Le giornate cervesi di Matteo Salvini fra bagni di mare, bagni di folla e un mare di polemiche

Le giornate romagnole di Matteo Salvini a Papeete Beach di Milano Marittima hanno fatto scalpore e lasciato una scia di polemiche. Dapprima la storia del figlio sulla moto d’acqua della Polizia di Stato, poi le mancate risposte e, anzi, le parole sprezzanti al limite (o forse oltre quel limite) dell’offesa da parte del vice Premier verso il cronista autore dello scoop e contro il giornale La Repubblica. Infine, la vicenda del ballo in spiaggia in costume da bagno sulle note dell’Inno di Mameli. Il mezzo il comizio e il bagno questa volta di folla alla Festa della Lega a Cervia.

Qualcuno ha paragonato le vacanze romagnole del leader del Carroccio a quelle in Costa Smeralda di Berlusconi. Papeete Beach come Villa Certosa. Bandana versus bermuda. Con tutto il corollario di ministri e cronisti, di plenipotenziari di qualcosa e portaborse di qualcuno, o semplicemente di curiosi, intenti a cercare di incontrare e di ingraziarsi il nuovo dominus della politica italiana. Non sta a noi distribuire pagelle di stile e, peraltro, sarebbe comunque arduo rivalutare la canottiera di Bossi o la bandana di Berlusconi a prescindere. Quindi niente paragoni. Questa è l’italia del 2019, che piaccia o meno. Questo è popolare – e non solo populista – e ha un crescente consenso.

Dunque c’è di che riflettere e pensare, soprattutto per tutti coloro che arricciano il naso o si scandalizzano di fronte a questa nuova epifania del potere. Fra venti giorni del resto si apre a Ravenna l’altra festa, quella nazionale del Pd. E proprio quello sarà un termometro per capire se l’altra Italia è ancora malconcia e malata e in crisi di nervi oltre che di consensi. Lo verificheremo sul campo.

Ma intanto c’è ancora qualche strascico sulle giornate cervesi di Salvini. In particolare sulla storia del giornalista di Repubblica Valerio Lo Muzio che sarebbe stato intimidito o minacciato.

«In questa vicenda c’è solo una cosa che mi interessa e che sto approfondendo: se c’è stata una limitazione al diritto di informazione e cronaca». Così il capo della Polizia, Franco Gabrielli, ha risposto ai giornalisti che gli hanno chiesto, a margine della presentazione del nuovo hub ferroviario di Rogoredo, cosa pensa della vicenda del vicepremier Matteo Salvini, che con il figlio ha fatto un giro su una moto d’acqua della Polizia a Milano Marittima. La notizia è riportata dal Corriere della Sera online.

«La vicenda dell’acqua-scooter onestamente mi sembra un po’ amplificata – ha aggiunto Gabrielli – , vi potrei portare decine di immagini di nostri mezzi che vengono utilizzati anche da ragazzini. Quindi questo mi interessa il giusto, mi preoccupa di più, e ho chiesto un approfondimento, quando c’è una limitazione al diritto di cronaca che ritengo debba essere posto al centro». Ai giornalisti che gli hanno chiesto se i poliziotti facevano parte della scorta del vicepremier, il capo della Polizia ha risposto che «lo stiamo approfondendo, sia sotto il profilo penale che disciplinare faremo tutte le valutazioni. Perché se ci sono state delle minacce e degli atteggiamenti fuori dall’azione ordinaria ci sono anche profili penali».

Commenti

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  1. Scritto da Antonella

    Ma quanto vi rode?,,Dai ditelo!!:-))