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MA ALICE NON LO SA / Federica Del Conte, una donna forte e gentile, arrivata alla politica per caso, che può cambiare il volto di Ravenna

“D’una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda.” (Italo Calvino, Le città invisibili)

“Una città non è disegnata, semplicemente si fa da sola. Basta ascoltarla, perché la città è il riflesso di tante storie. La città è una stupenda emozione dell’uomo. La città è un’invenzione, anzi: è l’invenzione dell’uomo.” Renzo Piano

Federica Del Conte è stata riconfermata Assessora da Michele de Pascale. A lei il Sindaco ha affidato deleghe pesanti: urbanistica, edilizia privata, rigenerazione urbana, lavori pubblici, patrimonio subsidenza e servizi geologici. Tanta roba. Sfide fondamentali per lei. E per Ravenna. Entrambe alle prese con il PUG Piano Urbanistico Generale. Federica è una donna che può contribuire a cambiare il volto alla città nei prossimi anni. La donna forte ma gentile, arrivata alla politica per caso, con cui ho fatto questa bella chiacchierata, sono certa che quelle sfide le affronterà tutte. Una alla volta, giorno dopo giorno. Anche se per chi lavora bene e per il bene della propria città, con passione e determinazione, le sfide non finiscono mai. Un po’ come gli esami…

Federica Del Conte

L’INTERVISTA

Assessora Del Conte, nel secondo mandato del Sindaco de Pascale è centrale il Piano Urbanistico Generale (PUG) uno strumento strategico sintonizzato con il Green Deal e le missioni del Recovery Plan o PNRR, per una nuova pianificazione del territorio. Ci vuole illustrare i punti cardine di questo piano urbanistico?

“Sì. Partiamo col dire che si fonda su 5 punti fondamentali, che vado a elencare. Uno. Ravenna città resiliente, adattiva e antifragile: è necessario fare focus sulle fragilità e i rischi del nostro territorio, che ha un numero altissimo di fiumi, di canali. Da questo nasce il problema delle esondazioni, delle rotture arginali. I cambiamenti climatici, di cui si sente spesso parlare come se fossero qualcosa ancora lontano dalle nostre vite e dall’ambiente che ci circonda, sono invece causa di molti fenomeni critici o potenzialmente critici che si riflettono già ora sullo stato di salute del nostro territorio. Per questo è essenziale una costante messa in campo di misure preventive per evitare danni futuri, e porre rimedio a disagi già in atto ma su cui siamo ancora in tempo per invertire la rotta. Ravenna ha ben 37 chilometri di costa che richiedono interventi di difesa e protezione. Due. Ravenna città dell’agricoltura sostenibile: il nostro è il secondo comune più grande d’Italia dopo Roma e il primo per estensione dei terreni destinati all’agricoltura. Di vitale importanza sarà il potenziamento e l’ampliamento della Grande Corona Verde, una fascia che finora circondava la città ma che dovrà andare a perimetrare anche tutte le aree industriali e logistiche fino al forese, compresa la zona portuale.”

Già il Porto.

“Infatti. È il punto tre. Ravenna città internazionale, interconnessa e accessibile. Il Porto è uno degli elementi principali dell’economia del nostro comune, fonte di lavoro e ricchezza. Per questo punteremo su un potenziamento della rete su ferro, istituiremo due stazioni merci al servizio dei traffici del porto, una a sinistra e una a destra del Candiano, senza bisogno di transitare dalla stazione centrale. Vogliamo puntare sulle fonti di energia rinnovabili, rispettando il parametro del consumo di suolo entro il limite del 3%. E poi c’è il tema della subsidenza: attueremo misure volte a combattere l’ innalzamento del livello del mare, e qui di nuovo troviamo la centralità del tema del climate change, perché questo problema si sta verificando a livello globale. Sono previsti interventi sulla costa per ricostruire i tratti di spiaggia più colpiti dall’erosione e interventi di protezione dell’abitato. Quattro. Ravenna città mosaico, multifunzionale e creativa. Il nostro territorio ha come peculiarità il fatto di essere molto variegato, che comprende agricoltura, porto, distretto chimico, tutela delle bellezze naturalistiche e paesaggistiche. La sfida è far convivere tutte queste anime della nostra città mettendole in rete, affinchè non siano vissute come compartimenti stagni ma legati da una fitta interconnessione. Cultura, turismo, mobilità sostenibile: sono tutte facce della stessa medaglia. Poi punteremo sull’incremento delle piste ciclabili, a tal proposito sarà realizzata una ciclovia in grado di coprire tutta la costa, le pinete, i parchi fluviali. Quinto e ultimo punto. Ravenna città rigenerata, abitabile, accogliente e sicura: sono previsti interventi sulla città a partire da quelli sulle singole abitazioni per potenziare la sicurezza sismica, l’impatto di sostenibilità energetica, la riqualificazione delle aree degradate. Si deve puntare alla decementificazione con innesti di aree verdi anche nei quartieri ad alta densità urbana. Per l’attuazione di questa pianificazione ho istituito il tavolo permanente dell’edilizia e dell’urbanistica con rappresentanti di ordini professionali, associazioni di categoria e dell’amministrazione. Questo piano di rilancio urbanistico è uno strumento nuovo, non ci sono esempi o modelli già applicati altrove a cui fare riferimento. Perché la concertazione tra pubblico e privati è fondamentale.”

Quando sarà operativo a tutti gli effetti questo piano strategico?

“Ora il primo step da affrontare è approvare lo strumento in giunta entro la fine di quest’anno, poi sarà pubblicato per la durata di 60 giorni e in questo periodo chiunque potrà presentare osservazioni , individuare criticità e fornire spunti ai fini di migliorare lo strumento in questione. A tal fine ci saranno incontri con la cittadinanza per approfondire aspetti legati all’applicazione tecnica e concreta del dispositivo di pianificazione urbana. Nel 2019 il nostro Comune si è presentato a un bando della regione con il progetto “Ravenna partecipa all’urbanistica” finalizzato proprio a creare un percorso di partecipazione attiva al PUG da parte della cittadinanza, per sensibilizzare ai principi che costituiscono il cuore e l’anima della nuova pianificazione urbana. Abbiamo presentato il piano in tutti i consigli territoriali e attivato laboratori per spiegare le modalità concrete e pratiche con cui riqualificare gli spazi pubblici. Alla fine di questo percorso è stata fatta anche una mostra, specchio del percorso condiviso con la cittadinanza, e nel PUG abbiamo tenuto conto di input e suggerimenti emersi dagli incontri. Il confronto e l’ascolto sono stati fondamentali per l’elaborazione del Piano. Questa sinergia tra pubblico e privato, tra amministrazione e cittadini deve rimanere un asse portante anche nella prossima fase, in cui dalla teoria si passerà all’applicazione concreta dei dispositivi previsti dal PUG.”

Quali saranno i progetti guida che avranno la priorità assoluta?

“Saranno prioritari gli interventi sul canale Candiano e per il Parco Marittimo. Saranno valorizzati e ampliati spazi naturalistici come ad esempio le piallasse, le fasce retrodunali situate tra gli stabilimenti balneari e la pineta. Poi c’è la Metroferrovia delle risorse storiche, archeologiche e ambientali. L’obiettivo è utilizzare la rete ferroviaria esistente per mettere in connessione punti strategici del nostro territorio, a partire da Mezzano dove ci sono le vasche dello zuccherificio (da promuovere anche come attrazione turistica), passando per l’Antico porto di Classe, arrivando alla stazione di Savio, snodo centrale per la connessione con i lidi. In quest’ottica ci attiveremo anche per dotare Mirabilandia di una stazione, che avrà la funzione di portare i turisti verso il parco di divertimenti nella stagione in cui è aperto ma potrebbe essere anche un accesso più facile per la Pineta di Classe. Infine c’è il potenziamento e l’ampliamento della Grande Corona Verde.”

Lei ha ereditato la delega ai lavori pubblici da Roberto Fagnani. Il suo lavoro sarà in continuità con quello del suo predecessore?

“Assolutamente sì, l’obiettivo che mi pongo è quello di portare a compimento i progetti riguardanti le grandi opere, per esempio andremo avanti col progetto di potenziamento della piscina, intervenendo anche sulla dimensione delle vasche, e c’è in previsione anche la realizzazione di una seconda piscina, più piccola, che avrà sede nel Villaggio Anic.”

In questo secondo mandato, lei ha delle deleghe pesantissime, la si può definire una “ SuperAssessora”. Si parla di lei anche in ottica di una sua candidatura a Sindaco tra 5 anni. Non pensa che i tempi per un Sindaco donna a Ravenna siano maturi?

“Oggi è assolutamente prematuro avventurarsi in questi ragionamenti. Io ho davanti a me delle grandi sfide, e in questi 5 anni il mio impegno sarà rivolto a portare a compimento progetti cruciali per la nostra città. Io poi sono una donna di squadra, non faccio politica per ambizione personale, comunque tra 5 anni si vedrà! (sorride, ndr)”

Federica Del Conte

Come e quando è nata la sua passione politica?

“Io ho iniziato a fare politica quasi per scherzo, come volontaria. Ero già “grande” e avevo il mio lavoro, sono ingegnere edile. Nel 2013 mi sono candidata come consigliere territoriale di Castiglione e Savio. Del tutto inaspettatamente sono risultata la più votata della circoscrizione, penso mi abbiano dato fiducia e votata perché mi conoscevano come persona e questo è stato molto gratificante… avendo preso tanti voti sono stata nominata Presidente del Consiglio territoriale di Castiglione e da lì ho iniziato a conoscere il mio territorio sotto punti di vista nuovi, a partire dai servizi sociali, una realtà fino ad allora per me assolutamente ignota. Alle ultime elezioni una cosa che mi ha fatto molto piacere è stata il fatto che sono stata votata non solo nel mio territorio ma ho raccolto voti in tutti i seggi, in alcuni meno in altri di più, ma questa trasversalità territoriale dei miei elettori era una cosa che non mi aspettavo.”

Mi diceva che ha iniziato la sua esperienza politica quasi per caso e quando era già adulta, come mai ha scelto di candidarsi nel Pd?

“Beh, io non ero iscritta al partito ma sono sempre stata di sinistra, mi sono sempre ritrovata nei principi e nei valori della sinistra, quindi la scelta del Pd è venuta in modo molto naturale.”

Che bilancio si sente di fare invece per il suo primo mandato?

“È stata un’esperienza molto intensa e molto impegnativa, per me è stato come essere catapultata in un mondo completamente nuovo, ma sono una perfezionista per carattere, mi impegno al massimo in tutto quello che faccio. Infatti vivo ancora malissimo quando un cittadino mi rivolge qualche critica, qualche lamentela, anche la più piccola… proprio perché il mio obiettivo è quello di migliorare la vita delle persone, è questo il senso che io attribuisco al mio ruolo di amministratore. Individuare punti critici e intervenire per porvi rimedio. Per questo è importante conservare e coltivare una grande dose di umiltà. Da chiunque può arrivare uno spunto su cui vale la pena riflettere.”

Parliamo un po’ della Federica donna, non dell’Assessora del Conte… quali sono i suoi hobby, che fa nel suo tempo libero?

“Di tempo libero ne ho davvero pochissimo (ride, ndr), sono sposata e ho una bambina di 12 anni, che ogni tanto è un po’ gelosa della mia attività politica perché mi vorrebbe più tempo con lei. Soffre un po’ il fatto di vedermi poco, e nel periodo del lockdown infatti penso sia stata tra i pochi adolescenti contenta di stare a casa perché abbiamo avuto la possibilità di passare tantissimo tempo insieme. Adesso che sta crescendo però mi sembra che guardi con più attenzione e interesse la mia esperienza politica, penso stia realizzando che la mamma quando “fa politica” non fa una cosa solo per sé stessa, ma per dare il suo contributo a migliorare la nostra città… insomma penso stia interiorizzando il concetto che “da grandi poteri derivano grandi responsabilità”.

Quindi tra carriera politica, fare la mamma, il lavoro ha pochissimo tempo da dedicare a se stessa…

“Sì vorrei avere molto più tempo ad esempio per poter fare sport, ho praticato in passato equitazione, snowboard, pattinaggio, sci. Ma adesso riesco a ritagliarmi davvero poco tempo da dedicare a queste cose. Del resto la vita è fatta di priorità e a volte bisogna fare delle scelte. Io sono contenta di quelle che ho fatto.”

Commenti

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  1. Scritto da Giuseppe Tadolini

    L’ Assessora Del Conte ha l’ingrato compito di trovarsi a gestire una fase di transizione epocale, ereditando tutta una serie di scelte antiche (e spesso sbagliate) compiute dalle amministrazioni dei tre decenni precedenti. Ovviamente a lei vanno tutti i migliori auguri di buon lavoro, con alcune raccomandazioni: 1) che il drammatico primato di Ravenna nel consumo di suolo sia presto un brutto ricordo, e che già da oggi si cominci a fare il censimento di tutto quanto può essere rivisto, per quanto riguarda le aree ahinoi destinate a scomparire sotto asfalto e cemento. 2) Che l’obiettivo della riforestazione urbana non sia solo un buon proponimento, ma che già il 2022 veda vaste aree riconvertite a vero verde, a partire dalla realizzazione del Parco Fluviale del Montone (il cui progetto, per altro ha anche vinto il primo premio del Touring Emilia Romagna, e sarebbe assurdo che la sua messa in opera rimanesse nei cassetti). 3)Che Ravenna diventi capofila, relativamente ai progetti di rigenerazione sia della città che del forese, nella svolta energetica verso le rinnovabili, abbandonando progetti scarsamente sensati, come quelli che – per esempio – vorrebbe imporre ENI, e mostrando invece vero coraggio, per l’istituzione non solo del Parco eolico a mare, ma soprattutto delle Comunità Energetiche, che dovrebbero diventare l’ossatura del territorio di domani.
    Speriamo, se così sarà, di incontrare spesso l’assessora sulla nostra strada.
    Pippo Tadolini, coordinatore Campagna “Per il Clima – Fuori dal Fossile”.