Alessandro Barattoni (Pd): è una destra “dannosa per l’Italia, non credibile sull’Europa”, la partita è aperta, “ce la giocheremo fino in fondo”

Più informazioni su

L’orizzonte è nuvoloso tendente al nero sul fronte dei democratici e progressisti che si raccolgono attorno al Pd e alla sua lista aperta a Psi, Articolo Uno e Demos. Prima la mossa del cavallo autolesionista del M5S che ha portato alle elezioni anticipate. Poi la manovra spericolata di Calenda che ha spiazzato tutti e costretto Letta a una specie di arrocco. Sperando che il 25 settembre non arrivi lo scacco matto della destra. Tutti i sondaggi sono spietati sul punto. Ma Alessandro Barattoni, segretario dem di Ravenna, non ci crede o fa finta di non crederci. Perché vuole chiamare “all’impegno e alla lotta” il popolo progressista, oggi piuttosto demoralizzato. Dice, “ce la possiamo giocare fino in fondo”. E sui collegi ravennati alla Camera e al Senato, non ha dubbi: la destra dovrà sudare sette camicie per conquistarli, e non basterà. Una destra che è dannosa per l’Italia e non è credibile sull’Europa, su questo Barattoni non ha dubbi.

L’INTERVISTA

Alessandro Barattoni, partiamo dal clamoroso strappo di Carlo Calenda: come l’ha vista lei questa faccenda e come la giudica?

“È una di quelle cose che non dovrebbe succedere in una campagna elettorale così importante per il paese. Ma ora la cosa è fatta e credo che rinfacciarsi o attaccarsi l’un l’altro su questa vicenda sia inutile oramai. La decisione è stata presa, punto. Ora il Pd e tutte le forze del centrosinistra devono fare una campagna elettorale con le loro proposte, consapevoli che gli avversari sono dall’altra parte del campo e non fra quanti per un motivo o un altro non hanno stretto accordi con noi. Quindi non ho nessuna intenzione di fare polemiche. Credo che le parole di commento di Emma Bonino sul caso siano state già sufficientemente chiare. Aggiungo solo che è un peccato sia successo questo. Credo si potesse fare meglio. Ma è andata così.”

Si era capito che l’accordo con Sinistra Italiana ed Europa Verde era un accordo tecnico-politico, diciamo una specie di desistenza per non disperdere voti a sinistra. Mentre l’accordo politico-programmatico impegnativo per il governo era quello fra Letta, Calenda e +Europa. Perché Calenda non l’ha intesa così?

“C’era un accordo politico programmatico con +Europa e Calenda e c’era un accordo di valore quasi di difesa costituzionale con Sinistra italiana ed Europa Verde. La cosa era chiara da subito. Nel senso che anche quando ho incontrato i rappresentanti locali di Azione e +Europa – dopo l’accordo annunciato davanti alle telecamere e prima del ripensamento di Calenda – sapevamo benissimo che ci sarebbe stata un’alleanza con forme e formule diverse, più larga di quella che era stata sottoscritta fra Letta, Calenda e Della Vedova. Per quello dico che lo strappo di Calenda è una di quelle cose che non dovrebbe succedere in campagna elettorale.”

Un’ultima domanda sulle alleanze. Fino a un paio di mesi fa si parlava di orizzonte roseo per il famoso campo largo di Letta, che includeva anche il M5S, campo largo che veniva anche da risultati interessanti e positivi in molte realtà territoriali. In due mesi il campo largo si è dissolto. Cosa non ha funzionato o dove avete sbagliato?

“I Cinque Stelle, con i quali negli ultimi due anni anche a livello locale avevamo provato a mettere insieme relazioni, programmi, lavoro comune – penso a Faenza che è stato il primo comune in Italia nel quale abbiamo sperimentato questa alleanza e penso anche a Ravenna – hanno molto sottovalutato tutto quello che poteva nascere dalla loro iniziativa verso e contro Draghi. Purtroppo dopo la rottura non si è più riusciti a tornare indietro. Loro non hanno capito neanche la sera del voto, quando si trattava di votare la fiducia a Draghi e c’era ancora la possibilità non tanto di conservare il governo, ma almeno di ridefinire un campo di azione comune per il dopo. Cioè dopo che Salvini e Berlusconi hanno approfittato del loro assist per fare fuori Draghi. Purtroppo anche i Cinque Stelle hanno anteposto la tattica elettorale agli interessi del paese, pensando che fino alle elezioni dell’anno prossimo avrebbero potuto fare un po’ il movimento di lotta e un po’ il movimento di governo, ma la cosa è sfuggita loro di mano.”

Perché si è andati al voto anticipato.

“Sì. E io credo che in questo momento, con l’autunno complicato che è alle porte e con tutte le difficoltà che ci aspettano, la loro scelta sia stata molto grave. Si è interrotto un percorso di evoluzione del M5S che era partito con il loro voto in Europa a favore di Ursula von der Leyen: quello è stato il momento di svolta, nel quale loro hanno iniziato un processo di istituzionalizzazione. Poi c’è stato il governo Conte 2 che ha gestito uno dei momenti più drammatici della storia recente del nostro paese. Poi tutto si è interrotto, come se tutto questo processo e quello che si era costruito non fosse mai esistito: è una responsabilità che pesa tutta sui Cinque Stelle.”

Sul Manifesto è stato lanciato una sorta di appello perché a sinistra il Partito Democratico e le altre forze democratiche e progressiste riaprano ai Cinque Stelle, per costruire un’alleanza più solida in grado di contrastare la destra. Lei cosa ne pensa? Non le sembra un’iniziativa fuori tempo massimo?

“Credo che oggi non sarebbe un’alleanza credibile per i motivi di cui ho parlato finora. E di certo non mi si può accusare di essere uno ostile ai Cinque Stelle. Questa cosa non porterebbe nulla a livello elettorale. Ognuno adesso deve lavorare per fare la sua corsa e portare a casa il miglior risultato possibile. Noi lavoriamo per la lista aperta Pd Democratici e Progressisti e con i nostri alleati.”

Il Partito Repubblicano dice che Letta si è spostato troppo a sinistra e mette in contrapposizione in qualche modo la politica e le alleanze di Letta con quelle di Bonaccini. È una furbata del segretario Fusignani perché si è alleato con Renzi, o c’è qualcosa di vero?

“Io credo che se Calenda avesse mantenuto la parola data oggi noi potremmo definire la coalizione nazionale del tutto simile a quella che governa l’Emilia-Romagna. Letta fin da subito ha provato a ricalcare quel modello. Credo si possano esprimere tanti giudizi su come il nostro segretario nazionale si è mosso, tranne che di volere fare una coalizione troppo spostata a sinistra che non tenesse insieme tutto il centrosinistra. Non si può confondere chi ha dato la sua parola e poi non l’ha mantenuta con chi ci ha provato fino all’ultimo.”

barattoni

La vittoria della destra sembra inarrestabile dai sondaggi e dalle simulazioni sulla distribuzione dei seggi dei vari istituti di ricerca. Che farete dopo che le vostre alleanze si sono ristrette? Avete un piano B?

“Vedo che si perde molto tempo a commentare dei sondaggi o delle cartine dell’Italia degli eletti che sono frutto delle elezioni del 2018, 2019 o del 2020. Credo che la partita sia tutta da giocare. Per i commenti c’è spazio il giorno dopo. Ogni volta che si vota gran parte degli elettori decidono nell’ultimo mese e scelgono in base alla credibilità delle persone. Io credo che noi avremo proposte e persone molto più credibili dei nostri avversari. Se c’è qualcuno che pensa che la partita sia già persa può restare al mare fino al 25 settembre. Noi Pd, Democratici e Progressisti non la pensiamo sicuramente così. Ce la giocheremo fino in fondo.”

Su quali contenuti punterete? Quali sono le tre cose principali del programma del Pd, Democratici e Progressisti?

“Il titolo del nostro programma secondo me sarà questo: un’Europa più forte e un’Italia più giusta e più equa. Dentro questa cornice c’è il tema del ruolo e della presenza del nostro paese nel mondo, in Europa e nelle istituzioni europee. E poi ci sono le proposte di tipo fiscale e per l’economia e il lavoro nel grande quadro della transizione ecologica che tiene insieme tutto, sia i temi sociali sia quelli economici. Questi i contenuti e i valori sui quali noi possiamo con credibilità attestarci. Sull’Europa, perché siamo gli unici a poter parlare di Unione Europea a testa alta e senza giravolte. Dall’altra parte c’è chi oggi rivendica i miliardi del PNRR, dicendo bugie. E c’è chi dice di essere filo europeo ma ha votato 5 no in Parlamento al PNRR, e soprattutto fino a ieri voleva far uscire l’Italia dall’Europa.”

Adesso sta parlando di Fratelli d’Italia?

“Nel primo caso parlavo di Berlusconi che si assegna il merito dei fondi del PNRR, quando invece sono stati ottenuti dal governo Conte 2 e soprattutto dagli uomini e dalle donne che il Pd ha eletto nel Parlamento europeo, che hanno fatto un grande lavoro, a partire da Gentiloni. Sui no al PNRR mi riferisco chiaramente a Giorgia Meloni e a Fratelli d’Italia: loro hanno votato 5 volte no. Senza dimenticare Salvini e la Lega che nel 2019 si sono presentati alle elezioni europee dicendo che volevano un’Europa più debole.”

Alberto Ferrero nell’intervista di ieri diceva che non avete argomenti, perciò demonizzate Giorgia Meloni e il suo passato. Lei mi sta dicendo che non c’è da fidarsi della Meloni.

“Ferrero può stare tranquillo. Nessuno vuole demonizzare Meloni e Fratelli d’Italia e tantomeno vuole farlo passare per vittima. Questa destra italiana è dannosa per il paese, non è pericolosa. E siccome è dannosa per le sue politiche, il paese nel suo insieme e larga parte della popolazione rischiano di ritrovarsi domani in una situazione economica, sociale e sul piano dei diritti peggiore di quella in cui ci troviamo oggi. Ferrero, come altri del suo partito, stanno provando a dire che Giorgia Meloni è vittima di una campagna di denigrazione. Non c’è nessuna campagna, la stanno creando loro stessi per cercare di passare per vittime. In politica è chiaro che si subiscano attacchi. Si risponde e si va avanti, senza fare del vittimismo. Che poi Giorgia Meloni e Matteo Salvini strizzino l’occhio alla Le Pen, a Orban e ai loro amici del gruppo di Visegrad che vuole sfasciare l’Europa, non è che lo dico io, lo dicono le cronache, i documenti, le fotografie, i comunicati. Insomma, lo dice la storia. E lo sappiamo tutti.”

Primo punto l’Europa. Su fisco e lavoro invece?

“Ci vuole una svolta nel senso dell’equità. E non intendo naturalmente la flat tax. Questo paese continua a produrre disuguaglianze che si cristallizzano: lo dicono i dati e ce lo dicono i cittadini ogni volta che li incontriamo, perché c’è un 10% del paese che stava bene già prima e sta sempre meglio e c’è un 90% che non stava bene prima e ora sta peggio. Ecco noi vogliamo fare qualcosa per quel 90% che sta peggio.”

Il centrodestra propone la flat tax. Voi cosa proponete?

“Va messa in campo una nuova politica di contrasto all’evasione. Vanno fatte pagare più tasse a quel 10% della popolazione che se lo può permettere. E vanno aumentate le esenzioni oppure diminuite le tasse all’altro 90%, cioè bisogna accorciare la forbice fra i primi e gli ultimi. Altrimenti il potere d’acquisto viene mangiato dall’inflazione a cui non eravamo più abituati e questo determinerà delle sacche di povertà come non ci ricordavamo da tempo. Perciò io inviterei anche a non fare proposte irrealizzabili perché in una situazione economica e sociale così difficile ci sarà bisogno di una grande serietà e responsabilità da parte di tutti, anche per chiedere alcuni sacrifici ai cittadini che se lo possono permettere. Le proposte di oggi della destra portano a un debito pubblico esponenziale o sono irrealizzabili. Se fai la flat tax poi come garantisci i servizi pubblici e i servizi sociali? Si rischia di dover rimettere i supertickets o altre forme di tassazione che finiscono automaticamente per rendere i poveri più poveri, perché non possono più permettersi alcune visite mediche, certi servizi pubblici locali e cose di questo genere.”

Sul lavoro?

“Bisogna diminuire il numero dei contratti, rinnovare quelli in scadenza e puntare sul salario minimo che oggi è un miraggio per tanti lavoratori.”

Veniamo alle cose più locali: l’Istituto Cattaneo dice che i collegi uninominali sono contendibili anche Ravenna. Riuscirete a reggere l’assalto della destra nei collegi di Ravenna?

“Tutte le partite sono da giocare, sia che si parli del collegio uninominale della Camera che di quello del Senato. Credo che possiamo fare un ottimo lavoro noi del Pd insieme ad Articolo Uno e Psi nella lista aperta Democratici e Progressisti e poi con i nostri alleati. Da qui al 25 settembre c’è un grande lavoro da fare per smascherare le promesse poco credibili della destra e mettere in campo le nostre proposte e tutta la nostra credibilità.”

Bonaccini insiste sul fatto che non vuole candidati paracadutati in Emilia-Romagna.

“Questa regione ha sempre avuto candidati anche provenienti da altre zone d’Italia, credo ci voglia equilibrio come in tutte le cose. A un certo punto dovremo tenere insieme la dimensione locale dei partiti che hanno persone credibili e affidabili sul territorio con un po’ di dinamiche nazionali e con quelle della coalizione. Dire nessun candidato da fuori è sbagliato. Così come è sbagliato metterne troppi da fuori. Ripeto, serve equilibrio. Sapremo trovarlo.”

I due nomi “locali” che avete fatto sono il suo e quello di Ouidad Bakkali. È così?

“No, non abbiamo consegnato una busta chiusa con dei nomi, perché sappiamo come si compongono le liste e conosciamo tutte le dinamiche che entrano in gioco. Abbiamo dato delle indicazioni: il nostro obiettivo è quello di avere due candidature del territorio, perché pensiamo di poter dare un nostro contributo in questo modo. L’unica certezza è che qui la nostra comunità viene prima del singolo: quindi non ci saranno candidati mandati avanti cui seguirà il “fate voi”. Qui siamo abituati a stare e a fare insieme.”

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di RavennaNotizie, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da Maria

    Violare la Costituzione è dannoso? C’è chi l’ha fatto, si continuerà?

  2. Scritto da batti

    BARATTONI so benissimo chi è la destra, gentaglia dai devastatori della cgil a truffatori evasori e anche di più.

    ADESSO DIMMI CHI è IL PD, PARLAMI DI VOI

  3. Scritto da Viola

    Se pensate che questa coalizione spostata così fortemente a sinistra possa portarvi voti…penso abbiate compreso se, non NIENTE, sicuramente MOLTO POCO della gente comune e non mi stupisce, perché come dice Bonaccini ,avete perso la capacità di prestare l’ orecchio ai cittadini, di qualsiasi ” colore” elettorale essi siano. Perché Segretario,NON è guardando solo il vostro ombelico, il vostro cortile, che si prendono voti, dovreste avere la capacità di conquistarli ovunque! Ma a quanto pare la cosa non vi aggrada,pur di non andare con una coalizione + naturale al PD,e ai suoi militanti e simpatizzanti,avete preferito spostarvi a sx, addirittura c’ è qualcuno nella compagine big del partito vostro,che rimpiange i 5* e la vostra coalizione ne auspica il rientro!! Da noi, in Romagna si dice: ” Siete fuori come i coppi”! Che dire…AUGURI!!!

  4. Scritto da Luca

    Mi scappa da ridere…la sinistra è decenni che propina diritti, parità di genere, rispetto per tutti , e poi probabilmente alle prossime elezioni la nuova presidentessa del consiglio italiano sarà una donna, ma dell’altro schieramento…

  5. Scritto da Riccardo

    Sempre colpa degli altri, M5S, lega, Berlusconi e infine Meloni. “C’è un 90% di persone che stava male e adesso sta peggio” ah, e chi c’era al Governo per farli stare peggio?

  6. Scritto da Aldo

    Letta non può vedere chi ha fatto cadere Draghi e fino a li ci sta, poi si allea con i comunisti che hanno sempre votato contro.

  7. Scritto da nautilus

    Un suggerimento (ovviamente non richiesto) a Barattoni e al PD tutto per cercare di perdere prossime elezioni con dignità: liberatevi di Enrico Letta, rimandatelo a Parigi o in qualsiasi altro posto dove non possa far danni.

  8. Scritto da Giovanni lo scettico

    Noto che non si parla dell’immigrazione.

  9. Scritto da Gennaro

    Siete credibili voi . Che coraggio !!!!

  10. Scritto da Claudio

    L’unico partito che fra errori e difficoltà varie ci mette la faccia e pensa al nostro paese e non solo al suo tornaconto elettorale.

  11. Scritto da Giancarlo

    Dico solo Letta-maio

  12. Scritto da bat

    nautilus, è vero anch’io ho sopravalutato letta e anche molto ma il PD è pieno di dirigenti che lavorano solo per andare male, per liberare un angolo in qualche posto per occuparlo.
    sostituendo solo letta non serve a nulla, questi sono in guerra per un nulla. la destra non è cosi, la loro stella polare sono i soldi del pnnr “i nuovi mondiali 90”, in pratica debiti a carico dei nostri nipoti, perchè i figli sono già pieni

  13. Scritto da Salvo

    Basta parlar male della destra senza aver fatto niente di sinistra! Governate da vent’anni e avete regalato ai 5S valori di sinistra come salario minimo, reddito di cittadinanza, Decreto Dignità, ecc..- Ormai siete diventati dei conservatori che difendono solo la classe dirigente, dove vi ci siete infilati tutti attraverso i ministeri e le cooperative. Non parliamo poi dell’ambiente e del clima, dove Ravenna ha il tristissimo primato di consumo del suolo.

  14. Scritto da Giànni

    …. Si sa benissimo chi è cosa è la destra. Si sa benissimo chi è che cosa è la sinistra…. Tutti invotavili….

  15. Scritto da nautilus

    Enrico Letta è già stato PdC per poco meno di un anno tra il 2013 e il 2014, sfiduciato dal suo stesso partito per far posto a Renzi (non andò meglio, ma questo è un altro discorso). Uscito dalla porta, rientra 8 anni dopo dalla finestra giusto in tempo per servire su un piatto d’argento alla Meloni il governo del Paese. Ripeto: rimandatelo a Parigi! (insieme ovviamente a gran parte del gruppo dirigente)

  16. Scritto da batti

    gia la meloni farà il pieno,quanto non so,e non sono preoccupato, il pieno lo ha fatto anche berlusconi, renzi e salvini, ne siamo sempre venuti fuori in maniera disatrosa tutte le volte, pensate che stavolta vada meglio? me lo auguro ve lo auguro ma no ci credo