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Filippo Donati (Viva Ravenna): “il centro storico è abbandonato a se stesso dall’amministrazione della città”

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Filippo Donati candidato Sindaco appoggiato da Lega e Fratelli d’Italia comincia a fare sul serio. E attacca l’amministrazione di centrosinistra a testa bassa. Il tema è quello del centro storico. L’occasione è una intervista rilasciata da Mauro Tagiuri storico commerciante del centro oltre che Presidente di Confesercenti Ravenna, che parla di decadenza. Donati va ben oltre la decadenza e commenta così sulla sua pagina Facebook. “Sono anni che il centro storico della nostra Ravenna è abbandonato a se stesso dall’amministrazione della città… – scrive Donati – poche idee si traducono in poche scelte e quelle poche si sono rivelate fallimentari… (mi viene in mente la pavimentazione delle vie Cavour, Mazzini e Diaz), c’è un gap culturale del quale nessuno vuole parlare e chi lo fa lo fa sorridendo maliziosamente, quasi a sminuire che la tendenza alla lotta antipadronale ancora nascosta nel dna di chi amministra questa città da troppo tempo li abbia sempre deviati nelle scelte fatte. Nella testa di qualcuno il commerciante è ricco, quasi sicuramente un evasore, uno sfruttatore, un piagnone che si lamenta sempre ed i suoi collaboratori, commesse e commessi, una pletora di viziati insofferenti a tutto.”

“Qui serve un patto con le aziende, serve ragionare sul fuso orario che ci si vuole dare in città, se la città tornerà ad assumere un ritmo di frequentazione turistica importante allora bisognerà ragionare su giorni ed orari di apertura, su arredo urbano, su possibilità di parcheggio sia per chi ci lavora in centro che per chi ci vorrà venire a fare una passeggiata e magari anche lo shopping. Sul sistema dei collegamenti, assenti ad oggi, costituito da navette veloci, rapide e frequenti, necessariamente elettriche. – dice Donati – Serve un centro storico che faccia parlare di sé, che attiri visitatori anche da altre città limitrofe, che piaccia e seduca i turisti che lo attraversano nel visitare i siti musivi ed in questo una amministrazione pubblica può fare molto. Covid ha e sta modificando le nostre abitudini di consumo e di fruizione e bisogna essere all’altezza della situazione, bisogna essere pronti ad ascoltare operatori e categorie, bisogna essere pronti a scelte coraggiose, innovative, di rottura. Come si può pensare che a risolvere queste difficoltà siano gli stessi che hanno governato fino ad oggi e che di queste difficoltà fanno finta di preoccuparsi solamente in campagna elettorale?! – attacca Donati – Prima di questo ultimo mese lo avete mai visto un assessore o il Sindaco in giro per la città a parlare con gli operatori?!”

“Serve rimodellare non solo il commercio del centro storico ma anche dei quartieri, delle nostre campagne, riconoscendo ai negozi di vicinato quell’importanza sociale troppo spesso trascurata. Servono incentivi per i giovani che vogliono intraprendere questa strada, servono anche sostegni per favorire i ricambi generazionali e servono politiche premianti per chi vuole mettersi insieme, magari creando piccoli gruppi di imprese per affrontare meglio il mercato” conclude Filippo Donati con la nota firmata Viva Ravenna, la sua lista.

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Commenti

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  1. Scritto da stefano

    Servono….Servono….Servono!
    Avanti allora se si può migliorare, Accomodatevi!
    Ricordo però, bene, l’Accoglienza dedicata, dai “commercianti” di ravenna, ai Passeggeri delle prime navi Navi arrivate al Terminal di Porto Corsini, che trovavano tutto chiuso…Tutto!
    E quanto è servito agli “stessi”, abbassare un pò la SPOCCHIA e capire come girano le cose, nelle altre città d’Arte!
    Lassa d’andè, valà

  2. Scritto da Ba

    Cambio di rotta, prima Donati diceva che la sua propaganda era quella soft ovvero non muro contro muro ora mi sembra un po’ più determinato. Un po’ di coerenza dico io d d’altronde se abbraccia la filosofia di destra non può condividere ciò che è di sinistra

  3. Scritto da domenico

    Non mi sembra l’argomento affrontato qui la rappresenta priorità assoluta di Ravenna. Mi aspettavo che il candidato affrontasse la sfiga della E-55 e come l’hanno fatta scappare sotto il naso e come Ravenna è stata esclusa come la Romagna del PNNR, il porto di Ravenna che è stato declassato ed isolato a favore di Ancona e Venezia per l’incapacità degli stessi che l’hanno combinata per la E-55! il forese che sta morendo, il turismo Trash mordi e fuggi che non porta nulla di buono a Ravenna a parte la sporcizia e le bande che si affrontano…. Mi sa che non ci siamo!!

  4. Scritto da Lucio

    Quando si vuol campare (soprattutto) di rendita (ad es. con i monumenti Unesco o la Tomba di Dante) e sedersi sugli allori (ché tanto si verrà rieletti sempre e comunque, in saecula saeculorum), anche questi sono gli effetti che purtroppo se ne traggono.

    Urge cambiare la rotta, a prescindere da chi sarà il prossimo sindaco.

    Questa la mia personale opinione, beninteso.

  5. Scritto da lorenzo

    purtroppo la prima uscita, denota già l’insussistenza di questa candidatura, come era facilmente prevedibile. Delle 100.000 cose che non funzionano a Ravenna, ha scelto l’unica, che per altro lo riguarda da vicino come imprenditore. Provi a parlare di sanità, porto, viabilità rapporti con Hera ecc ecc ecc

  6. Scritto da lorenzo

    dimenticavo, se vuole parlare di pavimentazioni, parli delle altre, le strade e i marciapiedi per la maggior parte impercorribili per le radici create dagli alberi che qualche genio del comune ha voluto piantare.

  7. Scritto da Rusty

    Eh! Quando c’era Italo Balbo.

  8. Scritto da sentinella

    Che il centro sia bistrattato da questa amministrazione e’ una verita’! I problemi non sono solo per i commercianti ma per tutti, studenti, residenti, consumatori. Solo sulla pulizia e sulla tenuta del verde l’amministrazione ha lavorato abbastanza bene, tutto il resto e’ lasciato a se stesso. Pavimentazioni delle strade ridicole, assenza di piste ciclabili, parcheggio selvaggio (vedasi Piazza Garibaldi, che per posizione potrebbe essere tutto tranne che un parcheggio), concorrenza a go go per i negozi da parte di centri commerciali che sorgono come funghi. Auto che transitano ovunque, soprattutto la sera. Rumore e smog in quasi tutto il centro. Autobus che girano completamente vuoti. Offerta culturale limitata: esiste solo Dante e Ravennafestival.

  9. Scritto da marco

    Per questa amministrazione il centro storico e’ quel che resta dopo le priorita’ !

  10. Scritto da sentinella

    scusa Lorenzo, tu ami le strade ed i marciapiedi privi di alberi cosi le radici non intralciano? ma ti rendi conto di quanto sia ottusa questa posizione. Per fortuna che il comune qualche albero lo pianta. I viali alberati abbattono lo smog, il rumore e combattono il riscaldamento globale ( o usiamo il condizionatore per combatterlo?!)

  11. Scritto da Vincenzo P.

    Purtroppo, signor Donati, non è solo il centro storico ad essere abbandonato.
    Confido in Lei per le prossime elezioni, ma ci sarà molto da fare e questo Lei lo sa già.

  12. Scritto da mirko

    Non mi sono sbagliato, cavoli stavolta ho fatto centro!!! Dall’ultima intervista si capiva benissimo l’incompetenza, questo articolo evidenzia al massimo l’incompatibilità del Donati a vestire il ruolo di Sindaco. Avanti un altro!

  13. Scritto da Michele

    Questo non ne ha un’idea! Parla di turismo dopo che lui e il consorzio di cui fa parte ha gestito per anni e anni, con i soldi di noi contribuenti, la promozione e informazione turistica…ma un pòp di coerenza no? Almeno quella.

  14. Scritto da Anna M

    @stefano la cito “Ricordo però, bene, l’Accoglienza dedicata, dai “commercianti” di ravenna, ai Passeggeri delle prime navi Navi arrivate al Terminal di Porto Corsini, che trovavano tutto chiuso…Tutto”

    e sotto riporto una delle affermazioni di Donati:

    “Qui serve un patto con le aziende, serve ragionare sul fuso orario che ci si vuole dare in città, se la città tornerà ad assumere un ritmo di frequentazione turistica importante allora bisognerà ragionare su giorni ed orari di apertura”. Secondo Lei cosa voleva dire???🙄

  15. Scritto da jack

    Possiamo ricordare con più o meno nostalgia il passato in cui il centro di Ravenna era un punto di riferimento per la moda, forse “fighetto”, ma dove i negozi valevano la famosa vasca. Oggi il franchising ha preso il sopravvento rendendo il centro della città simile a tutte le altre, ma questa è la contemporaneità con il suo consumistico appiattimento, dove si sceglie di comprare 10 maglie a 10 euro piuttosto che una a 100 e forse è anche giusto così ma non credo sia colpa del Sindaco…..credo ci siano argomenti più importanti che pensare sempre di come fare spendere i soldi alla gente.

  16. Scritto da Luca

    Piaccia o meno, a conti fatti ed indipendentemente dalla pandemia, quest’amministrazione è stata al momento rimandata con debito a settembre.

    Può ovviamente ritentare, e infatti ci riproverà alla sessione autunnale.
    Le urne sanciranno dunque se il candidato De Pascale verrà bocciato, passerà col 18 (politico) o si prenderà magari un buon voto di lista (mi ricorda il famoso aiuto del pubblico di Chi vuol esser Milionario, ma tant’é).

    Personalmente un’idea ce l’ho, ma la tengo ovviamente per me.