Ravenna. Comitato d’Intervento per l’Autogestione dell’ex Ostello Dante chiede incontro al Sindaco de Pascale e assessori competenti

Nella mattina del 28 novembre il Comitato d’Intervento per l’Autogestione dell’ex Ostello Dante ha presidiato i cancelli della struttura in via Nicolodi a Ravenna. Il Comitato, composto dal Collettivo Autonomo Ravennate (promotore), da Potere al Popolo Ravenna e da Italia Nostra.

“Stiamo parlando di lavoratori, licenziati e precari, donne con figli senza un sussidio, famiglie in emergenza abitativa in seguito allo sfratto, stranieri senza documenti costretti alle peggiori condizioni di lavoro perché ricattabili, persone senza dimora private di un pasto caldo, di un letto e di servizi igienici, famiglie in difficoltà economiche dovute alla pandemia e al rincaro dei beni necessari e studenti universitari fuori sede che devono pagare affitti esorbitanti” si legge in una nota.

Secondo il Comitato d’Intervento per l’Autogestione dell’ex Ostello Dante le istituzioni dovrebbero garantire una vita dignitosa ad ogni individuo della società: “Se alle istituzioni non interessano le nostre condizioni di vita, dobbiamo occuparcene noi direttamente senza delegare i nostri interessi a nessuno. Noi del comitato d’ Intervento per l’Autogestione abbiamo individuato nell’Ex Ostello Dante, un luogo idoneo alla realizzazione di una realtà collettiva autogestita, fondata sull’uguaglianza e la democrazia diretta, dove i rapporti non passino dalla degradante e penosa carità. Una struttura dedicata agli emarginati e non solo, che fornendo servizi, beni primari, corsi formativi (es: per pittori, ceramisti, musicali, teatrali…) percorsi di reinserimento nella società e che si ponga l’obbiettivo di ridare dignità alle vite degli ultimi. Per questo riteniamo che sia giunto il momento di incontrarci con le istituzioni”.

Comitato d’Intervento per l’Autogestione dell’ex Ostello Dante ha chiesto a breve di poter avere un incontro con il Sindaco di Ravenna Michele de Pascale e Assessori competenti.

Commenti

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  1. Scritto da fiorella

    mi sembra giusto, farei pagari ai fruitori una quota simbolica di affitto e la manutenzione del fabbricato senza interventi pubblici e l’accesso solo a chi non abbia precedenti, ovviamente a spacciatori, consumatori di droghe e ad alcolisti . sono troppo severa? ma credo che sia l’unica via per far continuare il progetto.