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Le Rubriche di RavennaNotizie - Cercando Mariola...

CERCANDO MARIOLA PER RAVENNA / Il Sindaco parla di rivoluzione e partecipazione per il PUG di Ravenna. Lo si prenda in parola, partendo dal dibattito pubblico

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In campo urbanistico, una delle materie più complesse e cruciali per lo sviluppo di una città e di un territorio, a Ravenna stanno accadendo cose importanti. Su cui sarebbe opportuno un adeguato dibattito pubblico, a partire da un confronto importante fra le forze politiche presenti in Consiglio comunale, che su tali materie sono poi chiamate a prendere decisioni importanti.

Mi riferisco prima di tutto all’assunzione del Piano Urbanistico Generale (PUG) da parte della Giunta comunale. Aggiungo che pochi giorni fa è stata aperta a Palazzo Rasponi dalle Teste una mostra molto interessante sui 17 progetti presentati al concorso d’idee – indetto da diversi soggetti, fra cui il Comune di Ravenna – per ripensare tutta l’area della stazione ferroviaria e per mettere a punto un’operazione di ricucitura urbana fra il centro storico e la Darsena di città, superando la cesura rappresentata, appunto, dalla ferrovia. Infine, da non molto tempo è stato avviato il progetto dell’Hub Portuale Ravenna destinato a entrare nel vivo nei prossimi mesi con il rifacimento e l’estensione delle banchine, l’approfondimento dei fondali e altre opere di grande importanza per la città. In una recente intervista a questo giornale il Presidente di AP Daniele Rossi ha parlato di una mole di investimenti nell’area portuale di Ravenna per circa un miliardo di euro nell’arco di alcuni anni.

Ravenna dall'alto

Sono tre fatti di grande rilievo. Potrei citarne altri, ma basterebbero questi per mettere in piedi un dibattito pubblico con i fiocchi su dove sta andando Ravenna. Invece, il livello del dibattito su queste cose è molto modesto per non dire quasi inesistente. Lo testimonia l’andamento dell’ultima campagna elettorale, piuttosto deprimente a onor del vero per chi ha avuto la ventura di seguirla passo a passo. Una campagna elettorale in cui le buche nelle strade, la luce dei lampioni o le caditoie intasate hanno avuto molto più spazio dei progetti di lungo respiro. Come se la città fosse incredibilmente miope, incapace di vedere lontano e di leggere il proprio futuro e allora si rifugiasse nelle piccole cose e si accapigliasse sulle miserie di ogni giorno. Ma ne ho già scritto e sapete come la penso.

L’andamento del dibattito post-elettorale di queste settimane seguite al voto del 3 e 4 ottobre purtroppo non ha migliorato la situazione. Si discute sempre delle solite cose, minute, piccole, di strada per non dire di condominio. Niente, si ha sempre l’impressione che questa città non riesca più a intavolare un dibattito pubblico di ampio respiro su dove vuole andare e cosa vuole diventare. Un vero peccato.

L’opposizione non riesce più a incalzare la maggioranza sui grandi temi. S’è imposta in questi anni un’opposizione frammentata, avvitata al particolare, spesso ringhiosa, sostanzialmente incapace di costruire alternativa e visione. Tant’è che i partiti maggiori, quelli a carattere nazionale – portatori di un’idea generale – qui faticano, mentre nell’opposizione del giorno dopo giorno prevale l’impronta delle liste civiche, che per loro natura hanno un’ottica da “giardino di casa” e un orizzonte molto limitato.

La maggioranza che governa la città non è sufficientemente stimolata e pungolata, nel tempo anch’essa sembra avere via via smarrito parte della tradizionale capacità di comunicare e di coinvolgere la cittadinanza. Per cui tende a sedersi e a limitarsi al dialogo e al confronto con le associazioni, le categorie, gli interessi costituiti, i soggetti forti portatori di interessi, che sono in grado di farsi sentire. Mentre la cittadinanza resta spesso a guardare. Anche l’impoverimento della rappresentanza e della partecipazione territoriale ha contribuito a tutto questo.

Questo lo stato dell’arte, a mio modesto parere. Qualcuno troverà tutto ciò troppo pessimistico. È possibile lo sia. Così come è possibile sia ingenuo da parte mia pensare di rispolverare in quest’epoca ammalata di narcisismo social e chiacchiere da talk show un grande dibattito pubblico sulle grandi scelte. Tuttavia, sarebbe bello. Di più, sarebbe necessario.

Per finire, mi limito a riprendere alcune cose sul PUG assunto ieri 24 gennaio dalla Giunta de Pascale. Dandone notizia l’Amministrazione comunale ha parlato di “un ampio processo di consultazione svoltosi con gli enti pubblici territoriali, i Consigli territoriali, la Commissione consiliare Assetto del territorio, le associazioni rappresentative delle categorie imprenditoriali, professionali e sociali e le associazioni ambientaliste”. Che la consultazione ci sia stata non ne dubito. Sul fatto che sia stata ampia e partecipata e abbia prodotto finora anche un confronto pubblico degno di questo nome, invece, restano tutti i miei dubbi.

Ad ogni modo, non tutto il tempo è perduto. Riporto le informazioni fornite dal Comune perché sono di largo interesse pubblico e funzionali a quanto vado dicendo: “Il PUG verrà pubblicato sul sito del Comune di Ravenna dal 2 febbraio per 60 giorni, fino al 4 aprile. La pubblicazione partirà con un apposito avviso sul Bur (Bollettino urbanistico regionale). Durante questi 60 giorni chiunque potrà formulare osservazioni, anche grazie allo svolgimento di ulteriori forme di consultazione e partecipazione pubblica per consentire ai cittadini e alle loro forme organizzate di conoscere lo strumento e appropriarsene. È previsto un evento di presentazione pubblica alla cittadinanza il 19 febbraio, alla presenza tra gli altri del presidente della Regione Stefano Bonaccini. Successivamente, la Giunta comunale proporrà le proprie determinazioni in merito alle osservazioni presentate, per consentire l’adozione del PUG in Consiglio comunale accompagnata da una dichiarazione di sintesi sulle osservazioni presentate e sulle relative risposte dell’Amministrazione comunale. Ciò consentirà di procedere all’ulteriore fase finale di approvazione del PUG, previo parere positivo del Comitato Urbanistico della Regione Emilia-Romagna.”

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Il Sindaco Michele de Pascale ha affermato che “il PUG rappresenta un processo di pianificazione generale di natura rivoluzionaria per molti motivi, a partire dal fatto che non avrà una scadenza e che consentirà grande flessibilità e semplificazione, per dare risposte alle esigenze del territorio e delle persone che lo abitano rimanendo al passo con i tempi. Oltre a flessibilità e semplificazione, le “parole d’ordine” del PUG sono azzeramento del consumo di suolo e grande attenzione alle energie rinnovabili, sviluppo e sostenibilità in un binomio inscindibile. In programma c’è anche un ampio progetto di riforestazione. Il tutto è avvenuto e avverrà, nel solco di una modalità che da sempre caratterizza le amministrazioni del nostro territorio, nella chiave della partecipazione. Il contributo della cittadinanza è stato fondamentale fino ad ora e lo sarà anche in questa nuova fase, che si apre ora e che è propedeutica all’approvazione finale”.

Dal momento che il Sindaco parla di “rivoluzione” e di “partecipazione” prendiamolo in parola.

Sulla partecipazione, si può solo sperare che sia la più ampia possibile. Questo giornale darà tutte le informazioni del caso e sarà anche a disposizione per tutti i contributi che cittadini, associazioni, gruppi vorranno inviare. Abbiamo a questo proposito gli spazi dell’informazione quotidiana e diverse rubriche – dalle lettere alle opinioni – che possono risultare utili a un confronto di questa natura.

Sulla rivoluzione, invece, attendiamo prudenti. Come dire, aspettiamo i fatti. Solo quelli ci diranno poi se sarà vera rivoluzione. Nel senso della semplificazione, del minore consumo di suolo, della sostenibilità, dello sviluppo delle energie rinnovabili. Della crescita armoniosa di Ravenna, nell’interesse dei ravennati.

Ravenna. Giunta comunale assume il Piano Urbanistico Generale, Sindaco de Pascale: “Processo di pianificazione di natura rivoluzionaria”

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Commenti

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  1. Scritto da abba

    “incredibilmente miope, incapace di vedere lontano” mi sembra ridicolo, bisogna prima essere capaci di far funzionare le piccole cose (si, anche le caditoie) poi pensare a quelle grandi

  2. Scritto da Claudio

    Perfettamente d’accordo con il direttore sulla sterilità di un dibattito fra le forze politiche su una visione del futuro ” un po’ più in là” della città.
    Tenendo però anche presente che i “piccoli problemi” vissuti quotidianamente dai cittadini non vanno sottovalutati, perché col tempo diventano grandi: la manutenzione ordinaria è una spesa continua ma complessivamente più bassa degli interventi una tantum fatti in seguito a eventi eccezionali che magari hanno anche comportato danni .

  3. Scritto da lorenzo

    Carloni, la ringrazio come sempre, mi fa tornare sempre il buonumore con quello che scrive… Forse non lo ha ancora capito, ma la gente di Ravenna, si è rassegnata, e come dice Lei basta pensare alle scorse elezioni. I suoi massimi sistemi, secondo i quali la gente dovrebbe interessarsi di questa nuova novità partorita dai suoi amici, si scontra con la realtà nella quale appunto, non funzionano neanche le caditoie. Si figuri quindi di un qualcosa, per la quale si chiede la partecipazione dei cittadini per l’espressione di pareri dei quali nessuno terrà conto. Ma Lei si è mai fatto un giro all’edilizia privata, in quegli uffici giacciono da tutte le parti faldoni polverosi. Sarebbe sufficiente che si riuscisse a velocizzare le pratiche, che nonostante i vari silenzi assensi, comunque i nostri bravissimi burocrati, riescono a far durare dei mesi prima di concedere nulla osta

  4. Scritto da Fabio

    Ravenna come Cervia!
    Purtroppo hanno portato la realtà di Cervia a Ravenna cioè cementificare qualunque buco libero in città a favore di palazzi, appartamenti, supermercati…ecc confondente o facendo finta di confondere la rigenerazione industriale con quella urbana in una zona portuale ed industriale.

    Ricordiamo che Ravenna non può più avere una seconda linea di ferrovie e nemmeno un superstrada tra Ravenna e Rimini perché Cervia ha versato la più grande colata di cemento tra la spiaggia e le saline non lasciando un metro di spazio libero per allargare la SS-16 o far passare una seconda line FF.SS. e Ravenna lo paga con l’isolamento e la depressione!

    Non solo stanno replicando la stessa cosa a Ravenna e hanno fatto arrivare questi maledetti palazzi di cemento alla Darsena facendo perdere Ravenna la possibilità di utilizzare questa Darsena per le imbarcazioni come città marittima o di migliorare le ferrovie. Incredibile è un danno storico eppure tutti guardano facendo finta di nulla!

  5. Scritto da Francesca

    D’accordissima con Fabio!
    Sarebbe opportuno aprire un dialogo per verificare qualora ci sono realmente i danni!

    Perché Ravenna deve rimanere a vita nell’isolamento a causa di irresponsabili affaristi e palazzinari di Cervia?!

  6. Scritto da gianmarco

    @Fabio, il problema è che non sanno che le stazioni FS e la Darsena di un porto servono specialmente per l’economia cioè industrie, commercio in più al trasporto di persone.
    e spesso dietro le stazione debbano essere spazi liberi e grandi per depositare e manovrare merce, per fare arrivare veicoli di grandi dimensioni e per collegare le ferrovie con altri sistemi di mobilità (mutli-Modali) come appunto il porto (è davvero un previlleggio per Ravenna) e le autostrade ecc.

    La domanda come sarà possibile fare tutto ciò se tutti gli spazi verranno utilizzati per i palazzi?

    A noi cittadini che Ca…o ci interessa andare dietro nella zona industriale e portuale all’altezza della stazione FF.SS per vedere il suo scenario forte e pesante!!

    Chi è questo genio che deciso di rovinare anche Ravenna?!

  7. Scritto da giorgia

    Il problema è come tenere a bada chi crea danni alla città e alle sue infrastrutture! In questo caso la distruzione del terminale del Canale Candiano costruito da bravissimi ingegneri e politici dell’epoca e che ha fatto entrare Ravenna nel club ristretto e molto ambito delle città marittime, rappresenta un danno storico ed è irreversibile! Ravenna con l’insediamento della Zona residenziale su quel lato della Darsena non potrà mai più aggiornare né la ferrovia né tantomeno l’arrivo delle imbarcazioni li!
    Non ci ha pensato nessuno a questo danno? In altri termini questo danno rappresenta il declassamento di Ravenna da città Marittima a paesotto appunto come Cervia Lugo ..ecc.
    Vi sembra una cosa da poco?! Perché nessuno si impone a questa catastrofe?!

  8. Scritto da fabio turchetti

    Il termine PUG mi spaventa. I ricordi si sono annacquati nel tempo. Sindaco Mercatali.
    Progetto viale Spadolini e annessa costruzione condomini. Noi abitanti di via Perilli e via Zara imparammo da una studentessa di architettura, per una ricerca effettuata sulle planimetrie della zona Darsena, che casa sua come altre, non esistevano più. Esproprio.
    Non avevamo più casa. La pubblicazione del PUG passata per un mese all’albo pretorio, credo si chiamasse così, non aveva ricevuto critiche, quindi era diventato effettivo. Furono anni di proteste. Fini bene. Ma non dimentico l’arroganza del Comune e dei suoi rappresentanti. Viale Spadolini si fermò dove ora termina incrociando via Perilli. Occhio ragazzi. E’ successo, può ancora succedere.

  9. Scritto da Gas

    E’ fare una segnalazione alla corte dei conti e al ministero delle infrastrutture per il danneggiamento del porto e della sua Darsena a favore palesemente di affaristi che sono riusciti a convertire spazi rigorosamente assegnati per le attività portuali ed industriali in odiose zone residenziali con tanto di palazzi, di negozi ed di supermercati, Eh!? cioè la cosa la più odiata e più vietata nel mondo!

  10. Scritto da alberto

    è sconvolgente l’incapacità di fare sistema di una città così bella e dall’enorme potenziale. rimango stupito da quanto la mia città sia diventata incapace di generare attrattività e coinvolgimento in ogni sua manifestazione. l’abbandono in cui versa e il silenzio della sua gente e di chi dovrebbe fare politica è degno di una dittatura dell’est europa anni 70. ci lamentiamo ma in realtà nessuno fa nulla per cambiare e questo la nostra politica lo ha capito e quindi ci meritiamo incapacità, pressapochismo, inefficienza e degrado. Il nostro centro storico è in condizioni pessime ad esempio non solo per incapacità pubblica ma anche per incuria dei privati. negozi aperti a singhiozzo con rari diversi, senza la volontà di fare sistema, senza avere una voce unica alta e forte per portare avanti un lavoro di rilancio vero e sensato. è orribile vedere morire la propria città, ma ancor di più inaccettabile non vedere alcuna reazione