Anpi Ravenna contro raduno neofascista per Ettore Muti: “il 25 agosto 1944, i suoi seguaci perpetrarono l’eccidio del ponte degli Allocchi”

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“È stato annunciato per i prossimi giorni l’ennesimo raduno per ricordare l’anniversario della morte del gerarca fascista Ettore Muti, già squadrista da giovanissimo e ai vertici del fascismo ravennate e nazionale. Come negli scorsi anni è presumibile che i nostalgici, organizzatori della cerimonia, cerchino di farne in realtà un episodio di apologia del fascismo. – così la segreteria provinciale dell’Anpi di Ravenna in una nota – Occorre ricordare che Muti fu uno dei responsabili della scia di episodi criminosi di cui si macchiò lo squadrismo a Ravenna e in Romagna nei primi anni venti e fu poi un gerarca di prima grandezza, tanto che, dopo la sua morte, gli venne intitolata una delle formazioni repubblichine che si distinsero in ferocia verso i partigiani, gli antifascisti, le popolazioni civili.”

L’ANPI di Ravenna rammenta “a chi non lo ricordasse”, che appena “un anno dopo la morte di Muti, il 25 agosto 1944, i suoi seguaci perpetrarono l’eccidio del ponte degli Allocchi (nella foto, ndr), nel quale dodici fra partigiani e patrioti vennero barbaramente assassinati. Riteniamo che nella Repubblica italiana tali manifestazioni debbano essere vietate e severamente perseguite, ai sensi delle norme della Costituzione e delle leggi specificamente varate contro l’apologia di fascismo. Non è lecito appellarsi alla libertà di manifestazione per fare propaganda ad un regime che le negò e le represse per oltre un ventennio. Nessuna tolleranza è consentita verso gli eredi di quello che fu il periodo più buio della storia italiana” conclude l’Anpi di Ravenna.

PRC SI ASSOCIA ALLA RICHIESTA DELL’ANPI

Rifondazione comunista federazione di Ravenna “condivide fino in fondo il comunicato dell’ANPI provinciale riguardo all’ipotesi di una adunata fascista a Ravenna in ricordo del gerarca Muti, e chiede un impegno concreto alle istituzioni locali, Sindaco e Prefetto in primis, per evitare che Ravenna, città medaglia d’oro della resistenza, venga infangata da questa presenza.”

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