ALICE IN WONDERLAND / Accordi e disaccordi con Fagnani mentre Ancarani vede rosso nel nero e Mara lascia i vecchi compagni

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Ben ritrovati amici e amiche, dopo la lunga pausa natalizia riprende oggi la rubrica sul web delle meraviglie. L’inizio del 2021 non è stato parco di colpi di scena. In America abbiamo avuto l’invasione di Capitol Hill da parte di insurrezionalisti trumpiani  e la rimozione dell’account twitter di Trump, che ha portato qualcuno a parlare di atto di censura (qualcuno che evidentemente guarda il dito e non la luna), poi l’insediamento di Joe Biden e Kamala Harris alla Casa Bianca accompagnato dall’inno nazionale maestosamente eseguito da Lady Gaga con una gigantesca colomba d’oro sul petto. In Italia siamo arrivati alla crisi di governo avviata dal leader di Italia Viva Renzi sancita dalle dimissioni delle ministre Bellanova e Bonetti, che ha fatto per alcuni giorni temere il peggio, cioè le elezioni nel momento peggiore per votare. Pericolo fugato dalla fiducia che Conte ha ottenuto prima alla Camera e poi al Senato. In Senato la maggioranza è risicata ma sufficiente per scongiurare (per ora) lo scioglimento delle Camere da parte del Presidente della Repubblica. Ma la stabilità è lontana.

Facciamo però un passo indietro per non dimenticare il meglio del peggio del 2020. Ecco un compendio delle gaffes, degli strafalcioni politici e non, che sono diventati dei veri e propri tormentoni da cui i social hanno tratto fonte di ispirazione per meme ironici e post satirici che ci hanno strappato una risata anche nei momenti più bui e drammatici dell’anno.

Partiamo dal “Non ce n’é coviddi” della signora Angela di Mondello, poi diventata seguitissima su Instagram: per dirla con Andy Warhol, un quarto d’ora di celebrità non si nega a nessuno. Da citare il “Che succede, dov’è Bugo?” di Morgan al festival di Sanremo scorso, e quel “Alle feste di laurea mandiamo i carabinieri col lanciafiamme” del governatore della Campania De Luca, di certo non dimenticheremo “li abbiamo visti tutti mangiare i topi vivi” (riferito ai cinesi) del Doge Zaia. In vetta alla classifica naturalmente c’è “il virus è clinicamente morto” di Zangrillo (nella foto tratta da Il Fatto Quotidiano), primario del reparto terapia intensiva del San Raffaele di Milano. Della serie non ci siamo fatti mancare niente!

Ma ora torniamo al presente, che la carne al fuoco non manca di certo, anzi… perciò ecco qua le chicche della settimana.

Alberto Zangrillo

1 – Fagnani fra Italia Viva e Viva l’Italia

Dall’Assessore ai Lavori Pubblici e allo Sport di Ravenna Roberto Fagnani, portavoce locale di Italia Viva, ci si aspettava un commento, una dichiarazione, un cenno sulla crisi di governo e sulla strategia messa in atto dal suo leader Matteo Renzi, che ai più resta tutt’ora indecifrabile. La stessa stampa straniera è rimasta scioccata dalla scelta di aprire una crisi di governo in piena pandemia, giudicandolo un atto temerario, irresponsabile e soprattutto oscuro quanto a motivazioni. Il Financial Times ha ribattezzato Renzi “Demolition man”, il New York Times ha sottolineato come la scelta di Renzi arrivi “nel peggior momento possibile”, Die Zeit ha parlato di “atto disperato” di Renzi per riguadagnare visibilità. Fagnani zitto. Nella sua pagina Facebook non dedica una riga per commentare e fornire il proprio personale punto di vista sulla crisi messa in atto dal leader del suo partito, così tutto continua come se niente fosse accaduto. Non mancano post sul calcio e l’Inter, aggiornamenti su manutenzioni idriche o rifacimenti di questo o quel marciapiede, selfie in tenuta da jogging, riflessioni sul mare d’inverno, resoconti su fondi ottenuti per impianti sportivi, ecc… Ma su Italia Viva, Renzi, Conte e la crisi di governo niente. Bocca cucita. Nemmeno un “pistolotto” quantomeno di circostanza sul nodo spinoso di come l’uscita dal governo Conte possa declinarsi a livello locale, dato che anche molti simpatizzanti di Italia Viva di Ravenna potrebbero essere rimasti disorientati. Nulla. Ma non è mai troppo tardi, magari prima o poi Fagnani ci “dirà la sua”. Basta anche un accordo di chitarra, con le note di… Viva l’Italia.

Roberto Fagnani

2 – Se Ancarani vede rosso, anche a destra

Dopo la decisione di Renata Polverini di votare la fiducia a Conte, con immediata espulsione da Forza Italia, Alberto Ancarani, l’Albertone comunale, se la prende con quelli che definisce “comunisti di destra”. Pubblica anche una foto della Polverini che fa il saluto romano. Beh, il passato politico della Polverini era noto anche quando è entrata in Forza Italia, solo che finché votava in linea col partito i suoi trascorsi da “ex fascista” non davano fastidio. Così come non hanno dato fastidio tutti gli ex missini che sono transitati in questi anni dalle parti di Forza Italia, dalla Santanchè alla Mussolini al Gasparri (che negli anni ’70 militava nel Fronte della Gioventù del MSI di Almirante…). Insomma, non si può puntare il dito sui passaggi di casacca solo quando fa comodo. Eh no, o vale sempre e per tutti o non vale mai e per nessuno. Tra l’altro Silvio ha sempre rivendicato con orgoglio il merito di aver portato Lega ed ex fascisti al governo, di averli legittimati e “costituzionalizzati” nel 1994. E a suo modo ha avuto ragione. Ora la Polverini fa solo un passo in più: verso il centro. Proponiamo piuttosto una moratoria per l’atto di scandalizzarsi per tutti i Razzi, gli Scilipoti, le Polverini di turno. Vale per tutti. A destra e a sinistra. I cambi di idea e collocazione politica, i transiti da destra a sinistra attraverso fasi intermedie e viceversa, ci sono sempre stati e sempre ci saranno. Sono vecchi come l’uomo e come la politica. Dunque, non dico perdoniamo, ma smettiamo di far finta di scandalizzarci. Non parliamo di alto tradimento e non buttiamola in tragedia. Né vediamo rosso, dove magari c’è solo un nero stinto stinto, che uno cerca di tingere di un altro colore. Perché il nero stanca. Forse come il rosso.

3 – L’Ora X scocca oltre la destra e la sinistra, ma che Ora è?

Ora per Ravenna, l’associazione o soggetto politico creato da Nicola Grandi (da noi ribattezzato Nick Frusciante perché ha lasciato il gruppo di Ancisi) insieme ad altri, in una conferenza stampa annuncia la sua partecipazione alle amministrative di Ravenna, scendendo in campo come lista civica indipendente non legata a “vecchi schemi come destra o sinistra”. Vedremo se questa sarà la linea definitiva o sulla via di Damasco subentreranno operazioni di appoggio a de Pascale da una parte o al futuro candidato di centrodestra dall’altra. In politica come in amore vale la regola del “mai dire mai”. A proposito l’Ora X che è oltre la destra e la sinistra, che Ora è? Per ora non si è ancora capito bene. Il programma “determinati e coraggiosi, sognatori e responsabili” per ora è un po’ vago. Ma presto si capirà di più!

4 – Dad o non dad, questo è il dilemma

La dad è diventata ormai pane quotidiano. Ne discutono appassionatamente al mercato, sui social, nelle conversazioni dei gruppi whatsapp, in tv. Su dad e dintorni vi consiglio allora di visitare la pagina Facebook di Teresa Mannino (nella foto sotto) se volete farvi due sane risate. L’imitazione della prof che fa lezione in dad è diventata virale ed è davvero esilarante. Naturalmente la scuola e la dad sono temi terribilmente seri, per questo ogni tanto fa bene anche riderci sopra. Il Tar dell’Emilia-Romagna ha approvato in ogni caso nei giorni scorsi il ricorso presentato da 21 genitori contro la dad, rendendo di fatto nulla l’ordinanza di Bonaccini sulla chiusura delle scuole superiori fino al 23 gennaio. A Ravenna c’è stato anche un flash mob in piazza sempre contro la dad. I ragazzi sono tornati fra i banchi. Ci sono però anche studenti che pur auspicando la ripresa delle lezioni in presenza sono consapevoli che la sicurezza sanitaria resta un presupposto irrinunciabile per riprendere l’attività scolastica. Inoltre, come ha sottolineato anche il preside del liceo scientifico Gianluca Dradi più che di dad bisogna iniziare a parlare di didattica digitale integrata, cercando di potenziare gli strumenti tecnologici da mettere a disposizione delle famiglie per rendere questo difficile momento il meno traumatico possibile. La scuola oggi è una specie di rebus e nessuna soluzione sembra adeguata né soddisfa tutti. Se con Mannino si ride, allora cerchiamo almeno di non piangere con l’Azzolina.

Teresa Mannino

5 – Addio compagni, la pasionaria Mara abbandona definitivamente la scialuppa del Pd

A sinistra non si contano più le scissioni, gli strappi, gli addii. Si può dire che questi elementi siano consustanziali alla sinistra, fin dalla notte dei tempi delle formazioni rivoluzionarie, anarchiche, socialiste, comuniste. E forse anche prima. Ma non andiamo troppo lontano. L’addio ai compagni di lotta di una vita di Mara Cavallari, storica militante del centrosinistra locale fin dai tempi del PCI (per alcuni anni fu Consigliere comunale e poi Presidente di Quartiere), annunciata su Facebook dopo la risicata fiducia a Conte di martedì 19 gennaio, non ha certo fatto scalpore, ma è l’ennesima tessera nel mosaico dell’esodo. Anche se, parlando di tessere, da diversi anni lei non aveva più quella del partito di Zingaretti in tasca ed era invece stregata dalle sirene renziane. Lo strappo di Renzi, il discorso di Conte al Senato e il successivo voto hanno dato il colpo definitivo ai legami politici di una vita. Per Mara si è scavato un solco incolmabile che l’ha portata a prendere definitivamente le distanze dal Pd. Addio, dunque, per colpa di Conte. Il Pd ha preferito l’incolore avvocato pugliese al cavallo di razza di Rignano. Imperdonabile! Noi continueremo naturalmente a seguire le sue analisi politiche da cui nascono sempre dibattiti interessanti. E chissà, magari l’addio sarà soltanto un arrivederci… come dicevamo sopra, in politica ‘mai dire mai’! Nemmeno se di mezzo ci sono gli egotismi di Renzi e Conte.

Per oggi è tutto, alla prossima puntata!

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Commenti

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  1. Scritto da Marco74

    Ha Ha Ha. Fagnani è appena passato sotto l’ascella pezzata di Renzi ed ora se vuole una poltrona gli tocca tornare indietro sicuramente se ci parli dirà le solite cose che è colpa degli altri….
    io sono un gran sostenitore dei selfie dei muretti dei marciapiedi…. quindi non toccatemeli!!
    Per sentire un suo pistolotto ci vuole ben poco……

  2. Scritto da orpe

    MAMMA MIA CHE SPIEGAZIONE DI PARTE !!!!!!! OBBIETTIVITA’ PARI A ZERO….

  3. Scritto da Direttore

    Caro lettore, si tratta di un rubrica leggera e ironica. Non è una cronaca politica. LA REDAZIONE

  4. Scritto da Sara

    Tra le notizie tragiche degli scorsi mesi: la sospesa pubblica calabrese pesa sul PIL più del doppio di quella lombarda, ma la qualità della vita non è nemmeno la metà ( rif sole24ore)

    https://www.ilsole24ore.com/art/in-calabria-spesa-pubblica-pesa-pil-doppio-che-lombardia–nodi-dell-autonomia-arrivo-AFXLE7I

    E l’impiego di Commissario alla sanità di Calabria è diventato una barzelletta nazionale, purtroppo
    Anche questo manterrei ben in evidenza nell’archivio