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La Direzione del Presidio Ospedaliero di Ravenna risponde alla segnalazione relativa al paziente che ha atteso ore in Pronto Soccorso

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In riferimento alla segnalazione relativa al paziente giunto con ambulanza in Pronto Soccorso a Ravenna in data 25 febbraio u.s., la Direzione dell’Ausl della Romagna ha effettuato opportune verifiche da cui è emerso quanto segue.

La chiamata di soccorso alla centrale operativa a seguito del malore del paziente ha generato un codice di invio immediato del mezzo con priorità ROSSO BASE ed, appena giunta l’ambulanza sul luogo, sono state effettuate valutazione e rilevazione dei parametri vitali da parte dell’infermiere del 118. Quest’ultimo ha poi scortato il paziente in ambulanza al Pronto Soccorso del P.O. con un codice di rientro di tipo 2, ovvero di media gravità ed all’arrivo in PS, sulla base dei protocolli attualmente in uso, il paziente è stato subito preso in carico dal triage alla accettazione della Unità Operativa.

A seguito di rivalutazione della situazione clinica, in tale circostanza è stato assegnato un codice VERDE di priorità per l’attesa della visita medica presso gli Ambulatori dato che non si ravvisavano né pericolo di vita, con necessità di accesso immediato alle cure, né presenza di rischio evolutivo, poiché i parametri vitali rilevati in ambulanza e quelli rilevati in PS  risultavano del tutto sovrapponibili e registrati come stabili.

Poiché il paziente non rientrava né nei criteri clinici né in quelli epidemiologici in relazione al rischio COVID, è subito stato identificato come “basso rischio”, in ottemperanza alla procedura aziendale sulla corretta gestione dei percorsi emergenziali nella attuale fase pandemica, quindi indirizzato al percorso “pulito” logisticamente collocato in area “ambulatori PS”. È stato avviato intanto il monitoraggio del paziente e sono stati eseguiti i prelievi ematici e poi eseguita la visita medica in assenza di alterazioni cliniche.

Dal punto di vista assistenziale, preme precisare che nella fascia oraria di permanenza del paziente, oltre all’infermiere rivalutatore (che al bisogno però può essere impegnato anche in supporto ai codici rossi), era presente nell’area l’infermiere “flussista” deputata a monitorare proprio i tempi di permanenza in PS dei pazienti, oltre ad essere di supporto nelle aree di maggior carico assistenziale). Nel caso in oggetto il tempo complessivo di presa in carico per la definizione della diagnosi e il completamento del percorso è comunque stato contenuto entro le 6 ore (standard fissato dalla regione con delibera 1129 del 08/07/2019) ed al paziente è stato poi proposto il ricovero in osservazione (in relazione necessità di indagare le cause della sincope) alla quarta ora di permanenza in Pronto soccorso. A seguito di visita medica, al paziente sono stati proposti ulteriore monitoraggio ECG ed osservazione per 24 ore, ma il paziente ha espresso il rifiuto a restare in osservazione ed a proseguire le cure del caso, firmando la propria dimissione contro parere medico, come riportato sulla documentazione.

Nel giorno dell’accesso del paziente al PS di Ravenna si sono verificati 143 accessi nelle 24 ore, situazione comunque non di sovraffollamento e la media degli accessi tra le 16 e le 20 nell’area di accettazione è stata di 32 pazienti, gestiti secondo i percorsi di rischio definiti in considerazione delle particolari necessità logistiche del periodo emergenziale in corso.

Ausl Romagna – Direzione del Presidio Ospedaliero di Ravenna

 

 

 

 

 

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Commenti

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  1. Scritto da bi

    quante parole non è stato fatto niente e basta

  2. Scritto da Alessandro

    Gentile bi, non è stato fatto niente perché il paziente non aveva niente. Ci sono sicuramente procedure da migliorare e situazioni critiche che sono gestite male, ma non mi sembra questa la volta.

  3. Scritto da Paola Troncossi

    Gent.ma Direzione Presidio Ospedaliero Ravenna, mi chiedo la necessità di dare risposte all’utenza in termini così tecnici, con tempistiche, percorsi, direttive regionali,etc.
    Forse sarebbe stato semplicemente sufficiente accogliere la segnalazione e trasformarla in azioni positive.
    Come già avete messo in campo in termini logistici.
    Le difficoltà del Pronto Soccorso, in termini strutturali e di risorse umane in relazione agli accessi, sono decennali.
    Il familiare dell’utente, non ha messo in discussione l’operato dei professionisti coinvolti, la tempistica di attesa ( pur rientrando negli standard) sì.
    Forse mossa da preoccupazione e paura.
    L’umanizzazione delle cure passa anche dall’umanizzazione delle risposte.
    Paola

  4. Scritto da Paola Troncossi

    Gentilmente, chiedo che non vi sia acredine nei commenti.
    Abbiamo vissuto tutti un bruttissimo 2020 e ancor oggi siamo in estrema difficoltà.
    Cerchiamo di essere partecipi e propositivi.
    Un atteggiamento polemico e/o denigratorio non aiuta nessuno.
    Grazie.
    Paola