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Le Rubriche di RavennaNotizie - La posta dei lettori

Associazioni animaliste: “Salvare le nutrie del parco Teodorico, non portano malattie nè danneggiano infrastrutture”

Purtroppo, da quando per legge nazionale si è stabilito che la nutria sia un animale “nocivo”, in Italia ne sono stati sterminati migliaia di innocenti esemplari. L’associazione C.L.A.M.A., assieme ad Essere Animali, già nel 2015 presentò al Comune di Ravenna un’interrogazione per chiedere di fermare l’ordinanza che le condannava a morte.

Riteniamo utile riportare alcuni punti essenziali già presenti nell’interrogazione: innanzitutto, la nutria non è un topo ma un castoro sudamericano  (Myocastor coypus); è un animale timido e affatto aggressivo, erbivoro e con molti predatori naturali (volpi, cani, rapaci diurni e notturni, ecc.).
La nutria non porta leptospirosi: analisi effettuate presso gli Istituti Zooprofilattici su carcasse di Nutria hanno evidenziato una bassissima frequenza di positività a forme di Leptospira, al più paragonabile a quella normalmente riscontrabile in altri animali selvatici presenti nei medesimi territori.
La presenza di anticorpi per Leptospira è un referto frequente negli animali selvatici sani e non è sinonimo di leptospirosi né di rischio di trasmissione della malattia. Non esistono casi documentati di malattie che siano state trasmesse dalla nutria all’uomo o agli animali domestici (Wildlife Disease Association, 1998; Scaravelli & Martignoni, 2000; IZP Brescia, 2000; Cocchi & Riga 2001).
La nutria non causa danni alle infrastrutture: al contrario, può risultare utile in quanto bonifica l’ambiente paludoso e controlla la vegetazione invasiva nei corsi d’acqua. A tutt’oggi non esistono dati certi sulla reale costituzione delle tane, che comunque non sono mai più lunghe di 2/3 metri, e i pochi articoli scientifici mostrano pareri e dati discordanti.

Quello che è vero invece, è che se i consorzi di bonifica non effettuano una buona manutenzione, in caso di maltempo e forti precipitazioni gli argini si indeboliscono  creando cedimenti spontanei (nel caso dell’alluvione di Modena si incolparono le nutrie per la rottura dell’argine, ma la relazione tecnica del 12 luglio 2014 le scagionò incolpando le amministrazioni e i manutentori dei fondi ). E’ emblematico che l’Unione Veneta Bonifiche abbia redatto un elenco di 7 punti per evitare il rischio idraulico e nessuno di questi nomini le nutrie.

Peraltro, è stata ormai dimostrata l’inutilità degli abbattimenti: lo stesso I.S.P.R.A. ha dichiarato l’impossibilità di eradicare la Nutria; ora si parla solo di contenimenti. Gli interventi di rimozione parziale rischiano, però, di destrutturare le popolazioni inducendo sostanziali alterazioni a livello demografico (a favore di classi d’età più giovani e femmine) e creando le condizioni per un successivo incremento della capacità di crescita delle popolazioni per reclutamento ed immigrazione dalle zone vicine. Tali pratiche arrecano inoltre notevole disturbo alla fauna locale, soprattutto qualora si agisca nell’ambito di aree protette o parchi (Choisy, M. e Rohani, P., 2006).

Per tutti questi motivi, appoggiamo e sosteniamo assieme a LAV Bologna la loro proposta al Comune di Ravenna di un piano di sterilizzazione e rilascio nella zona del Parco di Teodorico, forte già del successo di un progetto analogo presso Castello d’Argile attuato grazie a delibera comunale, dove in un parco cittadino sono stati sterilizzati già circa dieci esemplari, con una popolazione residente che non aumenta né si disperde.

Iniziative simili furono attuate anche a Buccinasco (MI) già dal 2010 grazie al biologo Samuele Venturini, con risultati positivi attestati dallo stesso I.S.P.R.A.

Da quanto ci risulta, il Comune di Ravenna non ha neppure risposto all’associazione LAV, limitandosi ad un comunicato stampa in cui viene citato il Regolamento UE del 2014 a giustificazione degli stermini.

Peccato che l’amministrazione dimentichi il ben più recente parere favorevole del Commissario all’Ambiente della Commissione Europea, Karmenu Vella, che in una risposta scritta ad interrogazione parlamentare del 2019 chiarisce che “La cattura seguita da sterilizzazione e rilascio nell’ambiente è un metodo che le competenti autorità nazionali possono considerare tra le misure di gestione in applicazione dell’articolo 19 del Regolamento Europeo n. 1143/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, recante disposizioni volte a prevenire e gestire l’introduzione e la diffusione delle specie esotiche invasive”.

La sterilizzazione degli animali considerati invasivi e alieni è quindi un metodo di gestione non letale a tutti gli effetti che può e deve essere applicato in tutti i contesti possibili anche dalle autorità istituzionali nazionali e locali.

Moltissimi cittadini hanno contattato le associazioni locali e nazionali, preoccupati per la sorte di questi animali che sono diventati “mascotte” del parco e sono davvero in numero molto limitato (a questo link la lettera di alcuni cittadini ravennati in difesa delle nutrie: https://www.ravennanotizie.it/0-copertina/2021/04/21/in-difesa-delle-nutrie-del-parco-teodorico-una-trentina-di-ravennati-salviamole-sterilizzandole-sono-le-mascotte-del-parco/).

Chiediamo con forza al Comune di Ravenna di seguire le indicazioni della Commissione europea relativamente alle sterilizzazioni, e ci auguriamo che esso decida di dimostrarsi, seguendo l’esempio di amministrazioni intelligenti e virtuose, compassionevole nei confronti di animali che non hanno alcuna colpa, adottande misure ecologiche, efficaci ed incruente.

Le Associazioni: 
Animal Liberation 
C.LA.M.A. Ravenna 
Cruelty Free 
Italia Nostra sezione Ravenna 
LAV Bologna 
Lega del cane
Oipa Ravenna odv

Commenti

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  1. Scritto da armando

    Che follia !!! ci mancavano anche i salvatori delle nutrie..vien proprio da dire…”povera Italia”!!! a parte quello che molti pensano, cioè: catturatele voi e portatele a casa vostra, che vi terranno compagnia !!! Chiedo a qualcuno di questi “salvatori” se si è mai trovato al cospetto di queste bestie FEROCI .- Io si, purtroppo, in bicicletta a Foce Bevano.- Mi sono trovato davanti due mostri con 3 piccoli che mi hanno rincorso e se non avevo le gambe buone non so cosa mi sarebbe successo.- Ho chiesto aiuto ad un contadino che con un trattore mi ha aiutato a riprendere la bici.- Non oso immaginare se con me c’era una persona di piccola eta’…pensateci prima di dice caz…….!!!!quando poi succede il misfatto, Vi prendete voi la colpa ???

  2. Scritto da Elisa

    Non siete piu’ credibili. Questo estremismo forsennato e’ sintomo di un problema. Persone che non usano il buonsenso perche’accecati da questo “anomalo” amore per gli animali ( si vedono cani vestiti come bambini) denota un problema personale. E’ evidente. Molti di questi non hanno figli perche’ gli animali sono meno impegnativi e meno problematici e riversano le loro frustrazioni sugli animali ma lo fanno per se stessi non per gli animali. Per alleviare le loro mancanze.

  3. Scritto da Enzo

    La nutria non provoca danni ?? Provate a chiederlo agli agricoltori che coltivano mais,barbabietole, soia, ortaggi,grano. Chiedetelo anche ai consorzi di bonifica il motivo per il quale (sperperando soldi pubblici) sono costretti a tappezzare gli argini dei canali con grossi sassi,non certo per cattiva manutenzione! basta guardare per esempio lungo il canale fosso ghiaia o meglio in via canala ,non c’è bisogno di andare a Modena solo per prendere casi limite.Cosa ne pensate degli automobilisti che si trovano spesso con una nutria sotto le ruote rischiando di andare fuori strada o alla meglio di trovarsi con diversi danni alle auto?.E infine perchè non provate a toccare con mano passeggiando con i vostri cani lungo un canale inpestato di nutrie? poi mi direte se sono veramente “animali docili”

  4. Scritto da Massimo

    questi fanatici cominciano a diventare un problema serio, altro che le nutrie. questi sono completamente fuori di testa. Sterilizzare le nutrie..pazzesco.

  5. Scritto da Francesco

    Sterilizzate queste persone che difendono le nutrie, gente totalmente fuori dalla grazia di Dio, arrecano danni a tutto, infrastrutture e colture (chiedere a contadini…)

  6. Scritto da jack

    ma rileggete i vostri commenti ?

  7. Scritto da armando

    Faccio i complimenti ad Elisa per il commento fatto.- Molto autorevole e preciso.- di una verita’ disarmante “anomalo” amore per gli animali.-Sicuramente SI…non hanno figli ma cani..che sono meno impegnativi !!! è VERO !!! Anche Papa Francesco, una volta, in una predica, disse che bisogna prima voler bene alle persone (anziane sopratutto), poi agli animali, se ne avanza.- Molte persone, anche di mia conoscenza, da quel giorno, non amano piu Francesco…pensa un po’.-Purtroppo i cani non hanno parola, altrimenti….

  8. Scritto da Sergio

    la tutela di animali che procurano solo danni (non dimentichiamo anche i daini nella pineta di Classe o i piccioni in città) sembra che per certe associazioni animaliste abbia la precedenza su tutto.
    Le priorità di spesa del denaro pubblico ritengo siano ben altre e sto pensando in particolare alle famiglie in difficoltà economica, ora e anche prima.
    Propongo agli animalisti di viaggiare anche in Paesi con target economici più bassi del nostro, chissà che la loro idea sul mondo animale ne venga influenzata.
    Per l’ennesima volta queste associazioni hanno confermato di non sapere cosa sia il buon senso!
    non se ne può più!

  9. Scritto da Andrea

    La prossima battaglia per cosa sarà? La difesa della zanzare tigre?

  10. Scritto da Lucio

    Un articolo del 16 marzo di quest’anno, stilato dalla Coldiretti di Padova (cfr. web) afferma l’esatto contrario rispetto al rischio idrogeologico causato dalle nutrie.

    “Moltissimi cittadini hanno contattato le associazioni locali e nazionali per la sorte di questi animali che sono diventati mascotte del parco (…)” – Cioè, in tempi come questi dove i problemi sono soprattutto la pandemia, il lavoro, l’economia, moltissimi (sic!) cittadini avrebbero chiamato per salvare le nutrie del Parco Teodorico? (Le chiamate dei “moltissimi” diventano lettera di “alcuni” nello spazio di poche righe, ndr).

    Davvero, va bene tutto, ma ogni tanto bisogna saper dare il giusto peso alle cose.