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Ancisi (LpR): canale per uscita derive vicino alla diga foranea vietato da norma dell’Ordinanza balneare regionale foto

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Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna, torna sulla questione “posizionamento corridoio boe davanti alla spiaggia libera, in parallelo alla diga foranea di Marina di Ravenna” sollecitata alcune settimane fa da Nicolò M., un sedicenne grande appassionato di vela, che aveva scritto alla nostra Redazione e ai gruppi politici rappresentati in consiglio comunale, tra cui Lista per Ravenna.

Il giovane velista lamentava il fatto che in tutta Marina di Ravenna non ci fosse un canale per uscire con le derive e chiedeva se fosse possibile mettere il corridoio di boe davanti alla spiaggia libera in parallelo alla diga foranea di Marina di Ravenna. “Siamo in tantissimi ragazzi e ragazze che a causa della mancanza del canale non possiamo uscire, quindi siamo costretti a rinunciare o a spostarci altrove. Non capisco perché abbiamo una darsena dalle enormi potenzialità, non sfruttate a pieno”.

“Ritenendo che questa richiesta fosse meritevole di una sollecita risposta, avevo rivolto al sindaco un’interrogazione per chiedergli se intendesse farsene carico, raccordando i propri uffici con quelli competenti nel merito” dichiara Ancisi.
Il capogruppo di Lista per Ravenna spiega che l’assessore al Turismo, Giacomo Costantini, ha chiarito le motivazioni all’origine del divieto:  “La concessione per la predisposizione di corridoi di atterraggio è rilasciata dall’Ufficio Demanio del Comune di Ravenna, previo parere dell’Autorità Marittima, ovvero della Capitaneria di Porto. Di norma, poi, tali concessioni sono collegate ad una concessione demaniale ad uso circolo nautico o noleggio/rimessaggio natanti. Al riguardo, trattandosi della spiaggia libera antistante all’A.N.M.I. (Associazione Nazionale Marinai d’Italia) e attigua alla diga foranea sud, è stato chiesto un parere per le vie brevi alla Capitaneria di Porto e ne è emerso che negli anni passati l’ANMI aveva già chiesto corridoi davanti alla sua concessione, permessi che non gli sono mai stati concessi in virtù della norma (ordinanza balneare regionale), che nei 150 mt dall’imboccatura dei porti vieta la balneazione, ma anche la navigazione (trattandosi di derive ovvero piccole imbarcazioni sprovviste di motore e quindi più facilmente in balia delle correnti)”.

 

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Commenti

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  1. Scritto da lorenzo

    Questo è il tipico esempio del perchè questo paese non ce la farà mai. Per anni siamo entrati ed usciti dal canale con le derive facendo (ovvia ) attenzione a non oltrepassare la zona riservata all’ingresso ed uscita delle navi, ben delimitata da apposite boe. Poi un giorno, improvvisamente, qualcuno ha deciso che non si poteva più fare, e nemmeno concede autorizzazioni per il canale di atterraggio, come se fosse la cosa più pericolosa al mondo. Vietare tutto è ormai diventato l’unico sistema in questo paese per evitare grane con le procure. Il problema è sempre quello.
    Ma il giovane si consoli, appena ne avrà la possibilità, vada a prendere vento all’estero.