Ravenna, i lavori del Consiglio comunale di ieri 28 giugno, con una mozione sull’estrazione del gas in Adriatico

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Approvata la mozione “Il gas nell’alto Adriatico e le rinnovabili per una transizione energetica economicamente sostenibile”

Nella seduta di ieri, 28 giugno, (per chi volesse vederla http://bit.ly/archivio-sedute-cc) il Consiglio comunale ha approvato la mozione presentata dal consigliere di Fratelli d’Italia Alberto Ferrero e firmata da Lorenzo Margotti (Pd), Andrea Vasi (Partito repubblicano italiano), Daniele Perini (Lista de Pascale), Alberto Ancarani (Forza Italia), Filippo Donati (Viva Ravenna), Giacomo Ercolani (Lega Salvini premier), Veronica Verlicchi (La Pigna), Alvaro Ancisi (Lista per Ravenna) “Il gas nell’alto Adriatico e le rinnovabili per una transizione energetica economicamente sostenibile”. La mozione è stata approvata con 25 voti a favore (Pd, Lista de Pascale, Ravenna Coraggiosa, Partito repubblicano italiano, Fratelli d’Italia, Lega Salvini premier, Viva Ravenna, Forza Italia) e un voto contrario (Movimento 5 Stelle).

Sono intervenuti: Giancarlo Schiano (Movimento 5 Stelle), Renato Esposito (Fratelli d’Italia), Giacomo Ercolani (Lega Salvini premier), Daniele Perini (Lista de Pascale), Andrea Vasi (Partito repubblicano italiano), Gianfilippo Nicola Rolando (Lega Salvini premier), Luca Cortesi (Ravenna Coraggiosa), Lorenzo Margotti (Pd), Davide Buonocore (Lista de Pascale), Alberto Ancarani (Forza Italia), Alvaro Ancisi (Lista per Ravenna), Alberto Ferrero (Fratelli d’Italia), Francesca Impellizzeri (Ravenna Coraggiosa).

La Mozione – Il gas nell’alto Adriatico e le rinnovabili per una transizione energetica economicamente sostenibile

(Modificata in corso di seduta Consiglio comunale del 28/06/2022)

Considerato che

Il riscaldamento del pianeta e i cambiamenti climatici già in atto in tutto il mondo e particolarmente in Italia, come evidenziato nei Rapporti della IPCC, impongono la puntuale attuazione degli accordi di Parigi per contenere il riscaldamento climatico entro +1,5/2° e dell’obiettivo di riduzione del 55% delle emissioni di CO2 al 2030 fissato dalla Unione Europea.

La crisi energetica che stiamo vivendo in questi mesi, fortemente aggravata dalla guerra in Ucraina, che ha determinato incertezza negli approvvigionamenti e impennata dei prezzi, rafforza l’esigenza di accelerare la transizione ecologica, volta anche a rafforzare l’autonomia energetica dell’Italia e dell’Europa e a stabilizzare i prezzi energetici rispetto all’attuale ondata speculativa.

La transizione ecologica richiede una drastica riduzione dei consumi energetici a parità di PIL, uno spostamento della produzione e del consumo verso l’elettrico con particolare riferimento al trasporto e al settore edilizio e un progressivo passaggio dall’impiego di fonti fossili alle energie rinnovabili fino al 100% al 2050.

La immediata necessità di sostituire e diversificare gli approvvigionamenti energetici in particolare di gas metano provenienti dalla Russia con interventi transitori, urgenti, ambientalmente verificati dalle autorità competenti, sostenibili, reversibili e temporanei, compresa la produzione di quote di gas naturale nazionale, non deve contraddire la strategia di fondo e l’ obiettivo centrale di compiere un significativo passo avanti anche a Ravenna e in Emilia-Romagna per migliorare l’ efficienza energetica nei settori chiave dell’edilizia, dei trasporti e delle attività produttive per questo si ritiene indispensabile che il nuovo PUG da un lato e l’aggiornamento del PUMS dall’altro contribuiscano a migliorare l’efficienza energetica degli edifici pubblici e privati e del sistema della mobilità, privilegiando, il nostro porto, il treno, il trasporto pubblico. Questo per aumentare la quota (per ora nella nostra regione sotto il 10%) prodotta da energie rinnovabili, in particolare solare termico, fotovoltaico, eolico, idrogeno verde, biogas, fonti che hanno tecnologie in rapida evoluzione e a costi sempre piu’ competitivi.

Questa strategia è essenziale per tenere insieme politiche ambientali, lavoro e sviluppo sostenibile, equità sociale, e per costruire un vero e proprio patto tra le generazioni di oggi e di domani ed è la condizione per concorrere pienamente, con serie probabilità di successo, ai finanziamenti del PNRR che come è noto stanzia le maggiori risorse per ambiente e transizione ecologica secondo gli indirizzi del Next Generation EU. A tal proposito si esprime apprezzamento per il Progetto Agnes volto alla installazione di eolico off shore e di fotovoltaico galleggiante al largo della costa ravennate (oltre le 12 miglia) per 700 MW di potenza e alla produzione di idrogeno verde e chiedono al governo e alle Autorità competenti di accelerare le procedure di VIA per dare alla Romagna un’importante fonte pulita, innovativa e certa di produzione energetica per gli usi civili di circa 700.000 abitanti.

La questione della transizione energetica nel nostro Paese, in termini prospettici, è strettamente connessa ad una programmazione attendibile e prevedibile del mix delle fonti energetiche in grado di garantire la sicurezza dell’approvvigionamento energetico interno e il mantenimento della competitività del nostro sistema economico. A tal fine, pertanto, emerge in tutta evidenza, anche alla luce delle recenti vicende geopolitiche internazionali, l’esigenza di individuare il mix delle fonti energetiche che il nostro Paese dovrà avere nei prossimi dieci anni e programmare gli adeguati investimenti in funzione di tale obiettivo;

Visto che

Il metano fra i combustibili fossili risulta essere il meno impattante dal punto di vista ambientale, è senz’altro la fonte energetica fossile da preferirsi durante la fase di transizione energetica.

Ritenuto che

L’Alto Adriatico disporrebbe potenzialmente di consistenti giacimenti, sufficienti a garantire per molti anni la copertura di una importante quota del fabbisogno nazionale. Anche se in un quadro generale di progressiva sostituzione delle fonti fossili con le rinnovabili, queste ingenti risorse darebbero notevole impulso all’economia sia nazionale che della nostra città. Ad oggi, tuttavia, non sono utilizzabili, a causa di tutta la normativa attualmente vigente che non ne consente lo sfruttamento.

Impegna il Sindaco e la Giunta:

a farsi parte attiva in tutte le sedi affinché in questo periodo di transizione e di fronte all’emergenza energetica internazionale, l’Italia incrementi l’attuale quota di produzione nazionale di gas naturale estraendo anche nell’ area dell’alto Adriatico, a partire delle attività estrattive esistenti, prevedendo, previe apposite valutazioni di impatto ambientale, la sostituzione di punti di prelievo in fase di esaurimento o non sostenibili (in primo luogo il pozzo di Angela Angelina) per assicurare la sicurezza energetica nazionale e una transizione ecologica giusta anche dal punto di vista occupazionale e economico favorendo una graduale riconversione, in un contesto comunque di contenimento degli impatti ambientali.
a farsi parte attiva con il Governo Nazionale affinché rafforzi il proprio impegno per accelerare la transizione ecologica rafforzando obiettivi e interventi per migliorare l’efficienza energetica, aumentare la quota di energie rinnovabili, ridurre drasticamente le emissioni climalteranti e inquinanti;

a farsi parte attiva con la Regione affinché rafforzi ulteriormente l’impegno sulle energie rinnovabili in coerenza con l’obiettivo del Patto per il lavoro e per il clima che prevede il raggiungimento del 100% di rinnovabili al 2035;
di esaminare la possibilità che il Comune di Ravenna istituisca un fondo annuale significativo che consenta in 10 anni di progettare e finanziare ( anche con finanziamenti europei, nazionali e regionali ) interventi di riqualificazione di edifici pubblici e case di edilizia economica popolare con il miglioramento dell’efficienza energetica, della sicurezza sismica e con l’inserimento di solare termico e fotovoltaico, estendendo e rafforzando gli esempi già positivamente realizzati in questi anni.

  • Alberto Ferrero – Capogruppo Fratelli d’Italia
  • Lorenzo Margotti – Consigliere Gruppo PD
  • Andrea Vasi – Capogruppo PRI
  • Daniele Perini – Capogruppo Lista de Pascale Sindaco
  • Alberto Ancarani – Capogruppo Forza Italia Berlusconi per Ancarani – PrimaveRa Ravenna
  • Filippo Donati – Consigliere comunale Viva Ravenna
  • Giacomo Ercolani – Consigliere comunale Lega Salvini Premier
  • Veronica Verlicchi – Capogruppo La Pigna – Città, Forese, Lidi
  • Alvaro Ancisi – Capogruppo Lista per Ravenna Polo civico popolare

Il commento di Lorenzo Margotti del Pd: “Il riscaldamento del pianeta, i cambiamenti climatici già in atto in tutto il mondo e la crisi energetica che stiamo vivendo in questi mesi rafforzano l’esigenza di accelerare la transizione ecologica, volta anche a rafforzare l’autonomia energetica dell’Italia e dell’Europa e a stabilizzare i prezzi energetici rispetto all’attuale ondata speculativa. La immediata necessità di sostituire e diversificare gli approvvigionamenti energetici in particolare di gas metano provenienti dalla Russia con interventi transitori, urgenti, ambientalmente verificati dalle autorità competenti, compresa la produzione di quote di gas naturale nazionale, non deve contraddire la strategia di fondo e l’ obiettivo centrale di compiere un significativo passo avanti anche a Ravenna e in Emilia-Romagna per migliorare l’ efficienza energetica nei settori chiave dell’edilizia, dei trasporti e delle attività produttive. Questa strategia è essenziale per tenere insieme politiche ambientali, lavoro e sviluppo sostenibile, equità sociale e per costruire un vero e proprio patto tra le generazioni di oggi e di domani. Inoltre è la condizione per concorrere ai finanziamenti del PNRR che stanzia le maggiori risorse per ambiente e transizione ecologica secondo gli indirizzi del Next Generation EU. Chiediamo perciò al Governo di accelerare le procedure del Progetto Agnes, per l’installazione di eolico off shore e di fotovoltaico galleggiante al largo della costa ravennate che darebbe alla Romagna un’importante fonte pulita e certa di produzione energetica per gli usi civili. È chiara l’esigenza di individuare il mix delle fonti energetiche per programmare la fase di transizione e il metano risulta essere la fonte energetica fossile meno impattante dal punto di vista ambientale. L’Alto Adriatico disporrebbe potenzialmente di consistenti giacimenti, sufficienti a garantire per molti anni la copertura di una importante quota del fabbisogno nazionale. Ad oggi, tuttavia, non sono utilizzabili, a causa della normativa italiana, che ha bloccato le estrazioni di gas naturale in Alto Adriatico dal 2002 e confermato recentemente dal Pitesai. Con questa mozione abbiamo impegnato il Sindaco e la Giunta a farsi parte attiva in tutte le sedi affinché, in questo periodo di transizione, l’Italia incrementi l’attuale quota di produzione nazionale di gas naturale estraendo anche nell’ area dell’alto Adriatico. Ciò può assicurare la sicurezza energetica nazionale e una transizione ecologica giusta anche dal punto di vista occupazionale e economico, favorendo una graduale riconversione, in un contesto comunque di contenimento degli impatti ambientali.”

Il commento di Alberto Ferrero  (Fratelli d’Italia): “Ieri è stata approvata una mozione proposta da Fratelli d’Italia e successivamente arricchita con i contributi di quasi tutte le forze politiche presenti in Consiglio comunale, con l’intento sia di agevolare la transizione energetica, ma anche di rilanciare l’utilizzo del gas nell’Alto Adriatico, che oggi, limitatamente alla parte italiana, ci è precluso dal Pitesai. I due aspetti non sono in contraddizione, al contrario sono strettamente legati, infatti, sapendo bene che viviamo in un periodo in cui la transizione energetica è diventata indispensabile è altrettanto vero che in termini prospettici è strettamente connessa ad una programmazione attendibile e prevedibile di una combinazione di fonti energetiche in grado di garantire la sicurezza dell’approvvigionamento energetico ed il mantenimento della competitività del nostro sistema economico. In questo contesto il gas risulta essere fondamentale, soprattutto se l’Italia ne dispone di quantità importanti e quasi a chilometro zero. Per la nostra città il rilancio di questa produzione sarebbe fondamentale, visto il legame pluridecennale che il nostro sistema economico ha con questo settore, divenuto negli anni una eccellenza mondiale che, a seguito di scelte scriteriate, rischiamo di perdere. Ieri il consiglio Comunale di Ravenna ha fatto un importante passo in questa direzione votando quasi all’unanimità la mozione, solo il movimento 5 stelle ha votato contro.”

Il commento di Ravenna Coraggiosa: “Siamo consapevoli che nessuno può sottrarsi al dibattito su questi temi, su cui obiettivamente le sensibilità di partenza sono distanti. Come Ravenna Coraggiosa lo abbiamo fatto con nettezza, lavorando al documento proposto al Consiglio comunale per modificarlo profondamente, mettendo al centro la necessità di accelerare la transizione ecologica verso l’efficienza energetica e le rinnovabili. Lo abbiamo fatto in questi mesi denunciando la inadeguatezza di una strategia nazionale sull’energia, nel segno della sostenibilità ambientale, dell’attuazione degli accordi di Parigi sul clima, della sicurezza energetica, della diversificazione degli approvvigionamenti. Anche ieri abbiamo proposto modifiche “pesanti”, accettate in un lavoro di sintesi tra le forze di maggioranza, per far sì che fosse chiaro che questo passaggio storico segnato dalla guerra alle porte dell’Europa non divenga motivo per ridurre l’impegno per la transizione ecologica o frenare sugli obiettivi alti di riduzione delle emissioni di gas serra cui siamo chiamati per la sopravvivenza del Pianeta. La immediata necessità di sostituire e diversificare gli approvvigionamenti energetici – in particolare di gas metano provenienti dalla Russia – con interventi transitori, urgenti, ambientalmente verificati dalle autorità competenti, sostenibili, reversibili e temporanei, non deve infatti contraddire la strategia di fondo e l’obiettivo centrale di compiere un significativo passo avanti anche a Ravenna e in Emilia-Romagna, per migliorare l’ efficienza energetica nei settori chiave dell’economia, dall’edilizia ai dei trasporti alle attività produttive. Questo per aumentare la quota (per ora nella nostra regione sotto il 10%) prodotta da energie rinnovabili, in particolare solare termico, fotovoltaico, eolico, idrogeno verde, biogas, fonti che hanno tecnologie in rapida evoluzione e a costi sempre più competitivi. È opportuno  che l’Italia conservi una quota di produzione nazionale di gas, in primo luogo assicurando la manutenzione ordinaria e straordinaria delle attività estrattive esistenti e prevedendo, previe apposite valutazioni di impatto ambientale, la sostituzione di punti di prelievo in fase di esaurimento o non sostenibili con punti di estrazione oltre le 12 miglia, per superare gli errori del passato: insediare punti di estrazione troppo vicino alla costa – come Angela Angelina di fronte a Lido Adriano e Lido di Dante – si è dimostrato incompatibile con la tutela ambientale e la vivibilità della costa. E Angela Angelina offre più di una valida ragione ai detrattori della invece indispensabile capacità di estrarre il gas che serve alla sicurezza nazionale. Non per sperare di condizionare l’andamento dei prezzi internazionali ma per la sicurezza energetica.  Avanti dunque col progetto AGNES e la diffusione di impianti eolici e fotovoltaici in mare. Avanti con le comunità energetiche che sono anche una risposta alla povertà energetica e diminuiscono disuguaglianze. Avanti con un fondo annuale significativo che consenta in 10 anni di progettare e finanziare (anche con finanziamenti europei, nazionali e regionali) interventi di riqualificazione di edifici pubblici e case di edilizia economica popolare con il miglioramento dell’efficienza energetica, della sicurezza sismica e con l’inserimento di solare termico e fotovoltaico. Avanti col graduale calo della componente fossile nel mix energetico nazionale, riconoscendo che il metano italiano è complessivamente  meno inquinante di quello che importiamo, che finisce per finanziare sistemi autoritari ben lontani dai nostri ideali di democrazia e rispetto dei diritti umani e ambientali. Abbiamo cercato di introdurre nel documento, poi assunto dal Consilio Comunale, le ragioni di chi come noi crede che si debba evitare l’errore più grande: confondere l’emergenza odierna con la strategia di lungo periodo, che peraltro deve accelerare sin d’ora. L’invasione russa dell’Ucraina condizionerà i prossimi mesi e i prossimi anni. Ma questa non può essere la nostra strategia energetica, che invece deve essere di decarbonizzazione, di spinta sulle rinnovabili. Occorre lavorare con forza e determinazione per evitare quel rischio, per non lasciare spazio a velleitari ritorni al passato, per impedire la costruzione di un nuovo senso comune che mette la transizione in un angolo di fronte alle preoccupazioni della comunità, di famiglie e imprese.”

I LAVORI DEL CONSIGLIO COMUNALE – Approvata la mozione a sostegno della campagna ‘Lo stage non è un lavoro’

Nella seduta di ieri, 28 giugno, (per chi volesse vederla http://bit.ly/archivio-sedute-cc) il consiglio comunale ha approvato la mozione presentata dal consigliere Pd Renald Haxhibeku e firmata da Giancarlo Schiano (M5S) e Daniele Perini (Lista de Pascale) “A sostegno della campagna ‘Lo stage non è un lavoro’”, con voti 20 voti a favore (Pd, Lista de Pascale, Ravenna Coraggiosa, Partito repubblicano italiano, Movimento 5 Stelle, Lega Salvini premier, Viva Ravenna, Lista per Ravenna)  e 3 voti contrari (Fratelli d’Italia e Forza Italia)

Sono intervenuti: Alberto Ancarani (Forza Italia), Giancarlo Schiano (M5S), Luca Cortesi (Ravenna Coraggiosa), Alvaro Ancisi (Lista per Ravenna).

 

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