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Ravenna Coraggiosa sulla Giornata Mondiale contro l’omobitransfobia. “Contro ogni discriminazione, la malattia da curare è l’omobitransfobia”

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Il 17 maggio del 1990 l’Organizzazione Mondiale della Sanità rimuoveva l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali; dal 2004 questa giornata – cioè domani – è riconosciuta come la giornata mondiale contro l’omobitransfobia.

“Ravenna Coraggiosa, fin dall’inizio, abbiamo voluto dare voce a chi nella propria quotidianità subisce atti di censura, bullismo, violenza e discriminazione semplicemente per via della propria appartenenza alla comunità LGBTQI+. Siamo convinti che la costruzione di una Ravenna ancora più accogliente ed inclusiva possa realizzarsi soltanto eliminando tutti quegli ostacoli, come ci dice l’art. 3 della nostra Costituzione, che impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i cittadini all’organizzazione politica, economica e sociale della propria comunità perché la malattia da curare è l’omobistransfobia” spiegano da Ravenna Coraggiosa.

“Siamo consapevoli del fatto che molti di questi temi debbano essere affrontati anche sul piano nazionale – è necessaria, infatti, una legge nazionale contro l’omobitransfobia, come riproposta dall’on. Zan in Parlamento e che ha bisogno di tutto il sostegno possibile – ma nello stesso tempo siamo convinti che anche l’azione amministrativa possa e debba essere un importantissimo supporto, strumento e punto di riferimento per queste battaglie” proseguono.

“In Emilia-Romagna non si parte da zero – sottolineano da Ravenna Coraggiosa -. Il 1° agosto 2019 la Regione ha approvato la L.R. n. 15 “Legge regionale contro le discriminazioni e le violenze determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere”. Per questo possiamo, insieme, a partire soprattutto dalla realtà della nostra città, fare molto altro, come, ad esempio, promuovere ancora di più iniziative sul territorio con le associazioni che di questo tema si occupano per contribuire alla costruzione di un ambiente sociale fondato sul rispetto, sul riconoscimento della dignità di ogni persona, contro ogni pregiudizio e discriminazione.

“Ravenna, città di mare, porta tra Oriente e Occidente, è una città inclusiva, solidale, accogliente; non è e non potrà mai essere porto di attracco per qualsivoglia spirito discriminatorio: non è nel nostro DNA, non è nella nostra Storia e non è in qualsiasi caso accettabile – concludono – .Ravenna è una città che sui diritti ha fatto grandi battaglie, ma ve ne sono ancora molte da fare. Noi siamo pronti”.

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