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All’ufficio postale di Piazza Garibaldi, 2 sportelli aperti su 9. Un’ora e mezza di attesa per ritirare una raccomandata?

Buongiorno. Abito in centro da quaranta anni e continuo a domandarmi da, quarant’anni perché l’ufficio postale centrale di Ravenna in piazza Garibaldi non riesce a fornire un servizio decente ai cittadini.
Ora, come tante volte, mi trovo in fila ad aspettare, ma questo non è il problema. Sono le 9.30. Siamo in 12 persone e ci sono due sportelli aperti su 9, calcolando solo quelli con la luce accesa.
Sto aspettando da 30 minuti e facendo una media di attesa, prima delle 10.30 non riuscirò a ritirare una semplice raccomandata. Se andrà bene. Io andrei volentieri in un altro ufficio ma purtroppo la raccomandata giace qui.
Quale arcano impedimento esiste per il buon funzionamento di questo ufficio?

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Commenti

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  1. Scritto da Piemme

    Tutti gli uffici postali funzionano così, forse mancanza di personale o per i servizi non direttamente inerente al servizio postale o mancanza di un vero responsabile che verifichi la produttività dei vari addetti, UNO Schifo!!!!

  2. Scritto da lorenzo

    la risposta è molto semplice, sono dipendenti pubblici. quindi il personale seguito ovviamente da una miriade di sindacati ha diritto a riposi compensativi, ferie, riposi per videoterminalisti, infortuni, 104, vari permessi per figli, maternità, smart working parziali idoneità ecc ecc ecc c’è da stupirsi come facciano ad avere aperti due sportelli, forse stanno schiavizzando qualcuno. Anni fa, quando brunetta fece la sua legge mi ricordo che in ospedale ad un certo punto avemmo la contemporanea presenza del 140% della forza lavoro, e non si sapeva cosa farsene. Questo perchè per far funzionare il sistema lo stato usa 14 persone quando il privato ne usa 10. Dovremmo fare la famosa riforma della PA e della magistratura per avere i fondi del PNRR, ma ovviamente tutti fanno finta di nulla, ma l’europa non ci darà nulla e chiederà indietro ciò che ci ha dato

  3. Scritto da Giovanni lo scettico

    Ma secondo voi ai dirigenti delle Poste importa qualcosa del vostro disagio? Io ho tolto i miei risparmi da lì e li ho portati in una banca, vedete un po’…

  4. Scritto da Brunetta

    Di cosa ti stupisci? E’ sempre stato così e sarà sempre peggio. All’ufficio postale sai quando entri ma non saprai mai quando uscirai.

  5. Scritto da Lucio

    Esiste un’app dedicata per prenotare il proprio turno allo sportello scegliendo giorno e fascia oraria. Chiaro, non tutti hanno uno smartphone o programmano di andare in ufficio postale il tal giorno alla tal ora, ma piuttosto che niente, meglio piuttosto. In passato mi capitò di usarla e permette di risparmiarsi situazioni scomode del genere. Dovrebbe essere ancora disponibile, consiglio di informarsi presso i canali ufficiali.

  6. Scritto da Pat

    Arriverà puntuale la risposta delle Poste Italiane che dichiareranno che i tempi di attesa sono congrui alle medie/statistiche bla bla bla…
    La verità è che purtroppo molti servizi sono ancora in regime di monopolio, quindi è pressoché impossibile rivolgersi ad altri operatori.
    Se fossero dipendenti privati si darebbero certamene una mossa, ma a loro cosa vuoi che importi, a pagare sono sempre i cittadini!
    PS: anni fa ho avuto la fortuna/sfortuna di fare anche il portalettere e il primo input che mi è stato dato dai colleghi era quello di essere molto lento durante il giro e di non rientrare mai prima degli altri. Ma sicuramente ora la situazione sarà sicuramente migliorata!!!

  7. Scritto da Mauro

    Stesso problema all’ufficio di Via Meucci, dovevo ritirare un pacco, non permettono di effettuare la prenotazione. Al primo tentativo trovo una sola persona allo sportello con 6/7 in attesa, ovviamente i numeri erano finiti e dovevi chiedere chi era l’ultimo. Aspetto 30 minuti e poi rinuncio.
    Torno 2 giorni dopo, 14 persone in fila fuori dall’ufficio, ancora senza biglietti. Rinuncio.
    Torno il giorno seguente, il tempo di vedere ancora la fila fuori, ancora senza numeri e decido che si possono tenere il mio pacco e le mie imprecazioni. Ho buttato via 20 euro per un acquisto mai consegnato.
    Azienda pubblica che lavora in regime di monopolio, attenzione al cliente pari a zero.

  8. Scritto da armando

    E’ lo schifo generale di TUTTI gli uffici postali, ora navigano allegri con il Covid..tutti in fila fuori.- E i sindacati ? ha ha ha ha proteggono i lavoratori !!! ha ha ha.- Ha detto bene Lorenzo…leggete bene la sua nota…..

  9. Scritto da Rusty

    Quindi per Lorenzo la riforma della PA consisterebbe dell’abolizione di ferie, congedo per maternità,riposi compensativi, legge 104, permessi per i figli…interessante. Mettiamo anche puntine da disegno sulle sedie, già che ci siamo.

  10. Scritto da Luka

    Il commento di Lorenzo è ampiamente condivisibile. Fermo restando che le mele marce possono esserci in tutte le ceste, è fuor di dubbio che se fosse un’azienda privata soggetta alla libera concorrenza di mercato, all’ufficio postale le cose andrebbero abbastanza differentemente. Cosa c’entrano i sacrosanti diritti dei lavoratori? Non verrebbero mica azzerati. Non si guardi il dito quando viene indicata la luna.

  11. Scritto da Dante

    Questo perche’ in Italia c’e’ troppa differenza di trattamento fra chi lavora nel pubblico e chi nel privato: in un ufficio postale del genere 2 sportelli aperti, ma sicuramente dietro nei vari uffici c’erano parecchi addetti intenti a fare altro (o forse no…), mentre in supermercati da 1500 mq, lasciano 2 persone IN TUTTO,fra magazzino, vendita e sala, e la gente pretende pure di non fare le file in cassa.
    Il discorso e’ sempre questo, le pretese bisogna averle nei posti pubblici, dove noi paghiamo fior di stipendi, e invece se la prendono comoda, non star zitti li, o come li, al PS, all’ospedale, e non nei negozi gestiti da privati, dove invece la gente va a riversare la sua insoddifazione, accumulata da altre parti, addosso a quelle due anime che tengono in turno e che fanno il lavoro, li si, di 10 persone. E lo dico dopo aver lavorato 26 anni nei supermercati, quindi con cognizione di causa.

  12. Scritto da lorenzo

    Caro Rusty, io non conosco la tua esperienza sulla PA, io parlo solo delle mie conoscenze di ex dirigente pubblico nel campo della sanità che guarda caso per oltre 25 anni si è occupato anche di personale. Ti faccio solo questo esempio esemplificativo, nella nostra beneamata città, parlando di trasporti sanitari in ambulanza, avevo dipendenti che facevano dieci viaggi mentre i volontari, nello stesso tempo e con medesima tipologia ne facevano il doppio. Ma sai qual’è il vero dramma della PA, è che non esiste un modo per rilevare la quantità e la qualità della prestazione, poiché, come facilmente intuibile, ci sono troppi interessi in gioco. Ti racconto questa e poi smetto, mi sono dovuto arrabbiare per anni con i vari dirigenti perchè in sede di contrattazione di obiettivi per la parte variabile dello stipendio, inserivano lavori che erano già ricompresi nelle loro funzioni. Guarda ad esempio gli incentivi a pioggia che il nostro comune elargisce a tutti.

  13. Scritto da Rusty

    Gentile Lorenzo, grazie per l’esempio esemplificativo (sic), ma c’entra come i cavoli a merenda con ciò che hai scritto nel primo post dove hai parlato solo di compressione di diritti sacrosanti. Saluti cordiali.

  14. Scritto da Giuseppe

    Vorrei, gentilmente, far notare ai vari commentatori che Poste Italiane Spa è una società quotata alla Borsa di Milano. Definirla pubblica amministrazione mi sembra un po’ avventato così come altrettanto fuorviante è sostenere che operi in regime di monopolio, cosa non vera sia per quanto riguarda i servizi postali tradizionali che per quelli finanziari.
    Se a qualcuno è sorto il dubbio specifico che non sono un dipendente delle Poste, anzi, lavoro per la concorrenza ma la correttezza nelle informazioni mi sembra basilare.

  15. Scritto da Luka

    Rettifico mio commento scritto sopra: in effetti come fa notare altro lettore, Poste Italiane è una società privata e soggetta alle regole di libero mercato. Come non detto.

    ^_^

  16. Scritto da Paolo

    Qualche fila la si potrebbe risparmiare se i postini suonassero per lasciare le raccomandate/pacchi e non direttamente la notifica di giacenza, ripeto senza suonare.
    Nelle ultime settimane mi è successo due volte, ero in casa e appena sentito lo buchetta chiudersi sono uscito con il postino già andato …