I ragazzi di UPpunto raccontano la loro esperienza di “Scuola Bottega” dove s’impara facendo foto

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Ospitiamo volentieri sul nostro quotidiano online – ogni lunedì – l’iniziativa patrocinata all’Associazione Amici di Enzo e portata avanti da un gruppo di studenti del Liceo Classico e del Liceo Scientifico di Ravenna, di Istituti Tecnici di Ravenna, di diversi ragazzi dell’Istituto Politecnico di Grumello del Monte della Fondazione IKAROS e della Scuola di Apprendistato Upprendo di Bergamo della Fondazione Et Labora.  LA REDAZIONE

Scuola Bottega

UNA FINESTRA SULLA SCUOLA BOTTEGA. PARTE 2

Prosegue il viaggio nel progetto di “Scuola Bottega” con alcune domande ai ragazzi che la frequentano, protagonisti insieme ai tutori educativi, di questo percorso.

Loro sono:

B. I. C. MANARA-VALGIMIGLI

A quale bottega hai partecipato?

“Ho partecipato, per il primo anno, alla scuola bottega di panificazione, con un gruppo di studenti della scuola media di primo grado. Devo dire che fare il fornaio mi rilassa molto, anche se sono un po’ grosso nello spostarmi in cucina”.

Come ti ha cambiato questa esperienza?

“Ad uno come me, soprattutto, ha fatto capire che le cose considerate più banali, sono quelle più divertenti che mi fanno stare meglio. Credo sia una cosa educativa, che fa riflettere, inoltre ci sono persone straordinarie. Sono cambiato molto anche sull’aspetto dell’ascolto. La scuola bottega aiuta ad entrare nel mondo del lavoro. Anno scorso, senza aver partecipato alla scuola bottega e lavorando presso dei contadini, avevo imparato il rispetto dei soldi, che non bisogna buttar via, perché ci si mette tanto per guadagnarseli”.

FRANCESCO AMORE – I.T. PERDISA

A quale bottega hai partecipato?

“Partecipo alla scuola bottega da due anni, e mi occupo, insieme agli altri, di andare a lavorare per una parte dell’anno in un vitigno e per l’altra parte dell’anno in un caseificio. Penso che l’utilità di questo progetto sia farti apprezzare e capire che da quello che studi sui libri potresti riuscire a creare qualcosa. Io personalmente, prima di fare la scuola bottega, non pensavo che si potesse aprire un’azienda, credevo che fosse solo una questione di fortuna o disponibilità economica. Invece, ora, ho capito che serve conoscenza riguardo la materia e passione per poter costruire poi qualcosa di concreto e importante.

Come ti ha aiutato l’esperienza della scuola bottega?

“Ho accettato di partecipare alla scuola bottega perché avevo visto un mio compagno di classe, il quale vi partecipava, che una volta a settimana usciva e tornava a fine mattina. Quando l’hanno proposto a me ho accettato. Man mano che la facevo però, spesso mi capitava, che quando il prof spiegava un argomento nuovo, io l’avevo già visto lavorando. E questo mi spronava a stare più attento e a dedicarmi di più allo studio.”

GIULIO SALOTTI – I.T. MORIGIA

A quale bottega hai partecipato?

“Partecipo alla bottega di grafica da tre anni. L’esperienza della bottega mi ha aiutato con il mondo della grafica e ho imparato metodi di comunicazione nuovi. Ho avuto l’opportunità di creare, per esempio, dei cortometraggi, dei giornalini e adesso sto partecipando ad un progetto di animazione. Mi è sempre piaciuta la grafica, ma così, con professionisti che mi seguono, mi è molto più facile.”

Come ti ha cambiato questa esperienza?

“Prima ero più timido e meno collaborativo. Adesso quando mi viene proposto un progetto accetto senza pensarci. Questa opportunità mi ha aperto più possibilità di viaggi, per esempio siamo andati insieme a Londra e a New York. Ho avuto modo di legare con molte persone durante questa esperienza. Sono inoltre più attento ai dettagli, perché imparo a conoscere ciò che si nasconde dietro ad ogni lavoro”.

GIULIO E FRANCESCO

Quali differenze avete notato tra l’alternanza scuola-lavoro e la Scuola Bottega?

“È molto differente. Non si è seguiti da tutor aziendali come in alternanza, ma da veri e propri tutor educativi, oltre al tutor aziendale. Quella della Scuola Bottega è un’avventura alla quale sono gli studenti a voler prendere parte, senza obblighi. Inoltre l’esperienza viene fatta in aziende o da artigiani che ti aiutano rispetto al tuo corso di studio. L’altra differenza importante è sulla durata, infatti la scuola bottega si svolge una volta a settimana e non solo per un periodo dell‘anno”.

“Prima della bottega ero più timido, introverso e spesso mi fermavo alle prime impressioni. Per quanto riguarda le differenze con l’alternanza ho notato che non svolgendosi in un determinato periodo di tempo, ma ogni settimana, ho avuto modo di fare esperienze diverse nel corso dell’anno. In questo percorso il tutor educativo diventa come un compagno e questo l’ho trovato più stimolante.”

FRANCESCO

Dopo questo percorso ti senti più preparato per il mondo del lavoro?

“Assolutamente sì, perché ho avuto modo di fare un’esperienza a 360°.”

Scuola Bottega
Uppunto

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