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Ancisi (LpRa): Polizia locale, AUSL e Soprintendenza sollecitino interventi necessari al risanamento dell’ex macello 

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In data 15 febbraio 2021, Alvaro Ancisi (LpRa) aveva trasmesso al comandante della Polizia locale, al dirigente della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e al sindaco di Ravenna una Diffida ad imporre che l’ex macello di Ravenna di via Renato Serra sia risanato dal grave degrado in cui versa, con pronta comunicazione ai media. Ancisi annuncia che oggi sono arrivate “risposte interlocutorie del comandante della Polizia locale e della Soprintendenza” da cui l’esponente politico ricava alcune considerazioni di merito.

In data 12 dicembre 2018 la Polizia municipale provvide a sanzionare sul piano monetario il rappresentante dell’impresa Renato Serra 61 srl, proprietaria del fabbricato, per violazione dell’art. 677, comma 1, del Codice penale: ovvero Omissione di lavori in edifici o costruzioni che minacciano rovina, avendo accertato lo stato di grave ammaloramento del muro dello stabile opposto all’ingresso. – si legge nella nota di Ancisi – Inoltre, dopo richiesta degli stessi agenti accertatori, una squadra dei Vigili del Fuoco si era portata sul posto constatando a sua volta lo stato di fatiscenza e vetustà della facciata prospiciente il parcheggio e provvedendo dunque alla rimozione di parti pericolanti dello stabile, incaricando la Polizia municipale di provvedere al transennamento e alla delimitazione dell’area allo scopo di interdire il passaggio delle persone nell’area interessata da una eventuale caduta di calcinacci. Sotto questo aspetto, la Polizia locale ha dichiarato, a seguito del nuovo sopralluogo effettuato in data 23 marzo 2021, che simili ripari non si rilevano nei muri perimetrali laterali confinanti con la via Giordano Bruno, all’apparenza, in condizioni, comunque, decorose.”

“Dagli atti consegnatimi, non risulta però che la proprietà abbia ancora provveduto ad operare gli interventi di consolidamento e di messa in sicurezza del pavimento murario e della struttura di copertura della porzione di fabbricato frontistante il piazzale, rispetto a cui la società rimane in attesa dell’incontro tecnico con la competente Soprintendenza e della definizione delle modalità autorizzative: affermazione scritta il 4 febbraio 2019 nell’atto di asseverazione della pubblica e privata incolumità  redatta dal tecnico di parte a seguito dei suddetti interventi di messa in sicurezza. Il giorno dopo, tuttavia, la Soprintendenza, come scritto nella risposta inviatami, indirizzava alla proprietà una nota – aggiunge Ancisi – che le rammentava gli obblighi conservativi imposti da Codice dei Beni culturali, a cui l’amministratore unico della società rispondeva il 4 aprile 2019 di rimanere intenzionato a procedere all’intervento definitivo, dichiarando di continuare con buone pratiche di conservazione”.

Secondo Ancisi dunque siamo ancora tutti “in paziente attesa di quanto sopra”, e in ogni caso dalla risposta della Polizia locale si deduce che “riguardo allo stato interno del complesso immobiliare, considerata la necessità di coinvolgere nella valutazione l’organo preposto alla tutela del vincolo storico-culturale, come pure l’autorità  sanitaria per l’asserita presenza di corpi servizi in eternit, questo Ufficio di Polizia aveva provveduto a organizzare per il 3 marzo 2021 un sopralluogo congiunto. Tuttavia, per la sopravvenuta indisponibilità del personale della Soprintendenza a motivo della collocazione della provincia di Ravenna in zona arancione rafforzata (ora rossa unitamente all’intero territorio regionale), il sopralluogo è stato rinviato alla cessazione delle vigenti restrizioni”.

Per Ancisi la verifica deve riguardare “l’intero stato di conservazione degli interni, non solo le coperture di alcuni locali presumibilmente in eternit, rispetto a cui la Soprintendenza ha scritto, nella risposta alla mia istanza: Si concorda con quanto sostenuto dal capogruppo dr Ancisi relativamente a quanto riportato: Le coperture di tegole marsigliesi sembrano per la verità in buono stato, facendo ritenere che non sia impossibile un recupero dignitoso del complesso, il quale però, non appena cominciasse a subire le prime lacerazioni, andrebbe rapidamente in rovina.” Ancisi annota che non  “vorrebbe che si attendesse ciò al fine di raderlo al suolo. Stessa fine subì infatti l’antica stupenda fornace Hoffman di via Chiavica Romea, pretesto per rimpiazzarla con una lottizzazione commerciale. Ancor prima era stato parimenti fatto fuori l’antico essiccatoio del tabacco”.

In conclusione del suo intervento, Ancisi sollecita che si tenga “il previsto sopralluogo congiunto dei tre enti preposti (Polizia locale, AUSL e Soprintendenza) volto a disporre gli interventi necessari al risanamento dell’ex macello”. 

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Commenti

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  1. Scritto da Giovanni lo scettico

    Le aree degradate di Ravenna restano sempre uguali, al massimo peggiorano: il Macello, la zona ex-AMGA in via Venezia, le mura di Porta Serrata e quelle in zona Port’Aurea. Un bel biglietto da visita per i turisti.