? Uno degli eventi che più potrebbe lanciare un segnale positivo per la ripartenza di Ravenna Capitale viene cassato in totale silenzio? Chi ha deciso? Perché? L’Associazione Internazionale Mosaicisti Contemporanei come da statuto organizza ogni due anni, fin dal 1980, il Congresso sul Mosaico, ogni volta in un paese diverso. Nel 2020 era previsto a Monreale (Palermo) e data la pandemia il Congresso è stato rimandato dagli organizzatori ovviamente di due anni nel 2022. Fin dalla sua nascita la Biennale RavennaMosaico è stata concepita nell’anno che non coincide con il congresso AIMC, proprio per dare la possibilità ai soci di partecipare sia al Congresso sia a RavennaMosaico. Non si può pensare che un mosaicista possa affrontare nello stesso anno due viaggi dall’Australia, dal Canada, dal Brasile, dal Giappone. Questo significa che alla Biennale RavennaMosaico del 2022 non saranno presenti i soci AIMC che di solito arrivavano da tutte le parti del mondo. Il presidente AIMC all’inizio di marzo 2021 le ha scritto una lettera chiedendo notizie sulla Biennale per poter dare una risposta ai soci che insistentemente volevano sapere. A tutt’oggi nessuna risposta.”

“Le ragioni di forte interesse pubblico per la nostra città, affinché possa ospitare la VII edizione della Biennale del Mosaico nel 2021, sono esposte con chiarezza nella lettera di AIMC e Dis-ORDINE. Il rischio che la manifestazione trasmigri altrove in Italia, ad esempio a Spilimbergo, non escluso dalla vice-presidente dell’AIMC Rosetta Berardi, ravennate, è concreto. Le precedenti edizioni della Biennale si sono svolte nel mese di novembre. Dunque c’è il tempo perché si possa riconsiderare, discutendone nel Comitato della Biennale, con l’AIMC e con Dis-ORDINE, l’opportunità che ciò avvenga anche quest’anno” concludono Alvaro Ancisi e Rosanna Biondi di LpRa che chiedono al Sindaco “se ritiene doveroso porre come oggetto di riesame, eventualmente anche nella Commissione Cultura del Consiglio comunale, in quale annualità svolgere a Ravenna la Biennale Mosaico Ravenna.”

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Commenti

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  1. Scritto da jack

    Ricordo ancora la riunione in cui si lanciò l’idea di fare a Ravenna la Biennale del mosaico contemporaneo e ricordo anche che insieme all’allora assessore alla cultura Cassani eravamo veramente in pochi a sostenere l’importanza della proposta. La prima Biennale fu veramente bella, sincera, senza troppe pretese fatta con un badget ridicolo, ma a detta di tutti fu un successo. Purtroppo è dare continuità agli eventi che risulta complesso, l’AIMC praticamente non esiste più, la cabina di regia si è spostata tutta nel comune il quale ha deciso il programma degli eventi, la designazione degli spazi e la gestione delle spese, il MAR ha assorbito quasi per intero il festival lasciando solo le briciole. I mosaicisti sono diventati solo le comparse di un evento vanamente ambizioso. Detto ciò, credo che questo anno di pausa forzata faccia bene soprattutto alla biennale, per ottobre si riuscirebbe a malapena ad organizzare la fiera del mosaico e francamente non ne abbiamo bisogno.