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Perché non spiegare meglio che la Tari si può pagare anche con F24? Interrogazione al sindaco di Alvaro Ancisi (LpRa)

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Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna, ha rivolto al sindaco Michele de Pascale un’interrogazione circa le modalità di pagamento della Tari proposte da Hera. Secondo il consigliere, per eseguire il pagamento tramite F24, non oneroso per il contribuente, servono altre informazioni, non riportate sul bollettino di pagamento, che richiederebbero quanto meno una telefonata al call center dell’azienda, facendo perdere inutilmente tempo ai cittadini e ai centralinisti.

Un passo avanti comunque rispetto al 2020, quando questa possibilità di pagamento non era nemmeno citata, fa sapere Ancisi nel question time.

IL TESTO DELL’INTERROGAZIONE

Un anno fa, il Comune di Ravenna, per tramite di Hera che per suo conto gestisce non solo il servizio rifiuti, ma anche la riscossione della Tassa Rifiuti (TARI), trasmise ai contribuenti l’avviso di pagamento elencando i modi utilizzabili, non senza precisare cautelativamente che “ogni prestatore di servizio di pagamento applica commissioni variabili”, quasi una piccola sovrattassa a carico del contribuente. Omise però, e Lista per Ravenna sollevò aspramente il caso in Consiglio comunale e presso l’opinione pubblica, di inserire nell’elenco la possibilità di pagare con  l’F24. Modello usato in Italia per il pagamento di gran parte delle imposte, delle tasse e dei contributi pubblici, nel segno della semplificazione dei rapporti tra cittadino e pubblica amministrazione, esso offre anche altri vantaggi: non comporta alcun costo aggiuntivo di commissione,  non richiede la capacità e la possibilità di utilizzare mezzi informatici, consente ai contribuenti con crediti di imposta verso lo Stato o la Regione di compensarli con l’importo della Tari, evitando un nuovo esborso.

Nell’avviso di quest’anno ai contribuenti per il pagamento della prossima prima rata, è andata meglio, grazie forse al polverone sollevato allora da Lista per Ravenna, come si può leggere nel testo trasmesso: “Modalità di pagamento. Può pagare on-line collegandosi al sito di Poste Italiane o della Sua Banca per il pagamento con home banking (funzione CBILL), di qualsiasi altro prestatore del servizio di pagamento digitale aderente a Pago-PA indicato su www.pagopa.gov.it oppure presso le postazioni ATM abilitate. Può pagare anche mediante le APP di pagamento (esempio: IO, Bancomat Pay, Satispay, ecc). Inoltre, può pagare presso un qualsiasi sportello di Poste Italiane e nella maggior parte degli istituti bancari, oltre che nelle ricevitorie Sisal e Lottomatica. Ogni prestatore di servizio di pagamento applica commissioni variabili. Può pagare anche utilizzando un modello F24 (ad esempio per compensare eventuali crediti erariali) che dovrà compilare autonomamente avendo cura di indicare nella casella ‘identificativo operazione’, il codice avviso di 18 cifre riportato nel bollettino qui allegato. Il nostro Servizio Clienti è a sua disposizione per fornirle ogni altra informazione utile per eseguire il pagamento. Qualora desideri pagare l’intera annualità in una unica soluzione la invitiamo a contattare il nostro Servizio Clienti per attivare l’opzione numero verde TARI 800 999 004, dal lunedì al venerdì con orario 8.00-22.00, sabato 8.00-18.00”.

A denti stretti, l’F24 è citato (perché fare solo l’esempio dei crediti erariali da compensare?), ma trascurando che, per compilarlo, servono queste altre indicazioni: sezione, codice tributo, codice ente, rateazione/mese di riferimento. Magari, telefonando al numero verde, si potranno gentilmente ricevere anche queste indicazioni, ma perché non scriverle nell’avviso senza bisogno di creare problemi ai contribuenti, facendo comunque perdere tempo a loro ed anche ai telefonisti del call center?

È la domanda che pongo al sindaco, in nome e per conto del quale Hera interloquisce con i contribuenti TARI.

Alvaro Ancisi (capogruppo di Lista per Ravenna – Polo civico popolare)

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