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Caserma dei carabinieri a Marina di Ravenna: accordo tra Comune e Ravenna holding per costruzione del nuovo edificio foto

È stato presentato questa mattina, 9 ottobre, l’Accordo tra il Comune e Ravenna Holding per la valorizzazione patrimoniale di un terreno di proprietà comunale a Marina di Ravenna, all’incrocio fra le vie Marmarica e Statale 67 via Trieste, per la costruzione della caserma dei carabinieri il cui costo stimato ammonta a 1,2 milioni di euro. Si tratta del primo passo verso la realizzazione di una nuova collocazione della caserma a Marina, auspicata dalla Prefettura e dalla stessa Arma dei carabinieri, a servizio della località di più rilevante frequentazione turistica specie da parte dei giovani durante l’estate.

“La collaborazione istituzionale avviata – afferma il sindaco Michele de Pascale – è finalizzata alla realizzazione di un obiettivo di interesse primario dell’amministrazione comunale e della comunità locale. Questa modalità di intervento valorizza al massimo la capacità finanziaria e operativa di Ravenna holding e consente di attivare con tempistiche altrimenti impossibili un intervento ritenuto prioritario”.

Durante la conferenza stampa è stato spiegato che “per la costruzione della caserma è già stato predisposto dal Comune nel novembre 2019 un progetto di fattibilità tecnico-economica su cui la stessa Arma dei carabinieri ha espresso parere favorevole. Il terreno oggetto dell’accordo si trova in posizione strategica poichè equidistante tra il porto e il centro della località; essendo inoltre a ridosso di via Trieste, strada che collega Marina a Ravenna, è facilmente accessibile e consente di raggiungere ogni zona del litorale in breve tempo. Secondo il preliminare il nuovo edificio sarà realizzato su due piani con pianta rettangolare; sul fronte stradale sarà realizzato un parcheggio ad uso pubblico; l’area esterna sarà recintata e divisa in una zona operativa a servizio della caserma e in un’area privata a servizio degli alloggi  con ingresso indipendente; la superficie coperta dall’edificio sarà di 590 metri quadrati”.

Nell’accordo Ravenna holding entra quindi a pieno titolo trattandosi di società a totale partecipazione pubblica e, come tale, strumento organizzativo degli enti soci, prevedendo, tra gli scopi statutari, la possibilità di svolgere attività di natura immobiliare, in collegamento con le finalità istituzionali degli Enti, ottimizzando e valorizzando beni immobili rientranti nel patrimonio degli stessi.

Tra i punti principali dell’accordo la concessione gratuita del bene in diritto di superficie a Ravenna holding da parte dell’Amministrazione comunale per 45 anni, affinché la stessa holding, nel pieno rispetto degli scopi statutari, provveda alla costruzione dell’edificio, con relative pertinenze ed accessori; la costituzione a favore dell’amministrazione comunale, una volta realizzato l’immobile, di un diritto di usufrutto, a fronte della previsione di un canone annuo, non soggetto ad adeguamento inflattivo e calcolato in percentuale sull’effettivo importo finale dell’investimento; la durata dell’usufrutto a favore del Comune sarà allineata alla durata del diritto di superficie a favore di Ravenna holding. Alla scadenza del periodo di costituzione del diritto di superficie, il fabbricato e le eventuali opere accessorie realizzate diverranno di proprietà dell’Amministrazione comunale, accedendo pertanto al terreno; il Comune potrà consolidare la piena proprietà dell’immobile anche prima della scadenza del diritto di usufrutto, corrispondendo solo in tal caso un indennizzo a Ravenna holding, determinato sulla base dei valori contabili residui dei beni realizzati.

Durante l’incontro è stato sottolineato che “considerata la natura pubblicistica dell’Accordo, i rapporti economico-finanziari tra le parti sono ispirati ad una logica di corretto utilizzo delle risorse e di sostanziale equilibrio economico-finanziario, tenendo conto della natura dei soggetti coinvolti. Pertanto, pur salvaguardando gli equilibri economico-finanziari della società, le modalità sono molto distanti da quelle che potrebbero caratterizzare un eventuale investitore “privato”, in particolare in termini di allocazione dei rischi, remunerazione del capitale, tempi e modi di recupero dell’investimento”.

Nuova Caserma carabinieri MArina di Ravenna  9 10 2020
Nuova Caserma carabinieri MArina di Ravenna  9 10 2020

LISTA PER RAVENNA: SULLA CASERMA CARABINIERI DI MARINA VINCE L’ OPPOSIZIONE

“Qualche volta vince l’opposizione, anche su maggioranze corazzate, purché si batta con cognizione, organizzando bene le proprie batterie. Non si può commentare diversamente l’atto di resa che la giunta de Pascale sottoporrà il 20 ottobre prossimo all’approvazione del Consiglio comunale, con cui in pratica prenderà il via la costruzione della nuova caserma dei Carabinieri a Marina di Ravenna, su un terreno di proprietà comunale posto all’incrocio tra la statale 67 di via Trieste e via Marmarica, nella periferia ovest del paese. Non era questa la soluzione programmata da de Pascale al problema cronico di dare a Marina di Ravenna una degna stazione dei Carabinieri, essendo quella di via Tito Speri, palesemente superata e inadeguata, sotto sfratto esecutivo già dal 2009.” Così in una nota di Alvaro Ancisi di Lista per Ravenna.

“Il 19 agosto 2017 de Pascale, neo sindaco da un anno, aveva infatti annunciato testualmente il “trasferimento della caserma dei carabinieri di Marina di Ravenna all’interno del Centro civico di piazza Marinai d’Italia”. Tanto vero che il progetto figurava nel piano degli investimenti del Comune per il 2018, già finanziato con 900 mila euro, dunque solo da appaltare entro il 2017 stesso. Proclamata all’origine dall’ex sindaco Matteucci, Lista per Ravenna aveva ingaggiato, a fine aprile 2016, un duro e insistito scontro solitario contro questa decisione… fu dunque necessario attivare la coalizione tra la nostra Lista, Lega Nord e Forza Italia che aveva trascinato de Pascale al ballottaggio, andando vicinissima a batterlo. Tutti i sette consiglieri comunali dei tre gruppi sottoscrissero così, su mia proposta, un esposto, trasmesso l’11 ottobre 2017, insieme ad un dossier documentale di 21 pagine, all’allora ministro dell’Interno Salvini, che chiedeva di riesaminare a fondo questo scelta. Di qui il blocco del progetto, che ha prodotto il cambio di marcia di de Pascale a favore di una delle due nostre ipotesi alternative contenute nell’esposto” conclude Lista per Ravenna.

Commenti

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  1. Scritto da Leo

    Ma non ne abbiamo una enorme a lido Adriano una pattuglia da lido a marina quanto può impiegare?

  2. Scritto da marco74

    Scusate mi sono perso un passaggio!!! Una caserma dei carabinieri costruita da un’holding comunale di società comunali con finanziamenti comunali per poi pagare un affitto da parte del comune ad una società del comune!!
    Ma gli edifici dell’arma non sono statati??
    Cosa mi sono perso!?