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Stretta anti-covid. Giacomini (Polizia Locale Ravenna): informiamo e controlliamo, e chi vuol fare il furbo non la farà franca

Nel complesso è positivo il giudizio del comandante della polizia locale di Ravenna, Andrea Giacomini, in merito all’esito dei controlli effettuati sul territorio del comune di Ravenna, durante la prima domenica in “zona arancione”. Da ieri, domenica 15 novembre, sono due i provvedimenti adottati, quello del Governo che colloca la Regione Emilia Romagna in zona arancione, e poi c’è l’Ordinanza anti-assembramenti del 12 novembre, firmata del presidente Bonaccini.

“Il primo riguarda soprattutto il divieto di spostamento al di fuori del territorio comunale, se non per comprovate necessità, mentre l’ordinanza incide su attività economiche e su alcuni comportamenti anti-assembramento” spiega Giacomini. “Su alcune misure sappiamo che, ancora per un po’, sarà necessario fare opera di sensibilizzazione verso i cittadini – commenta il comandante della Polizia Locale, prendendo ad esempio il caso del caffè d’asporto -. “La combinazione della disposizione nazionale, che prevede solo asporto e consegna a domicilio, e il divieto regionale di consumare in area pubblica, non consentono di bere il caffè mentre si cammina per strada. Quindi se vediamo qualcuno che beve o mangia passeggiando, è nostro compito far notare che non è consentito”.

Messaggio recepito, invece per quanto riguarda le disposizioni che prevedono il divieto di uscire dal proprio territorio comunale, o le chiusure di grandi e medie strutture di vendita e complessi commerciali. “Le misure si sono rivelate efficaci, anche nelle località di mare dove abbiamo rilevato solo poche eccezioni – commenta -. ma nel complesso c’è margine di miglioramento: sono state controllate persone che si trovavano al di fuori del proprio comune senza valide motivazioni e in tre casi sono scattate le sanzioni. Emblematico è il caso del camperista fermato a Savio. L’uomo, originario di Manfredonia e residente in Lombardia, ha dichiarato di essere in vacanza in Romagna con base in un campeggio del ferrarese, ma domenica mattina ha deciso di fare una gita prima a Cervia e poi a Ravenna. Una somma di condotte irregolari, chiaramente incompatibili con le disposizioni anti-covid”.

Altre sanzioni scattate nel fine settimana hanno interessato il bar Centrale di Porto Fuori, che ha continuato a somministrare bevande oltre l’orario consentito, e alcuni circoli privati che hanno aperto, pur non potendo fare ristorazione a domicilio o da asporto, non rientrando nella categoria ristoranti. La trasgressione più “famosa” quella della grigliata, sempre a Porto Fuori, di cui abbiamo già parlato.

Il monitoraggio continuerà anche nei prossimi giorni. Il nostro compito è far passare il messaggio che chi non rispetta le regole, ritenendosi “più furbo” , non la farà franca e sarà sanzionato e che non è accettabile la giustificazione “non lo sapevo”  – dichiara il comandante della Polizia Locale – . Nel complesso le misure hanno conseguito l’obbiettivo di ridurre assembramenti e spostamenti. Se sabato, vigilia di zona arancione, è stato riscontrato qualche eccesso, imputabile agli acquisti “pre-chiusura”, domenica si è conseguita maggior tranquillità” conclude.

Commenti

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  1. Scritto da Andrea

    Immagino che vietare di bere un caffè o mangiare un gelato mentre si passeggia per strada,sia dovuto al fatto che si deve togliere la mascherina per tali azioni,non per creare assembramenti. Quindi deduco (anche se non l’ho visto scritto) che sia anche vietato fumare mentre si passeggia, giusto?

  2. Scritto da Armando

    Scusi, Comandante…Lei scrive…SE VEDIAMO QUALCUNO CHE CAMMINA MANGIANDO O PRENDE IL CAFFE’…glielo fate notare ??? ma è VIETATO !!! Bisogna multare , altrimenti domani sono ancora li !!!! MULTE MULTE MULTE ai troppi furbi:::

  3. Scritto da Mirko

    Sono assolutamente d accordo con il divieto di assembramenti e con il fatto di dover portare la mascherina in luoghi chiusi o se non si riesce a garantire un minimo di distanza, ma siamo seri per favore, il dover portare la mascherina all’ aperto anche quando si è soli e quindi di non poter ne mangiare ne bere, ripeto da soli, mi sembra una minchiata stratosferica…se ci si ammala perché uno passa in un punto dove può essere caduta la saliva di un altro che sorseggiava un caffè allora siamo spacciati. La situazione desta veramente tanti dubbi

  4. Scritto da Direttore

    Lei può considerare una norma una minchiata. Ma se la norma esiste la deve rispettare. Tanto più in una situazione difficilissima per tutti come quella attuale. Siamo seri. Se no ognuno si fa la sua norma e l’anarchia regnerà più confusionaria e insensata che mai, con un bel tutti contro tutti. LA REDAZIONE

  5. Scritto da Mirko

    Certo che per evitare l anarchia come dice lei, le norme vanno rispettate, ma credo che criticarle anche duramente possa spingere chi le fa a ragionare per migliorarle, siamo tutti provati duramente dalla situazione e non solo per la questione sanitaria,a mio avviso sono tanti i fattori in ballo. Ricordiamoci che nessuno ha colpa per la pandemia, ma qualcuno ce l’ ha per la situazione della sanità del paese!

  6. Scritto da Asturzio

    “Lei può considerare una norma una minchiata. Ma se la norma esiste la deve rispettare.”
    Quindi lei avrebbe rispettato le leggi razziali.

  7. Scritto da alex

    Signor Mirko sono d’accordo ,ma la norma viene fatta proprio perché noi siamo un popolo privo di buon senso e pronto ad attaccarci ad ogni cavillo possibile immaginabile pur di farla franca e sono sicuro che se avessero lasciato questo tipo di concessione, qualcuno una volta fermato perché privo di mascherina anche se in presenza di altre persone, sarebbe pronto a dire “no ma pensavo di essere solo , fino a due minuti fa non c’era nessuno, stavo fumando proprio fuori casa mia e ops è apparsa improvvisamente questa gente”

  8. Scritto da Roberto

    Gentile Sig. Andrea, vorrei ricordarle che il tabacco nuoce alla salute, ma non allo Stato, infatti nel solo bimestre gennaio-febbraio il gettito dell’imposta sul consumo dei tabacchi è stato di 1,7 miliardi di euro.

  9. Scritto da Direttore

    Eticamente, certamente no. Ma forse all’epoca mi sarebbe stato imposto ‘materialmente’ di rispettarle. Per fortuna ora non c’è la dittatura e se non rispetta una norma come quella di cui si parla al massimo le fanno una multa. Le abbiamo risposto ugualmente anche se il paragone è piuttosto capzioso e non c’azzecca per nulla, come direbbe qualcuno. L’impressione è che qualcuno non abbia ancora capito che il Covid è una cosa seria e che possiamo/dobbiamo uscire solo tutti insieme da questa crisi assumendo i comportamenti più appropriati. LA REDAZIONE

  10. Scritto da Io

    …..quindi i ristoranti sono chiusi, salvo per l’asporto, del cibo, che comunque non si può mangiare in strada : dove si deve mangiare? Solo in macchina ?

  11. Scritto da Asturzio

    “Per fortuna ora non c’è la dittatura e se non rispetta una norma come quella di cui si parla al massimo le fanno una multa”
    Gentile redazione,

    Non ci sarà la dittatura ma provi a uscire dopo le 22,c’è il coprifuoco come nelle peggiori dittature.
    Sono misure sproporzionate che non hanno alcun senso,la gente le rispetta solo per paura di prendere le multe.
    Il covid è una cosa seria ma anche l’economia.
    Stiamo ditruggendo un paese invece di tutelare le categorie più a rischio.

  12. Scritto da Direttore

    Signor Asturzio, il coprifuoco lo si mette quando si è in guerra o in grave pericolo generalmente e non c’entrano le dittature. Ora c’è un grave pericolo per la salute pubblica e per la tenuta del sistema sanitario. Misure di contenimento sono state prese ovunque nel mondo occidentale e in Europa: in Francia, Germania, Spagna, Inghilterra, Belgio, Olanda, Grecia… non ci risulta siano regimi dittatoriali. Come non lo è l’Italia. Nessuno gode a vedere chiuse le attività economiche e a ridurre la vita sociale, ma non sembrano esserci strade alternative a forme più o meno rigide di confinamento o lockdown. Nel mondo esistono solo pochissimi casi in cui le cose sono andate diversamente, tutti in estremo oriente – Cina, Giappone, Corea, Taiwan, Australia -; si tratta di società molto diverse dalle nostre per ragioni geografiche (Australia), politiche (Cina), culturali (Cina, Giappone, Corea, Taiwan) o di diffusione della tecnologia (Corea, Giappone, Taiwan). LA REDAZIONE