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Ancarani (Forza Italia) su Frecce tricolori e Jova beach party: “gravi errori nella gestione del primo evento, cosa aspettarsi nel secondo?”

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Alberto Ancarani (Forza Italia) ha presentato un question time a Palazzo Merlato dal titolo eloquente: Frecce tricolori e Jova beach party, gravi errori nella gestione del primo evento, cosa aspettarsi nel secondo? Ancarani ricorda che il weekend del 18 e 19 giugno ha visto Punta Marina interessata dal grande evento annuale “Tricolore Air Show”, che “si è concluso intorno alle 18.30, pertanto da quell’ora decine di migliaia di persone si sono messe in movimento, chi per riprendere il proprio mezzo e rientrare, chi per spostarsi verso altri lidi, per mangiare un boccone e temporeggiare in attesa dello smaltimento del traffico.”

Ancarani evidenzia che “nell’arco di un’ora dalla conclusione della manifestazione di Punta Marina, ove si potevano già vedere riversate in strada migliaia di mezzi, si apprendeva incredibilmente che Via Trieste, all’altezza della Rotonda Finlandia, ovvero quella del ponte mobile, veniva chiusa parzialmente al traffico per consentire l’isolamento acustico dell’isolato in cui insiste il Pala De Andrè, poiché era in programma un concerto del Ravenna Festival, cosa che creava di fatto un tappo ed un rallentamento che inevitabilmente innescava lunghe code tra coloro che erano già su quella via. E che contestualmente veniva impedito l’ingresso e il passaggio da e per Porto Fuori dalla Classicana, salvo per residenti, per non si sa quale esatto motivo, portando quindi l’utenza a fare giri dell’oca impensabili solo per attraversare pochissimi chilometri. E ancora che gli utenti, i quali, per esigenze personali, si erano recati in direzione traghetto a Marina di Ravenna, si ritrovavano non solo ad attendere in lunghe code, fisiologicamente impossibili da evitare quando si tratta di numeri così alti di affluenza, ma ad essere oggettivamente sequestrati in auto a causa dello stop per fine turno di uno dei due traghetti alle ore 21, costringendo anche alcuni esercenti ad uscire dalle proprie attività commerciali fornendo acqua e facendo utilizzare le proprie toilette alle persone bloccate nel “cul de sac“ dei sensi unici e stretti intorno al traghetto stesso, in attesa che i propri clienti prenotanti potessero raggiungere il luogo dell’attività.”

Dopo questi rilievi critici e considerando che “fra circa 15 giorni si accoglierà il grande evento del Jova Beach Party, il quale potrebbe vedere anche numeri maggiori in termini di affluenza e per cui non sono ancora del tutto chiare le decisioni sulla gestione della viabilità” Ancarani chiede al Sindaco e alla Giunta “come possa essere stato possibile organizzare in modo così dilettantesco le sovrapposizioni di due eventi come il “Tricolore Air Show” ed il Ravenna Festival, tanto da chiudere una delle tre principali vie di fuga dal mare, ovvero Via Trieste e bloccando parzialmente anche lo scorrimento delle rotonde Danimarca e Francia, sulla seconda via di fuga, ovvero la Canale Molinetto; come possa essere stato possibile permettere che un traghetto si fermasse alle ore 21 come in una qualunque domenica, senza ragionare su una deroga in concomitanza col grande evento; come si intenda quindi gestire l’orario del traghetto, benché di fruizione esclusivamente pedonale, durante il weekend del Jova Beach party; quali parcheggi verranno preparati, oltre allo Scambiatore e al Marchesato, in lidi limitrofi come Punta Marina, Porto Corsini, Marina Romea, affinché i fruitori del traghetto solo pedonale possano essere civilmente trattati; se, in prospettiva, sia intenzione dell’amministrazione, proprietaria del Pala De Andrè, dotare la cupola di quest’ultimo della seconda copertura necessaria all’isolamento acustico che non debba più comportare la chiusura delle strade limitrofe ogni volta che al suo interno si svolga un concerto.”

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Commenti

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  1. Scritto da Maurizio Ricci

    La concomitanza tra il “controesodo” e la primaria manifestazione musicale (la quale ha determinate – e ben note – necessità acustiche) può essere una coincidenza sfortunata, ma effettivamente sulla miope programmazione che ha incluso lo stop al traghetto ha ragione

  2. Scritto da Martina

    Siamo andati a punta in bici e tornando alle 19 sullo stradone c’erano meno auto e meno traffico delle precedenti occasioni e meno di una qualsiasi domenica. Se poi si è fermato tutto alle porte di Ravenna é dovuto alla mancanza di buon senso: come si può non capire che a chiudere le strade porta a concentrare il traffico e anzi colpevolmente a non prevedere alternative. Davvero una gestione pessima.

  3. Scritto da E.S.

    Io, con la mia compagna, visto che da tempo si era a conoscenza dei fatti della giornata, nessun imprevisto intendo, ci siamo mossi in bicicletta. Rientro avvenuto con celerità e zero problemi. Tra l’altro, con gioia, ho visto la ciclabile piena di ciclisti, sia all’andata, sia al ritorno. Per tutti coloro che si muovono sempre e solo in auto (meglio se SUV) e che magari vogliono parcheggiare a un passo dalla zona dell’evento, provo tanta tenerezza. In queste giornate le uniche vere vittime sono coloro che possono muoversi VERAMENTE solo con l’auto, parlo delle famiglie con disabili. Probabilmente avranno deciso di restare a casa. Il mio pensiero è rivolto a loro. Saluti