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CERCANDO MARIOLA PER RAVENNA / Jovanotti, è qui la festa! Ravenna non dice solo No e si organizza al meglio per ospitare 66 mila fans

Non so voi, ma io da qualche tempo non reggo più i soloni del No. Chi era Solone? Un importante legislatore ateniese vissuto fra 600 e 500 avanti Cristo. Una figura positiva, annoverata fra i grandi sapienti della Grecia antica. Eppure – ahilui! – il sostantivo solone ha assunto per lo più un significato negativo, per indicare chi presume possedere il metodo infallibile di rimettere a posto situazioni difficili o compromesse. Insomma, uno presuntuoso, che se la tira o millanta o la fa facile. Uno anche parecchio antipatico.

Ecco, a me cominciano a stare sempre più antipatici i soloni del No, del No a tutto. Per carità, ci sono tanti No utili, anzi utilissimi. I No che ci aiutano a crescere, per citare un fortunato titolo uscito qualche anno fa. I No che aiutano a non commettere errori di cui poi ci si potrebbe tutti pentire. I No che ci fortificano.

Ma accanto a quelli ci sono sempre più No che non fanno crescere affatto. I No a prescindere – massimalisti, estremisti, integralisti – che non aiutano a trovare soluzioni ai problemi. Sono i No di quelli che si oppongono a ciò che fanno gli altri, per partito preso, perché è tutto sbagliato a priori. I No di chi la sa sempre più lunga e ha le risposte a tutto, e No, non si fa così!

I No di chi non voleva nemmeno tenere il concerto-evento-tour di Jovanotti a Marina di Ravenna, per esempio, l’8 e 9 luglio. Hanno cominciato mesi prima a dire No e per via di questo e per via di quello. Hanno persino sollevato una questione di fondamentale importanza per il futuro della nostra costa come l’abbattimento di qualche tamerice. Beh, questi No sono sempre più stucchevoli e incomprensibili. E anche un po’ ridicoli.

L’altro giorno all’Assessore del Comune di Ravenna Giacomo Costantini ho chiesto se fosse ancora convinto della necessità di ospitare il Jova Beach Party e lui ha risposto così: “Penso che se Ravenna vuole crescere dal punto di vista turistico deve sapersi misurare con un evento come questo e deve vincere la sfida. Non bisogna avere paura delle novità altrimenti non si cresce mai. Il Jova Beach Party ci sta dando una grande visibilità nazionale, la tappa di Marina di Ravenna è stata la prima sold out in Italia. Questa cosa è rimbalzata su tutti i media specializzati, tutti ne hanno parlato. Significa accrescere il nostro appeal.”

Jova Beach Party

Sottoscrivo le parole dell’Assessore, una per una. Sono sfide che vanno accettate e vinte. Ascoltando ieri in Prefettura parlare i vari responsabili del vasto e articolato Piano per tenere l’evento in sicurezza ho pensato che Ravenna sta affrontando il Jova Beach Party con il piglio giusto, in modo molto serio e professionale, con una vasta collaborazione fra tutti gli attori impegnati a garantire che tutto si svolga in tranquillità. Il Prefetto Castrese De Rosa ha ricordato che l’imponderabile può sempre accadere, ma si è detto molto fiducioso sulla buona riuscita della manifestazione. Mi sono sentito rassicurato. Sentendo lui e vedendo il piano.

Mi è venuto anche da sorridere, fra me, per un attimo. Tutto quel dispiegamento di forze per due giorni di festa e per accogliere 66 mila persone. Che cosa avremmo fatto se invece del Jova Beach Party avessimo dovuto ospitare Woodstock?! Ma è giusto così, bisogna essere preparati e sul pezzo. Senza sottovalutare nulla. D’altra parte, quando nel 1976 qui si tenne il Festival della Gioventù qualcosa accadde. D’accordo era un’altra cosa ed erano altri tempi. Ma è meglio prevedere e prevenire che…

Perciò bene i 1.000 uomini e donne di servizio ogni giorno. Bene il piano della viabilità e dei parcheggi. Bene il rafforzamento dei collegamenti con bus, navetto, traghetto e quant’altro. Ma tutto il resto dobbiamo farlo noi cittadini, perché la sfida la dobbiamo vincere tutti insieme. Quindi, per una volta, per una volta sola, non lamentiamoci se c’è qualche disagio per la viabilità, se non troviamo il parcheggio all’angolo, se dobbiamo stare in fila per un’ora, se il nostro bagno al mare non è agibile, se ci sarà un po’ di casino dalle parti di Marina di Ravenna e tutto intorno, se, se, se… Ne vale la pena. Questo è un Sì che aiuta a crescere.

Per una volta, dunque, smettiamo i panni di quelli così provinciali, sonnolenti e insofferenti a tutto ciò che rompe la nostra tranquillità quotidiana. Per una volta, proviamo a immaginare come sarebbe Ravenna con un Jova Beach Party ogni mese. No, meglio non pensarci, va là.

Jova Beach Party

Jova Beach Party a Marina di Ravenna. Definito piano di sicurezza e gestione emergenze con 1.000 uomini impegnati ogni giorno. Attese 66 mila persone

Commenti

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  1. Scritto da Mario

    90 minuti di applausi per questo articolo !!!

  2. Scritto da Luca

    Finalmente la fredda e provincialotta Ravenna mette il musetto fuori dal suo guscio…staremo a vedere cosa succede in questa città per certi versi ancora fuori dal mondo…

  3. Scritto da Marco

    Rispondo a Luca,: ringrazia dio che Ravenna è rimasta provincialotta come dici tu, ma se non ti va bene perché non cambi residenza, Milano Torino Roma Napoli ecc..ecc…poi il resto te lo comunico dopo il 10…

  4. Scritto da cromwell

    Quel che si dice buttare il cuore oltre l’ostacolo! Penso che le somme vadano tirate dopo il 10, per ora basta dire che a Marina non c’è il Campo Volo come a Reggio, un’immensa distesa di terra arsa, e ci si arriva da un’unica strada che funziona come un fine numerazione.

  5. Scritto da Rusty

    Non mi piace Jovanotti, ma finalmente in questa città inerte e addormentata un evento che non sia solo il Ravenna Festival. E ai profeti di sventura che paventano chissà quali disastri dico di stare calmi: il torpore ravennate ricomincerà il giorno 10 e loro potranno tornare a ciabattare in palizzata col gelatino in mano.

  6. Scritto da mirko

    Ciao Marco, ti chiudi in casa con birra fresca, aria condizionata e il tuo pessimismo per 3 giorni così noi ci divertiamo e tu…ma che mme frega!!!

  7. Scritto da NEM

    Va benissimo che Ravenna inizi a “correre finalmente in F1” ma serve una macchina buona, non puoi fare il Gran Premio con una panda…
    ! O R G A N I Z A Z Z I O N E !

  8. Scritto da Residente a Marina

    Sicuramente nessuno di Voi vive e lavora (con turni) a Marina … e non potete capire finché non ve lo fanno davanti casa vostra!

  9. Scritto da AnnaL

    Ai residenti con famiglie che lavorano, bambini ed anziani? Non ho letto nulla, ma se lo facevano davanti casa tua?

  10. Scritto da ANTO

    Va benissimo la manifestazione ma è sbagliata la Location!
    Marina è in cul dè sac, ci sono 2 strade in croce ed è circondata da pineta e mare. NON è Rimini, Viareggio o Jesolo! A Cervia ecco andava bene ad esempio per dire.
    Poi spero di sbagliarmi, che vada tutto bene, che la gente si diverta e che la pineta non diventi una grande latrina a cielo aperto.

  11. Scritto da SilvanaR

    Bell’ articolo Pier Giorgio Carloni, tu non abiti a Marina vero?

  12. Scritto da GIO

    A tutti quelli sopra..
    Magari esiste una via di mezzo, nonostante gli attuali tempi sembrino desolatamente portarci al bianco o nero..
    Magari esiste il diritto al divertimento e va rispettato..
    Magari esiste la preoccupazione che la location (in questo caso) possa portare criticità..e anche questo va rispettato…
    Non facciamone sempre una questione tra Guelfi e Ghibellini…

  13. Scritto da Pia

    A me pare che ammassare tante persone in un vicolo cieco che a malapena sopporta il traffico dei weekend sia insensato (chi parla dell’evento di Woodstock ha mai dato un’occhiata a una carta geografica?! e anche là il problema della viabilità pare non fu cosa da poco).
    Magari tutto filerà liscio, ma questo non significherà che la scelta sia stata sensata. D’altra parte, cosa aspettarsi nel paese del “andrà tutto bene”.

  14. Scritto da Direttore

    No Pier Giorgio Carloni non abita a Marina di Ravenna. Però non si può sempre dire no, perché la nostra tranquillità e quotidianità viene disturbata e/o subiamo qualche disagio per qualche giorno. Provi a chiedersi che cosa debbono provare i romani che abitano uno spazio pubblico dove si svolgono centinaia di manifestazioni di ogni genere ogni anno, a volte più di una al giorno. Non possiamo sempre dire, va bene, purché non nel mio giardino. LA REDAZIONE

  15. Scritto da Eugenio

    Ci sono tanti Ravennati che secondo me in cuore loro sperano che questo evento per qualche motivo riesca male.Non so se è per politica o altro, quando Ravenna non divenne capitale Europea 2019 ci sono state persone che hanno goduto.Spero di sbagliarmi!

  16. Scritto da Luca

    Dai tanti commenti scritti sono sempre più convinto da quello che ho detto sopra, e mi spiego anche perché una città di 160000 abitanti è tagliata fuori da Vie di comunicazioni significative ( autostrade, treni a lunga percorrenza veloci e tangenziale sicura e decente). E vogliamo essere una città turistica…

  17. Scritto da Ambro

    Rave Party legalizzato! Dio denaro vince sempre…I concerti si fanno nei locali(come quello di JAx di ieri bellissimo al Matilda),stadio,palazzetti o al massimo piazze !
    Radical chic.

  18. Scritto da obezio

    Non posso immaginare migliaia di persone in un fazzoletto di terra. La spiaggia è di per se fragile. Non ci sono strade, ma dove vanno a mangiare, a bere e in bagno. Mi auguro finisca bene, e col covid in giro….Io me ne vado in agriturismo collinare, così. tanto per non finire nel caos.