25/9 ITALIA AL VOTO / – 4 / Rontini (Pd) sul rigassificatore: “necessario per non avere case fredde e aziende chiuse”. Terzo polo: l’energia del futuro sarà rinnovabile e nucleare

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RONTINI (PD): “IL RIGASSIFICATORE È UN PASSAGGIO OBBLIGATO SE NON VOGLIAMO CASE AL FREDDO E FABBRICHE CHIUSE”

“Quali alternative ci sono al rigassificatore di Ravenna?” a rivolgere idealmente la domanda a Vincenzo Balzani, professore emerito di Unibo che ha puntato il dito contro il progetto nazionale sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna, dai sindaci del Ravennate, da tutti i sindacati e dalle forze economiche, sono le consigliere regionali e candidate al Senato e alla Camera Manuela Rontini e Marcella Zappaterra.

“Balzani vuole puntare alla transizione ecologica. Ed è in quella direzione che sia la Regione che il Pd vogliono andare. Ma non possiamo fingere che basti ‘qualche sacrificio’ come afferma il professore, per arrivarci senza il rigassificatore. Il gas oggi ci serve per raggiungere l’autosufficienza energetica, non possiamo farne a meno mentre percorriamo la strada verso le rinnovabili. Non possiamo farne a meno perché l’alternativa reale è lasciare la gente al freddo e le fabbriche chiuse. Un Paese alla fame, in sostanza”. Così Rontini e Zappaterra.

Manuela Rontini

“In Emilia-Romagna, la Giunta Bonaccini e il Pd che rappresenta la maggioranza in Consiglio sono tra i più grandi fautori delle fonti rinnovabili. E lo abbiamo dimostrato a fatti. Approvando la legge regionale sulle Comunità energetiche rinnovabili, per sostenere imprese, condomìni e associazioni che vogliano mettersi insieme e produrre in proprio energia pulita, risparmiando sui costi e favorendo l’ambiente. D’accordo con sindacati e categorie economiche, la Regione promuoverà inoltre tre bandi destinati a piccole e medie imprese, enti pubblici e Comunità energetiche per realizzare interventi di riqualificazione energetica e investimenti nelle rinnovabili. Ci saranno 45 milioni di euro, in totale, per installare nuovi impianti. Ma si tratta solo dei primi stanziamenti per questi obiettivi, altri ne seguiranno: solo il Programma regionale FESR ne prevede per oltre 190 milioni di euro. Ancora: entro ottobre sarà completato l’iter di approvazione del nuovo Piano energetico regionale, che prevede ulteriori, forti investimenti sulle energie pulite e l’energia di prossimità. E siamo pronti a realizzare al largo di Ravenna il parco su eolico e solare che diventerà una fra le più grandi piattaforme di rinnovabili in Europa” aggiungono Rontini e Zappaterra.

“Non si può dire, in sostanza, che il Presidente Bonaccini e la sua maggioranza non siano tra i più accaniti sostenitori della transizione. Ma, lo ribadiamo, dobbiamo anche prenderci cura di famiglie e aziende che non possono aspettare a lungo, in uno scenario mondiale così controverso, una risposta al caro energia e agli approvvigionamenti. Il rigassificatore di Ravenna si farà e sarà una struttura sicura e sostenibile, capace di rispettare la tutela dell’ambiente, del paesaggio e del patrimonio biologico dell’area. Ci siamo presi una responsabilità nel realizzarlo in tempi stretti e dare risposte a tutto il Paese. Lo abbiamo fatto condividendo questa scelta con tutti gli attori locali e nazionali coinvolti. Noi non possiamo permetterci di gettare fumo negli occhi degli emiliano-romagnoli e degli italiani” concludono Rontini e Zappaterra.

BAKKALI (PD): “LA SANITÀ PUBBLICA E UNIVERSALE TORNI AD ESSERE CAPOSALDO DELLA SOCIETÀ” – Durante il recente tour elettorale, Ouidad Bakkali, candidata del centrosinistra alla Camera dei Deputati per la provincia di Ravenna, ha avuto occasione di incontrare una delegazione dell’OPI, Ordine Professioni Infermieristiche della provincia di Ravenna. In quell’occasione ha raccolto le loro storie, le istanze e le urgenze di un comparto, quello sanitario, a cui “dobbiamo tantissimo – ha dichiarato Bakkali – soprattutto se si considera il loro sforzo e anche il loro sacrificio nel traghettarci al di fuori della fase più buia della pandemia. Come Partito Democratico vogliamo investire nella sanità pubblica e universale, perché a nessuno siano negati diritti essenziali. Mai come ora, abbiamo compreso che la salute rappresenta un bene pubblico fondamentale per la qualità delle nostre vite e per le politiche pubbliche di coesione.”

Il Partito Democratico continuerà a promuovere “il diritto alla salute di tutte e di tutti, rafforzando il Servizio Sanitario Nazionale e potenziando la medicina del territorio e, a chi opera in ambito sanitario, va aumentata la retribuzione e vanno date maggiori opportunità di carriera e mansioni. Nel vivo della pandemia sono state fatte scelte in chiara discontinuità con le politiche degli ultimi quindici anni. Anzitutto, aumentando il Fondo Sanitario Nazionale di 10 miliardi di euro in soli tre anni, cui si sono aggiunti 20 miliardi del PNRR. Negli ultimi 2 anni, con 30.800 nuove borse studio, è stato finalmente superato lo storico problema della scarsità dei nuovi medici dovuta al numero chiuso all’università. In Italia per la Salute si spende troppo poco e, se vinceremo le elezioni, mi impegnerò per portare il finanziamento della sanità pubblica sopra il 7% del pil. Personalmente non voterò mai un taglio alla sanità pubblica, non credo proprio che i candidati del centrodestra possano affermare lo stesso” conclude Bakkali.

IL MAREA PARTY DI CHIUSURA DI BAKKALI SI FA IL 23 SETTEMBRE – Sarà recuperato venerdì 23 settembre alle 18.30 (la festa era inizialmente prevista lo scorso sabato ma rimandata a causa del nubifragio) al Darsena Popup di Ravenna la festa di chiusura della campagna elettorale organizzata dal comitato sostenitore di Ouidad Bakkali, candidata del centrosinistra alla Camera dei Deputati per la provincia di Ravenna alle elezioni del prossimo 25 settembre.

FAGNANI E GOVONI (TERZO POLO): “PER L’ENERGIA SERVE UNA STRATEGIA NAZIONALE E SERVONO PROVVEDIMENTI URGENTI”

I Segretari Provinciali ravennati di Azione e Italia Viva, Filippo Govoni e Roberto Fagnani, rilasciano una dichiarazione congiunta sulla strategia energetica nazionale da mettere in campo. “Il problema del caro energia, causato principalmente dalla “politica dei No” e della mancanza di una strategia energetica nazionale, ormai è sotto gli occhi di tutti. Dal dibattito tra destra e sinistra emergono contraddizioni che dovrebbero preoccupare gli elettori. Da una parte Fratelli d’Italia ha il sindaco in prima linea contro il rigassificatore di Piombino e, come partito, si è schierato insieme agli alleati della Lega per il no alle trivelle al referendum del 2016. La sinistra invece manifesta sia a Ravenna, sia a Piombino contro i rigassificatori e continua a proporre quella che noi definiamo “transizione ideologica”, illudendo che si possa vivere di sole fonti rinnovabili. Come Terzo Polo (Azione e Italia Viva) siamo stati sempre chiari e lo saremo dalla Valle D’Aosta alla Sicilia. Per il nostro Paese occorre nel medio-lungo periodo un mix energetico con prevalenza di energie rinnovabili e nucleare. È l’unica reale soluzione che consentirebbe di raggiungere gli obiettivi della Commissione Europea di zero emissioni entro il 2050.” Così Azione e Italia Viva.

Fagnani Govoni

“Determinante rimane il ruolo del gas nel breve e medio periodo, non solo per le imprese gasivore, senza il quale chiuderebbero domani mattina, ma anche come elemento di transizione per raggiungere l’obiettivo senza che a pagare siano principalmente i cittadini e il sistema produttivo. I rigassificatori invece sono determinanti, perché ci consentiranno di avere maggiore indipendenza dal gas russo nel breve termine e garantirebbero una diversificazione strategica nell’approvvigionamento. Riteniamo che inseguire consenso facile – nel caso dei populisti – e avere un approccio ideologico – nel caso di una certa sinistra – in campo energetico sia inammissibile e da irresponsabili, perché a pagare sono imprese e cittadini” concludono Fagnani e Govoni.

VERDI SINISTRA: “METTIAMO AL CENTRO UNIVERSITÀ E RICERCA, L’ITALIA TROPPO LONTANA DAL 3% DEL PIL”

Durante l’iniziativa organizzata dalla lista Alleanza Verdi Sinistra alla presenza dei candidati Giovanni Paglia responsabile economia di Sinistra Italiana, Valentina Marassi ricercatrice e docente universitaria e portavoce dei Verdi a Bologna e del responsabile nazionale lavoro di Sinistra italiana il docente giuslavorista Federico Martelloni si è trattato il tema dell’Università e della Ricerca. 

“Il Trattato di Lisbona impegna i paesi europei a destinare almeno il 3% del loro PIL a Università e Ricerca. In Italia siamo ben lontani da quell’obiettivo e fin dai tempi della cosiddetta riforma Gelmini abbiamo invece intrapreso un percorso di indebolimento dell’alta formazione e della possibilità di accesso all’Università. Eppure la pandemia e il conseguente passaggio temporaneo alla didattica a distanza hanno dimostrato quanto elevata sarebbe la domanda di Università, se è vero che è stato sufficiente abbattere i costi di frequenza e dilatare la possibilità di partecipazione per vedere crescere esponenzialmente le immatricolazioni. Le stesse che oggi tornano a calare, dato che si è deciso di cancellare la didattica mista, senza nulla fare per garantire il diritto allo studio, a partire dalla possibilità di trovare alloggi a prezzi popolari. Dobbiamo ammettere che oggi più che mai la frequenza universitaria in Italia discrimina chi proviene da famiglie con minori possibilità economiche e allontana gli studenti lavoratori, anziché organizzarsi per favorirne la partecipazione. Ecco perché al centro del nostro programma c’è la gratuità dell’iscrizione per tutte e tutti, oltre a un forte rilancio delle borse di studio, che parta dal nodo dell’abitazione per rendere realmente libera la scelta del proprio percorso di studi.” Questo dichiarano gli esponenti dell’Alleanza Verdi Sinistra.

Verdi Sinistra

“Allo stesso tempo vogliamo abolire i tirocini obbligatori, che rappresentano solo un modo per fornire manodopera gratuita, con rari casi di reale formazione e sottrazione certa di tempo allo studio. Chiediamo inoltre che si affronti immediatamente il nodo dei costi aggiuntivi indotti dal caro energia, che in assenza di appositi stanziamenti rischia di produrre chiusure di spazi e aule, con conseguente indebolimento della didattica. Il ruolo della ricerca pubblica deve essere rafforzato, perché si tratta di una leva indispensabile per lo sviluppo del paese. Aver trasformato la ricerca in un percorso precario, sottopagato e senza sbocchi è uno dei peggiori lasciti della destra al Governo. L’ultima riforma del reclutamento universitario ha migliorato questa situazione, creando un’unica figura di ricercatore a tempo determinato, trasformando gli assegni di ricerca in veri contratti, prevedendo un percorso di possibile avanzamento di carriera. Lo ha tuttavia fatto in un contesto di risorse invariate, con il rischio paradossale che si determini un taglio di 6.000 ricercatori. Ecco perché è necessario aumentare sensibilmente gli stanziamenti, come prevede il nostro programma, oltreché calmierare il costo dell’energia imponendo un prezzo amministrato” conclude Verdi Sinistra.

PASI (ITALEXIT): “BASTA PRECARIATO, RIDIAMO DIGNITÀ AL LAVORO”

“L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro ed il lavoratore ha diritto ad una retribuzione sufficiente ad assicurare per sé e la sua famiglia un’esistenza libera e dignitosa. Questo è quanto recita la nostra Costituzione ma la realtà è ben diversa. Se ci allontaniamo da tale modello immediatamente vengono meno la democrazia e la libertà di un popolo. La finanza internazionale, le élite dominanti (Ocse, FMI, Banca mondiale, BCE, Unione Europea, eccetera)  sanno perfettamente tutto ciò ed è per questo che hanno puntato sulla flessibilità, consapevoli che avrebbero incatenato e dominato le masse. Come Italexit con Paragone vogliamo ridurre al minimo la flessibilità del lavoro ed eliminarla quasi totalmente, facendo distinguo però tra piccole medie imprese e multinazionali che sono quelle che dalle flessibilità traggono i maggiori benefici… Vogliamo recuperare lo statuto dei lavoratori con il reintegro e il risarcimento per licenziamenti illegittimi. Il nostro programma sul lavoro è l’eliminazione dei a tirocini e stage, riformando l’apprendistato affinché diventi uno strumento non per favorire il precariato ma per dare un orizzonte lavorativo ai giovani. Anche i contratti a somministrazione che ormai sono “la normalità” vanno aboliti immediatamente. La contrazione collettiva per eliminare i cosiddetti contratti pirata e l’abolizione della precarietà sono passi fondamentali per ridare dignità al lavoro e ai lavoratori.” Così Cinzia Pasi candidata per Italexit.

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Commenti

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  1. Scritto da Giovanna Montanari

    ANDATE IN PORTOGALLO, DOVE IN 5 -CINWUE- MESI HANNO INSTSLLATOIN MARE,PANNELLI SOLARI E BOE CHE FUNZIONANO ANCHE CON ONDE DI UN METRO! IL PORTOGALLO TRAE ENERGIA PER IL SESSANTA, 60% DA ENERGIE NON FOSSILI. VOI CI STATE ROVINANDO!!!

  2. Scritto da Rob

    Nonostante gli errori di battitura, il concetto espresso dalla sig. Montanari è ben chiaro. Sono sempre più allibito nel vedere la malafede dei politici nella loro volontà di continuare ad arricchire eni e Snam ignorando l’esperienza del Portogallo e il Progetto Agnes di Ravenna. Politici impreparati e peggio,che fanno credere alla cittadinanza che la nave rifassificatrice estrarra’ il nostro !gas, mentre verrà dagli usa. Vergogna

  3. Scritto da Elisa

    Io sono favorevole alla transizione ecologica ma deve essere un cambiamento globale. La Cina e l’India sono I maggiori produttori di inquinamento cosa stanno facendo per il cambiamento climatico???? Dal 2035 niente piu’ auto a benzina e diesel ma se al Sud non fanno nemmeno la raccolta differenziata ci sono discariche ovunque il fiume Sarno e’ tossico per non parlare del resto. Ma scusate un attimo siete seri o andate di fantasia?!? O di idelogia come al solito e poco pragmatismo.

  4. Scritto da Rob

    Ecco, oltre ai benaltristi, ci sono anche le ideologiste. Anche il Portogallo è ideologico, sig. Elisa? In 5 mesi 60% di rinnovabili. Forse l’ideologica, sempre che sappia il significato del termine, è proprio lei. Far di tutto per non cambiare mai niente.