RAVENNA E LA PANDEMIA UN ANNO DOPO / 6 / Lo sport alla disperata ricerca del suo pubblico e di una nuova normalità foto

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A un anno dallo scoppio della pandemia Covid-19 facciamo il punto della situazione con quattro importanti realtà dello sport ravennate. La parola dunque al vicepresidente del Ravenna FC, Simone Campajola, al general manager dell’OraSì Ravenna Basket, Julio Trovato, all’allenatore della Consar Ravenna, Marco Bonitta, e infine al presidente della 100 km del Passatore, Giordano Zinzani.

L’INTERVISTA

Quando scoppiò la pandemia nel febbraio 2020 quali furono le prime reazioni nel vostro club sportivo?

Simone Campajola (Ravenna FC): “La società si è immediatamente attivata nel rispetto delle direttive e dei protocolli che venivano emanati dalle autorità competenti. Il campionato è stato interrotto e fino all’ultimo ci era stato assicurato che non sarebbe più ripreso. Ma come sapete tutti, alla fine le cose non sono andate così”.

Giordano Zinzani (100 km del Passatore): “La preoccupazione di poter tenere l’evento a maggio è subito emersa, ma le conoscenze di questa epidemia erano abbastanza scarse e confuse: c’era la speranza che fosse un evento di minore entità e che la situazione si potesse ristabilire velocemente, per cui si era deciso di attendere prima di prendere qualsiasi strada. Gli iscritti erano già numerosi e la macchina organizzativa già pienamente in moto”.

Julio Trovato (Basket Ravenna): “In quel momento eravamo primi in classifica, con pochissime sconfitte, e quindi l’interruzione della cavalcata trionfale è stata molto dura per noi. All’epoca pensammo potesse essere una questione di breve durata e speravamo di riprendere. Ci siamo invece trovati a gestire i tanti problemi derivati dal protrarsi della pandemia. Non avendo diritti televisivi sono venuti meno gli sponsor e l’assenza di pubblico ha complicato ulteriormente le cose. Sono venute a mancare risorse. Ci siamo sobbarcati i costi dei protocolli, elementi divenuti importanti tanto quanto la biglietteria”.

Marco Bonitta (Consar Ravenna): “L’ultimo evento in presenza di pubblico l’abbiamo fatto ai primi di marzo 2020, quando si disputò la Coppa Italia. Dal giorno seguente venne chiuso tutto e non ci fu la possibilità di concludere l’anno sportivo allora in corso. Abbiamo vissuto un lungo momento di grande incertezza, non sapevamo quanto sarebbe durato il lockdown, si parlava di una settimana, poi di un mese fino a quando è stato chiaro a tutti che non si sarebbe ripreso. Addirittura abbiamo pensato e sperato di riprendere con la stagione agonistica in estate, ma vedendo quanto accaduto con le Olimpiadi ci siamo messi il cuore in pace iniziando a preparare l’anno attuale”.

Julio Trovato

Julio Trovato

Il 20 febbraio 2020 vi aspettavate una simile catastrofe?

SC (Ravenna FC): “Credo fosse impossibile immaginare la portata e la drammaticità degli eventi che si sono susseguiti e che ancora oggi continuano a mietere vittime e a far pensare che la strada per raggiungere la ‘normalità’ sia ancora lunga e piena di insidie”.

GZ (Passatore): “No, in quei giorni non si capiva esattamente quale fosse la situazione. Personalmente ero rientrato da una fiera del settore vino in svolgimento a Parigi e l’unico segnale in quella fiera fu che mancavano i buyer asiatici (cinesi e giapponesi), ma per il resto nei comportamenti delle persone non c’era ancora la consapevolezza di cosa stesse arrivando. Nel weekend del 22 – 24 febbraio a Faenza era in corso una manifestazione “Vino ad Arte” con tanti ospiti, prevalentemente giornalisti stranieri, e nel corso della cena di gala che si teneva la domenica sera, visto le notizie che stavano arrivando, dopo essermi consultato con alcune persone con incarichi pubblici e in maggior contatto con il sistema sanitario, ho deciso (in quel periodo ero alla presidenza del Consorzio Vini di Romagna) di chiudere la manifestazione al termine della cena e di non dar corso al programma che continuava nella giornata del lunedì”.

MB (Consar Ravenna): “Persone che erano dentro l’ambiente medico hanno brancolato nel buio dinanzi all’epidemia, figuriamoci noi comuni mortali! Il maggiore connotato di questo periodo è stata l’incertezza. Mancanza di programmazione, impossibilità di lavorare in funzione di un evento. Lavorare nello sport comporta scadenze prefissate e obiettivi: quindi è stato un grosso problema per il nostro mondo. La pandemia ci ha messo dinanzi a uno dei principi dello sport, che è quello di sapersi adattare e non mollare mai. Il momento per dimostrare che il mondo dello sport non parla di aria fritta, ma che mette in pratica i valori di cui si fa portatore”.

Marco Bonitta

Marco Bonitta

Come hanno vissuto il 2020 le vostre società e organizzazioni sportive e quali sono state le attività e azioni intraprese per far fronte alla pandemia?

SC (Ravenna FC): “Il nostro primo obiettivo è stato quello di adeguarci a tutto quanto veniva chiesto dalle autorità competenti, al fine di salvaguardare la salute delle persone che lavorano per la società e dei ragazzi di tutti i gruppi sportivi. Ci eravamo organizzati per gestire in sicurezza la capienza ridotta degli spettatori allo stadio, ma purtroppo la situazione è peggiorata e siamo tornati a giocare a porte chiuse”.

GZ (Passatore): “Abbiamo atteso per verificare bene l’evolversi della situazione e avere le massime informazioni prima di esporci. Vista la situazione, il 27 marzo, siamo usciti con un comunicato stampa che iniziava così: “L’Asd 100 km del Passatore comunica ufficialmente l’annullamento dell’edizione 2020 dell’ultramaratona non essendo possibile rinviare ad altra data la Firenze-Faenza. Per la prima volta nella sua lunga e gloriosa storia, iniziata nel 1973, l’ultramaratona intitolata a Stefano Pelloni non verrà disputata causa emergenza mondiale scatenata dalla pandemia Covid-19.” Sono partite poi diverse iniziative specie di comunicazione sui social; ha avuto molto seguito anche l’evento serale “100 km virtuale”, con molti ospiti partecipanti e condotta dagli storici speaker della Cento Daniele Menarini e Danny Frisoni. Per arrivare, poi, a una versione di  “100 km di casa” “ognuno a casa sua” da ‘disputare’ il 23-24 maggio, con regolare iscrizione dei partecipanti entro il 21 maggio. Manifestazione che ha registrato notevole interesse: addirittura 1.800 le persone che vi hanno preso parte. Da ricordare anche la 100 km corsa da Don Luca, con il sacerdote (storico amico della Cento) impegnato in un pellegrinaggio spirituale in terra romagnola per esprimere la propria vicinanza al personale sanitario. Don Luca ha fatto tappa in importanti santuari e siti ospedalieri lungo la via Emilia, nel forlivese e nel faentino”.

JT (Basket Ravenna): “Abbiamo cercato di incrementare il discorso social, interagendo quanto più possibile con la tifoseria. Importante è stato l’accordo con ÈTV- Rete7 per la trasmissione delle partite casalinghe in digitale terrestre. Gli appassionati possono vedere gratuitamente le gare senza spostarsi. Abbiamo cercato di creare dei mini eventi e il corso di formazione per allenatori ha avuto successo. Se pensiamo al derby contro Forlì disputato in casa trasmesso su digitale terrestre, parliamo di 17.000 telespettatori: numeri importanti”.

MB (Consar Ravenna): “Abbiamo cercato di essere molto positivi anche con i nostri atleti che non capivano bene cosa stesse succedendo e, bene o male, abbiamo retto l’urto finendo il campionato con qualche difficoltà e con sospensioni durante l’anno a causa di focolai di Covid (molto circoscritti) senza nessun tipo di conseguenza per la salute degli atleti. Siamo riusciti a concludere il campionato il 7 febbraio e ora pensiamo ai playoff. Qualcosa di positivo ha lasciato questo grandissimo problema della pandemia”.

Cosa pensate possa avere insegnato questa esperienza drammatica a tutte le parti coinvolte?

SC (Ravenna FC): “Anche il nostro “gruppo squadra” è stato colpito direttamente ed abbiamo trascorso un mese in isolamento in albergo, con tutti i disagi che ne conseguono. Il Covid è un nemico infido e invisibile che si nasconde anche dietro persone di cui non immagineresti mai… e questo ci deve far capire che fino a quando non saremo tutti vaccinati non si deve abbassare la guardia”.

GZ (Passatore): “La pandemia, che ci ha colpito in modo così improvviso, ci ha fatto fermare, riflettere e comprendere che era necessario reinventarsi con positività e creatività sia a livello umano che strategico. In quest’ultimo anno abbiamo preso delle decisioni importanti percorrendo delle strade che in parte avevamo già intrapreso in passato, ma a cui non avevamo dedicato un impegno così significativo. Si sono annullati tanti incontri, tanti viaggi, sono emersi nuovi modi d’incontro e dialogo a distanza”.

JT (Basket Ravenna): “Tutto ciò che prima era routine è stato rimesso in discussione. Ogni giorno affrontiamo problematiche causate dalla pandemia (tamponi, organizzare trasferte, ecc). Siamo costretti a valutare maggiormente ogni singolo aspetto, mettendo tutto in discussione giorno per giorno. Quest’anno ho speso più tempo a risolvere problemi che a capire come poter migliorare i reparti della squadra. Spostare una partita è diventato all’ordine del giorno”.

MB (Consar Ravenna): “L’aspetto economico sarà il problema principale da affrontare. Chi ha dovuto chiudere attività ha sentito molto questo problema, noi abbiamo patito l’aspetto umano, ovvero le morti, il silenzio nella città, il lockdown, ecc. A molti giocatori è rimasto il vivere senza le solite relazioni sociali per forza di causa maggiore. Penso che gli adolescenti abbiano sofferto molto questa tragedia, in particolare i grandi cambiamenti imposti. Penso ai miei figli, entrambi non hanno potuto fare una maturità normale a causa della chiusura improvvisa della scuola, studi per mesi in solitaria e poi esame in presenza”.

simone campajola

Simone Campajola

Cosa lascia questa pandemia alle persone che l’hanno vissuta?

SC (Ravenna FC): “Senza cadere nella retorica, credo che ci abbia dato la consapevolezza di quanto sia importante poter vivere le cose nella loro semplicità, come andare al bar con un amico a bere un bicchiere di vino, o andare allo stadio a vedere la partita”.

GZ (Passatore): “Sicuramente restano tanti timori, il non dare per scontato le abitudini che avevamo, e considerare la sicurezza per la salute prima di altri obbiettivi. Ci sarà forse una “nuova normalità”, una modifica nei gesti abitudinari con anche una apertura mentale maggiore per essere consapevoli e preparati ai cambiamenti”.

JT (Basker Ravenna): “I giocatori fanno un’attività a rischio, anche se non sono una fascia a rischio. Fanno il loro lavoro senza mascherina, ma si rendono conto della fragilità economica del sistema. Se dal mondo sportivo, che si regge sugli esuberi del mondo industriale, viene a mancare anche il pubblico, allora viene a mancare tutto. Siamo tutti preoccupati principalmente su questo aspetto del problema”.

MB (Consar Ravenna): “Il nostro è un Consorzio di società e la Lega Pallavolo ha dato a tutti un prontuario in accordo con Coni e Ministero della Salute. Grazie al loro affiancamento abbiamo potuto gestire al meglio le tante norme che sono cambiate continuamente: come evitare la diffusione del contagio, come fare il tampone, quali tipi di tampone adottare, ecc. Tutte queste cose ci hanno spinto ad approfondire sempre più l’argomento Covid-19, anche perché facendo sport abbiamo contatti con atleti, avversari e dovevamo adottare le norme stando molto attenti ed essendo scrupolosi nel fare tutto questo. Alla fine ci siamo stretti, cercando di dare disponibilità a perdere qualche set o partita magari, ma tutelando sempre la salute”.

L’assenza del pubblico quanto ha inciso nel morale dei giocatori e nei risultati?

SC (Ravenna FC): “Giocare in uno stadio senza tifosi è un enorme danno per lo spettacolo e per le casse delle società. Si dice che il pubblico può essere il dodicesimo uomo in campo, e il Ravenna ha sempre potuto contare su un supporto emotivo forte, che in questo momento ci è venuto sicuramente a mancare.”

MB (Consar Ravenna): “Lo sport è pubblico, nessuno lo fa solo per se stesso. In assenza di pubblico è altra cosa. Lo sport vive per dare emozione alla gente che lo guarda. La nostra riflessione all’interno della Lega è che la mancanza di pubblico abbia inciso sulla capacità di rimanere con energia positiva all’interno della partita o del torneo. Una squadra gioca bene, il pubblico si esalta e trascina la squadra facendole preservare le energie positive. Senza persone sugli spalti la squadra si accende e si spegne, quest’ultima cosa si verifica appunto perché non c’è il feedback del pubblico. Il fattore campo esiste sul serio, il pubblico è importante: almeno il 20-30% delle nostre vittorie si sono verificate fuori casa quest’anno”.

JT (Basket Ravenna): “L’assenza di pubblico ha inciso, ma è un problema che riguarda tutti. Non me la sento di dire che la squadra ha perso partite per questo fattore. Senza pubblico è un’altra pallacanestro e penso valga per tutti gli sport di squadra. Riabbracciare il pubblico è la nostra priorità. Bisogna tornare ad una situazione che non sarà più la normalità, ma nella quale si possa convivere con gli spettatori”.

Giordano Zinzani  Presidente Enoteca Regionale Emilia Romagna

Giordano Zinzani

Quali sono le vostre aspettative per il futuro e quali iniziative le società hanno in programma di adottare per il 2021?

SC (Ravenna FC): “I nostri obbiettivi sono due. Per quanto riguarda la prima squadra riuscire a raggiungere la salvezza e dare ai tifosi quelle soddisfazioni che da tempo non siamo stati in grado di esprimere. L’impegno ce lo stiamo mettendo tutti, e speriamo che con gli ultimi acquisti nel mercato di gennaio si riesca a invertire la tendenza e si possa tornare a far gioire i nostri tifosi. L’altro punto sul quale lavoriamo incessantemente è l’organizzazione del settore giovanile: continuare con gli allenamenti in sicurezza e far sì che i nostri ragazzi possano al più presto tornare a vivere le emozioni delle partite”.

GZ (Passatore): “C’è una grande voglia di riprendere, ma dobbiamo essere consapevoli delle difficoltà e che al primo posto va messa la sicurezza sanitaria. Una manifestazione come la 100 è molta complessa, con migliaia di partecipanti, centinaia di volontari. In eventi di questa tipologia è difficile mantenere il distanziamento fra le persone. La nostra gara ha anche delle caratteristiche particolari, la distanza complessiva e di conseguenza i tempi di effettuazione e la necessità di tanti punti ristoro. Sui ristori si dovranno fare diversi cambiamenti, alimenti tutti confezionati, mono-porzioni e altri vincoli per la sicurezza. Siamo consapevoli dell’importanza di arrivare a un’alta percentuale di persone immunizzate per poter far svolgere la manifestazione in sicurezza”.

MB (Consar Ravenna): “Il nostro sforzo principale è tornare ad avere il pubblico. Negli USA stanno giocando con le mascherine in diversi sport. Qualsiasi cosa di cui ci sarà bisogno, lo faremo”.

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