Ponte di Grattacoppa. Ancisi (LpRa): dalle parole del Sindaco, “una luce in fondo al tunnel”, fine lavori forse a dicembre 2022

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“Il silenzio rimbombante della Giunta comunale sul nuovo Ponte Grattacoppa, risalente al 12 giugno scorso (con una nebulosa dichiarazione dell’assessora ai Lavori pubblici), è stato rotto dal sindaco infilando nelle dichiarazioni urbi et orbi di Ferragosto, passato forse inosservato, uno “stiamo facendo di tutto per concluderlo entro fine anno”. Per la prima volta dal 12 febbraio 2020, quando la ricostruzione del ponte sul Lamone fu affidata alla RCB di Bologna perché lo finisse entro il 21 marzo 2021, mi sento di affermare, pur non scommettendoci, che questa previsione può avere un fondo di attendibilità. La telenovela è infatti arrivata allo snodo cruciale dell’“o la va o la spacca””. Così in una nota Alvaro Ancisi di Lista per Ravenna.

Secondo l’esponente di Lista per Ravenna “non è vero che questo è “il cantiere che più ha vissuto problematiche legate alla crisi”, come si è giustificato il sindaco. Tutti i ritardi nella consegna del ponte successivi al 26 febbraio 2022 sono infatti da attribuire, per la massima parte, ad un’aspra contesa sulle loro cause, di cui il Comune ed RCB si rimpallano gli errori e le responsabilità, forse tuttavia da suddividere. La prima sospensione del cantiere, che il Comune dispose dal 5 marzo 2020 fino al 1° marzo 2021 a scopo di riposizionamento delle condotte in carico ad Hera, passò liscia. La seconda, tra il 2 maggio e il 27 maggio 2022 (terza data “finale” dei lavori), portò in luce l’esistenza di un contenzioso, sollevato dalla ditta fin dal 10 settembre 2021, circa l’urgenza di introdurre una variante al progetto per rinforzare, con le cosiddette “terre armate”, le rampe laterali del ponte, altrimenti a rischio di tenuta. Fino a tutto aprile 2022, RCB aveva già presentato sei riserve (secretate al sottoscritto pur avendone diritto come consigliere comunale), ma sul secondo ordinativo di sospensione aggiunse in calce la seguente riserva n. 7, rivelatrice: “[…] non è possibile procedere con i lavori  previsti nel cronoprogramma contrattuale causa la perizia di variante non ancora completata, concordata e sottoscritta dal Committente e dall’impresa, che interessa la quasi totalità dei lavori ancora da eseguire, e più volte sollecitata dall’impresa. L’impresa si riserva di presentare alla ripresa dei lavori i maggiori oneri che subirà nel periodo della sospensione dei lavori, per esserne ristorata, non rientrando la stessa nei casi previsti dall’art. 107 del Dlgs 50/2016 smi”.

“Lo scorso 31 maggio gli uffici tecnici hanno ordinato alla ditta di procedere con le terre armate e ultimare le lavorazioni sul ponte […]”, è stato detto dall’assessora, ma il cantiere non è ancora stato riaperto – riferisce Ancisi – mentre il 17 giugno la fine dei lavori, in precedenza rinviata al 25 dello stesso mese (la quarta), è stata ulteriormente dilatata alla data del 30 settembre (la quinta), ovviamente illusoria. Il 17 giugno è però anche la data in cui la Giunta comunale ha finalmente approvato la sospirata variante, certo con grave ritardo. Con ciò è venuta meno la “giustificazione” grazie a cui RCB non ha ripreso i lavori, essendo suo obbligo portarli a termine a prescindere da ogni contenzioso in corso, da trattare poi a parte. È dunque verosimile che, cessate le ferie agostane, la ditta presenti al Comune il nuovo cronoprogramma dei lavori con la data della loro fine, riaprendo di conseguenza il cantiere dopo la sola presa d’atto dell’Amministrazione. Essendo conveniente per entrambe le parti che così avvenga, ci si può sperare. I lavori non dovrebbero impegnare, allo stato attuale, più di 3/5 mesi, nel frattempo predisponendo quanto necessario perché il successivo doveroso collaudo statico avvenga rapidamente. Ecco perché, essendo ottimisti, si potrebbe tornare a circolare sul ponte entro dicembre.”

Ma se la ditta non presenterà un nuovo cronoprogramma, dice Ancisi in conclusione “il Comune non potrebbe ulteriormente rinviare l’atto estremo: risoluzione in danno dell’appalto e suo affidamento a nuova ditta. Dopodiché, passando ogni seguito per le aule giudiziarie, il Ponte Grattacoppa potrebbe subire lo stesso pellegrinaggio infelice del nuovo Polo degli uffici comunali in viale Berlinguer. Onestamente non lo credo. In ogni caso, resteranno aperte le responsabilità dei ritardi, dovendosi accertare a latere chi deve pagarli. Nostro compito di opposizione è che tutto non finisca a tarallucci e vino, tanto paga sempre Pantalone.”

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Commenti

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  1. Scritto da Giovanni lo scettico

    Una maccheronata del genere sotto elezioni è disastrosa!

  2. Scritto da Alvaro Ancisi

    Dovrebbe essere chiaro che ho raccontato (per chi legge interamente gli articoli e magari con un po’ di attenzione) solo la verità sull’andamento e sullo stato delle cose, che nessuno aveva finora raccontato. Se il cantiere riapre nella prima parte di settembre i lavori che restano non impegnano più di 3/5 mesi. Anche questa è verità. Non ho detto di essere ottimista io (anzi ho scritto che non ci scommetterei), ma potenzialmente ci si può arrivare entro i primi mesi del 2023. Scherzando, avevo anche scritto che “l’evento potrebbe essere celebrato il 12 febbraio 2023, festa del terzo compleanno dall’inizio dell’opera”: tre anni che non perdono a nessuno, perché chi ha sbagliato deve pagare. In ogni caso, sono estraneo alle prossime elezioni, fatto salvo che andrò a votare.

  3. Scritto da Ba

    Il caro Ancisi qui ci sguazza, mi domando come sia potuto succedere una cosa del genere?Chi ha progettato, chi ha seguito i lavori come ha fatto a non rendersi conto di tanti sbagli?Qui si è venuto a meno dei concetti che stanno alla base del buon senso.

  4. Scritto da Viola

    @BA Non si è venuti a meno della capacità del buon senso, ma della capacità di competenza! Io non so chi ha sbagliato, prima o poi, forse, lo apprenderemo, ma SO che se c’è una ditta che lavora, ci deve essere un capocantiere, ci deve essere un direttore di cantiere ci DEVE essere una direzione lavori! Evidentemente qualcuno NON ha fatto il proprio dovere, qualcuno NON ha vigilato,qualcuno, non ha controllato ciò che gli competeva fare…punto!

  5. Scritto da batti

    leggo dei commenti di persone sconvolte sembrano pure indignate
    questa è l italianita la normalità, se finisce in 3 anni, che culo