Gerace (Pd) chiede coperture Inail per tutti i medici in caso di problemi con il Covid

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Riconoscere a tutto il personale medico, anche quello convenzionato, le coperture Inail in caso di decesso o malattia da Coronavirus. A chiederlo, in una risoluzione, è Pasquale Gerace (Pd) che ricorda come “l’emergenza pandemica ha riportato in primo piano la necessità di garantire le stesse tutele ai professionisti sanitari che non sono assicurati con Inail e non possono quindi accedere a rendite e indennizzi in caso di contagio, rispetto ai loro colleghi che sono assicurati con Inail in quanto dipendenti del sistema sanitario. Fra i soggetti non assicurati dall’Inail vi sono i medici di medicina generale, che, operando in regime di convenzione, non hanno la copertura Inail e hanno un’assicurazione privata tramite Enpam che però non riconosce il Covid come infortunio ma come malattia e sembra non voglia indennizzare i medici pur avendo all’interno della polizza la copertura della morte per infortunio”.

Gerace sottolinea il fatto che “il sistema a seguito dell’emergenza pandemica ha generato una vera e propria discriminazione dei professionisti sanitari in oggetto rispetto ad altri professionisti della sanità che, esposti a un rischio di contagio sostanzialmente analogo, operano con regolare contratto all’interno di una struttura sanitaria pubblica o privata e beneficiano, proprio per questo, degli indennizzi previsti dall’Inail in caso di morte o di invalidità permanente”.

Da qui la risoluzione per impegnare la Giunta “a farsi promotrice presso le sedi istituzionali competenti affinché sia riconosciuto al personale sanitario e sociosanitario, operante nel settore pubblico e privato o in regime di libera professione, nei casi accertati di infezione del virus da Sars-CoV-2, specie con riferimento a coloro che siano deceduti o che abbiano riportato lesioni o infermità di tipo irreversibile, il giusto riconoscimento, in particolare l’estensione della tutela infortunistica Inail ai medici di medicina generale, ai pediatri di libera scelta, agli specialisti ambulatoriali e ai professionisti della continuità assistenziale nei casi accertati di infezione da Covid in occasione di lavoro”.

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