“Riolo nel Cuore” vuole alzare la voce ai tavoli che contano. Il candidato sindaco Gallinucci: “Non possiamo essere lasciati in balìa dei delinquenti”

L’intento è quello di “cambiare” perché secondo lui Riolo Terme ne ha bisogno dopo decenni di governo cittadino affidato al centrosinistra nelle versioni che si sono succedute. Giovanni Gallinucci si riporta al nastro di partenza della politica locale come candidato sindaco alla guida della lista civica “Riolo nel Cuore” appoggiata da Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, oltre che da esponenti ed associazioni di area centrista e cattolica: lo scopo è subentrare nelle stanze di Via Aldo Moro all’attuale primo cittadino Alfonso Nicolardi – il quale a questo giro deve stare fermo – e all’amministrazione comunale guidata dal Partito Democratico.

Il 38enne Giovanni Gallinucci, nella vita autista di pullman in un’azienda di trasporti locali, è noto nella Città d’Acque della collina faentina per essere attivo nel mondo parrocchiale e per essere stato consigliere comunale d’opposizione giovanissimo durante il primo mandato della sindaca Emma Ponzi (Pd, 2002-2007). “Subentrai a un collega dimessosi, in quanto ero il primo dei non eletti della lista ‘Riolo tradizione e futuro’, che era anche quella una lista civica, in quanto a Riolo, ieri ma anche oggi, è controproducente presentarsi con una lista ben identificata in un partito politico nazionale”.

Come è nata questa candidatura?

“Tutto è partito dalla mia carissima amica Beatrice Mazzanti, che è capolista di ‘Riolo nel Cuore’, la quale ha toccato le corde giuste, chiedendomi in partenza se mi interessasse far parte di questo gruppo che stava lavorando per fare qualcosa di buono. E’ importante che ‘Riolo nel Cuore’ sia una lista civica, appoggiata dai tre partiti del centrodestra ma il cui candidato sindaco non abbia una ‘bandiera’ da portare: crediamo di potere raccogliere il pensiero e il consenso dei tanti che sono contro al pensiero sin qui dominante, quello consolidatosi sin dal dopoguerra”.

L’anomalia di queste elezioni comunali a Riolo Terme, cittadina di soli 5.700 abitanti, è che in lizza ci siano ben quattro liste con altrettanti candidati sindaci.

“Siamo veramente in tanti. Perché non ci siamo accordati con De Carli e ‘Il Popolo della Famiglia’ che incidono nella nostra stessa area di pensiero? Non ci conosciamo di persona e ritengo che adesso si debba pensare a come governare al meglio il paese, senza occuparci di temi nazionali di competenza di livelli politici superiori. ‘Riolo libera’, che ha come candidato sindaco Alan Giagni, è stata una sorpresa, quasi più ‘ultimi’ di noi”.

Gallinucci è nato a Parma il 7 marzo 1984 ed ha vissuto un anno a Berceto, cittadina d’origine di sua madre, prima che con la famiglia si trasferisse a Riolo Terme, città natale del padre. E’ sposato ed ha una figlia di 6 anni.

Come è nato il nome della lista? Vi siete forse ispirati a “Brisighella nel Cuore”, lista d’area centrodestra presentatasi nel borgo medioevale alle elezioni del 2009?

“No. Il nome è nato in una serata davanti a una pizza: è venuto fuori… così…, ragionando in gruppo”.

Quattro liste in lizza e nessuna che rinunci ad utilizzare la parola “Riolo”.

“Ci vuole: in un certo senso mi sono lasciato convincere. Ma guardiamo anche i simboli: se non mettiamo una torre, la rocca, una fontana o qualcos’altro, pare che non si possa andare avanti. Ormai è tradizione: i riolesi sono abituati a vedere dei simboli”.

Quali sono le cose che “non vanno” a Riolo e che vi hanno spinto e cercare di governare la città?

“In dieci anni il sindaco Nicolardi di male non ha fatto niente, ma ha fatto poco di positivo. Negli ultimi trent’anni abbiamo visto un declino pauroso e negli ultimi dieci, quelli di Nicolardi, non si è fatto più di tanto, per provare perlomeno a risollevare la città. E’ stata un’amministrazione ‘di sopravvivenza’: normale amministrazione, senza clamori, senza provare a fare rivivere Riolo. I negozi chiudono in continuazione, così come le strutture ricettive. Negli anni ’70 eravamo pieni di alberghi, pensioni, appartamenti in affitto: poi sono arrivate le chiusure, non certo tutte per colpa delle amministrazioni comunali. Terminati gli anni d’oro del turismo termale sovvenzionato dal ministero della Sanità, le Terme non sono riuscite a fare investimenti a lungo termine progettando il futuro: anche di questo ne risentiamo, a differenza di altre località termali, dove sono stati bravi a rivolgersi a un’utenza giovane. Adesso Riolo è un mortorio, un paese-dormitorio, i cui cittadini vanno a lavorare e a divertirsi altrove”.

Il programma di governo della città per i prossimi cinque anni proposto da “Riolo nel Cuore” si articola in otto punti: sicurezza, sviluppo economico, fisco e politiche tributarie locali, volontariato e associazionismo, politiche del territorio e infrastrutture, sport, centro storico, giovani e anziani. Ci spieghi le parti essenziali.

“C’è l’esigenza di sicurezza, perché le case dei riolesi sono troppo spesso bersaglio dei ladri; chiediamo una presenza costante, 24 ore su 24, di almeno una forza di polizia sul territorio comunale. Non è possibile che con dei malviventi che si aggirano per casa, si debba attendere anche ore l’arrivo di una pattuglia di carabinieri o polizia che agisce sul territorio dell’Unione della Romagna Faentina, magari a più di trenta chilometri di distanza. Ci sono dei problemi di organico nelle forze dell’ordine, ma non possiamo essere lasciati in balìa dei delinquenti, soprattutto di notte. Per questo, come in altri settori, occorre che finalmente Riolo faccia sentire la sua voce, ferma, ai tavoli dove si assumono decisioni: che sia la Prefettura, o la Regione”.

Con l’Unione dei Comuni della Romagna Faentina che rapporto vorrà tenere il sindaco Gallinucci in caso di elezione, considerato che nell’area del centrodestra è un’istituzione non apprezzata?

“Ci sono sempre i ‘pro’ e i ‘contro’, però bisogna sempre cercare di appropriarsi dei ‘pro’. L’Urf può portare dei vantaggi. Adesso come adesso, Riolo è l’ultima ruota del carro, anche perché non ha un gran peso politico. E’ nostra intenzione ‘alzare la voce’ pure in questo ambito, cercando di avere un peso maggiore alla presenza del nostro Comune”.

Nel programma promettete “asfaltature straordinarie a partire dalle zone periferiche, da sempre trascurate”. Ambizioso e problematico, considerati in primis gli aumenti dei prezzi dei materiali.

“E’ una situazione nuova, in divenire: i tempi andranno definiti. Quello che ho notato è che in prossimità delle elezioni comunali le varie giunte di centrosinistra hanno dato il via alle ‘asfaltature elettorali’ un po’ dappertutto ed è così anche oggi. C’è forse lo sconto sul catrame quando si sente l’odore delle urne? Se c’è una buca in una strada, non si deve attendere la fine del mandato per chiuderla. Il nostro intento è attuare una programmazione seria nell’arco dei cinque anni per non lasciare indietro nulla”.

Come farete a convincere gli elettori a votare per “Riolo nel Cuore”? Cosa devono capire i riolesi?

“Che il nostro programma di legislatura è fattibile, senza promesse che rischiano di essere vuote. Riolo ha bisogno di persone che facciano amare quello che dicono, quello che sentono dentro: noi siamo quelle persone. Qua non c’è bisogno di un sindaco ‘ingessato’, chiuso in municipio: io sto in mezzo ai miei concittadini in tante situazioni. E’ il momento giusto per dare a Riolo un sindaco veramente vicino alla gente, che sappia raccontare quello che è stato, quella che è la nostra città, progettando insieme il futuro. Il cambiamento al governo della città poi aiuta sempre, potrà aiutare anche coloro che sono di centrosinistra che sono andati un po’ in discesa, convinti di avere la vittoria sempre in tasca quindi indotti a fare il minimo indispensabile. Purtroppo vedo che Riolo ha paura: abbiamo fatto una gran fatica a trovare i componenti della lista, perché molti dicevano ‘idee belle, ti do il voto, ma non mi mettere in mezzo’.

Avevano paura di fare vedere che non sono di centrosinistra e, per il fatto di essere schierati ‘contro’, di ritorsioni sul lavoro. So di persone ‘invitate’ a non andare a fare colazione o a bere un caffè assieme a me. Qualcuno mi ha detto ‘io ti do i soldi della pizzata, ma non posso farmi vedere con voi’. Mi stupisce tutto ciò, ma ho deciso di riderci sopra. E poi danno a me del ‘fascista’… Quello non manca mai, perché se non sei ‘rosso’, sei fascista. A Riolo Terme, purtroppo, c’è ancora questa mentalità”.

La prossima iniziativa pubblica di “Riolo nel Cuore” sarà una cena di autofinanziamento a base di pizza in programma martedì 7 giugno alle 20 al ristorante pizzeria “Il Passatore” in Via Senio 10 (bambini fino a 10 anni, euro 10; da 11 anni, euro 20) con prenotazioni entro domenica 5 al 347-4958514.

I candidati a essere consiglieri comunali di “Riolo nel Cuore” sono Beatrice Mazzanti (nata a Faenza il 3 maggio 1982), Claudio Pirazzoli (nato a Senigallia il 20 maggio 1951), Leonardo Frassineti (nato a Faenza l’11 febbraio 1999), Stefano Barbieri (nato a Faenza il 30 maggio 1968), Silvia Randi (nata a Imola il 18 ottobre 1965), Angelo Liverani (nato a Brisighella l’8 giugno 1950), Rita Baffi (nata a Taranto il 3 gennaio 1958), Francesco Armiento (nato a Castel Bolognese il 19 febbraio 1967), Anna Nunziato (nata a Portici il 3 maggio 1962), Giuliano Garavini (nato a Ravenna il 9 novembre 1959), Gabriella Agoston (nata a Budapest l’8 agosto 1953), Manuele Pirazzoli (nato a Lugo il 10 novembre 1999).

Per la consultazione di domenica 12 giugno si voterà dalle 7 alle 23 nei seggi posti in città e nelle frazioni di Isola, Borgo Rivola e Cuffiano: oltre alla scheda per le elezioni comunali a ciascun elettore verranno consegnate le cinque schede relative ai referendum sulla Giustizia.

Essendo un Comune con meno di 15.000 abitanti (circa 5.700), Riolo Terme potrà proclamare il suo nuovo sindaco assieme ai Consiglieri al termine dello spoglio delle schede: non ci sarà ballottaggio. Alle 14 del giorno successivo prenderanno il via le operazioni di scrutinio per le elezioni comunali: il nuovo sindaco sarà noto tra le 15.30 e le 16.30.