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Mingozzi (Pri) risponde ai Verdi: “il no alle nuove tecnologie è inconcepibile”

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Dopo la conferenza stampa denominata “Non fossilizziamoci: dirigenza Eni ostacolo al passaggio alle rinnovabili” tenutasi ieri a Ravemma, a Tadolini (Verdi) e Manzoli, risponde Giannantonio Mingozzi, della segreteria Pri Ravenna: “Lo sforzo e gli investimenti che molte imprese ravennati e italiani stanno producendo per avviare una lunga transizione ecologica rispetta questi principi: convenienza energetica, nuove fonti, uscita dal carbone, tecnologie pulite, salvaguardia dell’occupazione, competitività internazionale e utilizzo delle risorse proprie del territorio”.

“E’ inconcepibile – continua Mingozzi – che Verdi e Ravenna in Comune continuino a dispensare sentenze contro Gnl e stoccaggio del Co2 che, rispettando  queste condizioni, fanno dell’industria ravennate un caposaldo della innovazione tecnologica che l’Italia presenta nel contesto internazionale, Pnnr compreso. Con capacità che ci tengono legate all’Europa ed ai paesi più avveduti. Le loro argomentazioni su emissioni in atmosfera e progetti obsoleti fanno parte di quelle forzature ideologiche che hanno fatto il loro tempo e si smontano facilmente di fronte alla capacità di ricerca e di nuove tecnologie che proprio a Ravenna stanno facendo passi da gigante. Sia nell’industria estrattiva, nella chimica e nel gas metano, come avviene nei paesi del nord Europa oggi nostri concorrenti negli approvvigionamenti energetici e nelle industrie di trasformazione”.

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Commenti

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  1. Scritto da Giuseppe Tadolini

    Per chiarezza e diritto di lettori e lettrici ad essere correttamente informati, specifico che il Coordinamento “Per il Clima Fuori dal Fossile”, che ho l’ onore di rappresentare a Ravenna, non è un soggetto affiliato ad Europa Verde, nè ad alcuna altra formazione politica, ma riunisce tante persone, appartenenti a diverse collocazioni politiche (o anche non aderenti ad alcuna). Alla Conferenza Stampa di ieri ero ospite, gentilmente invitato da Paolo Galletti (portavoce dei Verdi regionali). Nel merito, il sig. Mingozzi saprà certamente che le argomentazioni sostenute nell’incontro stampa di ieri non sono “sentenze” dispensate da Tadolini, Manzoli e gli altri partecipanti, come lui sostiene, ma frutto di studi approfonditi, verificati,sviscerati, e fatti oggetti di serrate revisioni successive, prodotti da moltissimi scienziati di livello internazionale. Del tutto recentemente l’ ONU e un folto gruppo di ricercatori più che qualificati ad essa associati, ha criticato fortemente tutti i governi del mondo, accusandoli non solo di non stare facendo il dovuto nel campo della transizione alle rinnovabili, ma ha anche ammonito sul panorama che si presenterà nei prossimi anni se non si cambia radicalmente rotta: infatti, le emissioni, andando avanti con l’attuale tendenza, nel 2030 saranno addirittura raddoppiate rispetto ai già drammatici livelli di adesso, tradendo quindi gli impegni che la maggior parte dei Paesi dice di voler prendere. Quanto alle opere che il Sig. Mingozzi nomina, chi si impegna ad informarsi sulla letteratura internazionale, sa che sia l’impianto GNL che quello CCS non rappresentano una gran innovazione. In diversi luoghi del mondo essi si sono dimostrati assolutamente inadeguati rispetto agli obiettivi per i quali erano stati pensati. Per quanto riguarda specificamente il metano, centinaia di studi (che soltanto The Guardian riporta diligentemente, fra i grandi organi d’informazione internazionali) è ormai acclarato che la sua combustione è moderatamente meno inquinante (e produttrice di CO2) di quella di petrolio e carbone, ma la sua dispersione in forma libera nell’ambiente (dispersione che nessun impianto al mondo è riuscito ad azzerare) ha un effetto climalterante da trentasei a ottanta volte più grave dell’anidride carbonica stessa. Studiare un po’ di più, come il nostro Coordinamento e i movimenti ambientalisti fanno quotidianamente, e consigliano di fare a chiunque si occupi di questi problemi, serve proprio a produrre informazione e a non “dispensare sentenze”.
    Pippo Tadolini – Coordinamento Ravennate della Campagna “Per il Clima-Fuoridal Fossile”

  2. Scritto da Claudio

    È inaccettabile la posizione del sig. Mingozzi in merito all’argomento. Prima di tutto ritengo che egli non sappia di che cosa sta parlando, se ritiene i progetti proposti da ENI come innovativi, quando non lo sono affatto. A dirlo non sonno soltanto gli “ambientalisti radicale chic, ma addirittura l’ ONU e diverse centinaia di scienziati in tutto il mondo
    Comprendo il disappunto del Sig.Mingozzi in quanto facente parte di questo “sistema” in qualità di Presidente Sapir, ma un po’ di obiettività non guasterebbe. Egli e il PRI ravennate sono rimasti indietro di qualche decennio rispetto alle tecnologie moderne in tema di produzioni energetiche da fonti rinnovabili che sono già oggi realtà concrete. Basterebbe solo avere il coraggio di fare le scelte politiche necessarie per tale cambiamento, cosa che Mingozzi non vuole. Se c’è qualcuno che si aggrappa a “ideologie preconcette” è proprio lui, ENI e il PRI ravennate, non certo gli ambientalisti e men che meno Manzoli e/o Tadolini.

  3. Scritto da Direttore

    Per la precisione Mingozzi è presidente di TCR non della Sapir. LA REDAZIONE

  4. Scritto da Gian Luca Baldrati

    Mingozzi parla di cose che sembra non conoscere. Il PRI deve sempre difendere il polo energetico ravennate, anche se questo va contro tutti gli obiettivi internazionali.
    Se Mingozzi studiasse, cosa che sembra non fare, scoprirebbe che l’innovazione tecnologica è ben altro rispetto a quella volta allo sfruttamento del metano che lui tanto sostiene

  5. Scritto da Paolo Galletti

    Difendere in modo acritico e disinformato la politica arretrata e reazionaria della governance pro tempore dell’ENI,industria controllata dallo stato, non mi pare coerente con la tradizione repubblicana.
    I repubblicani sono sempre stati contro i monopoli ed i boiardi di stato e le rendite di posizione.
    Forse andrebbe cambiata la dirigenza ENI e i repubblicani magari potrebbero ritrovare le loro radici.