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CERCANDO MARIOLA PER RAVENNA / Nessuno vincerà questa guerra. Ma qualcuno la perderà. Putin, l’aggressore, ha già perso

“In guerra, la verità è la prima vittima.” L’aforisma pare sia del tragico greco Eschilo. È una delle frasi che si sentono più spesso pronunciare in tv durante i talk show in questi tempi di guerra. Indubbiamente ha un suo fondamento di verità, anche perché – come sappiamo – la verità è una brutta bestia da addomesticare. Una stessa cosa può essere vista, compresa, vissuta e descritta in tante maniere diverse a seconda dei differenti punti di vista.

Partendo, dunque, dal presupposto che è difficile parlare di verità, tanto più in tempo di guerra, cercherò perlomeno di fare qui il punto su alcune cose che quasi universalmente si sanno e riconoscono (scrivo quasi, perché poi ci sono negazionisti e complottisti di ogni sorta nell’epoca dei social pullulanti di terrapiattisti). È un esercizio utile per non perdersi nella nebbia, navigando in un mare pericoloso senza alcun punto di riferimento certo.

PUNTO 1. Ci sono cose da non fare mai, né di giorno né di notte, né per mare né per terra: per esempio, la guerra.” La frase è di Gianni Rodari. In altre parole, la guerra dovrebbe essere un tabù per l’umanità, dovrebbe essere messa al bando. Ma questo presupporrebbe che l’umanità fosse saggia e gli uomini giusti, buoni e pacificati. Purtroppo dall’alba del mondo, così non è. Il male esiste dentro gli esseri umani accanto al bene. E finché bene e male saranno uno a fianco all’altro ci saranno sia la pace sia la guerra. Ripeto, purtroppo. 

PUNTO 2. È possibile convivere in pace fra diversi, senza farsi guerre per il dominio degli uni sugli altri? È possibile, ma richiede sempre un grande sforzo e una grande intelligenza e capacità di moderazione e mediazione. Ci sono luoghi, tempi e situazioni in cui questo è possibile e altri in cui non è possibile. In Ucraina oggi (ma non solo in Ucraina) pare non sia possibile. Per ora. E domani, dopo una guerra sarà molto difficile, ma il nostro dovere è cercare sempre le condizioni ragionevoli per riuscire a convivere.

PUNTO 3. La guerra in atto è stata scatenata dalla aggressione della Russia di Putin. Questo è un dato incontrovertibile. Chi parla di una Russia “provocata” dall’Occidente e “costretta” a dichiarare la guerra, mente sapendo di mentire. Qualsiasi cosa abbiano detto o fatto il governo ucraino, la Nato, gli Usa, l’Unione Europea e perfino il battaglione Azov prima del 24 febbraio non giustifica in alcun modo la guerra che Putin ha scatenato. Per cui c’è un responsabile chiaro in tutto questo disastro. 

Ucraina

Foto Adn Kronos

PUNTO 4. Putin è un dittatore con mire dichiaratamente imperialiste, ribadite più volte nel corso soprattutto degli ultimi 15 anni. La Russia è retta da un regime autoritario e oligarchico, che reprime in modo spietato ogni libertà di dissenso e di critica, impedisce il pluralismo delle idee, mette in condizione di non nuocere e di non presentarsi nemmeno alle elezioni gli oppositori del potere. In Russia oggi non si può parlare di guerra e di aggressione all’Ucraina: si rischiano 15 anni di carcere. La coraggiosissima Maria Ovsyannikova per ora è stata solo multata per avere esposto un cartello in tv in cui si diceva No alla Guerra e si dichiarava in sostanza che il re è nudo e racconta un sacco di bugie. Ma per lei purtroppo non finirà così. Anna Politovskaia fu assassinata per avere messo a nudo le atrocità di Putin in Cecenia. Aleksej Navalnyj è stato avvelenato ed ora è ancora in carcere. Secondo i media occidentali sarebbero dai 10 ai 15 mila i russi fermati o arrestati finora durante le proteste di piazza contro la guerra.

PUNTO 5. L’Ucraina è una democrazia, sebbene di recente costituzione. Nacque nel 1991 dalla dissoluzione dell’URSS. Come tutte le democrazie è largamente imperfetta. In più è ancora fragile, perché strattonata dalle contrapposte spinte filo russe e filo occidentali. Dopo essere stata a lungo legata a filo doppio alla Russia, in Ucraina è cresciuta ed è diventata maggioritaria l’opinione pubblica filo occidentale e filo europea, che teme le mire espansionistiche della Russia. La rottura del vecchio equilibrio c’è stata nel 2014. Da una parte ci fu il movimento di massa Euromaidan che portò alla caduta del governo filo russo e alla nascita di un governo filo occidentale. Dall’altra ci furono la secessione delle repubbliche filo russe del Donbass e l’annessione russa della Crimea (con un intervento armato condannato dalla comunità internazionale). Questi fatti hanno dato maggior forza alle spinte filo occidentali. Volodymyr Zelenskyj, l’attuale presidente, è stato eletto il 20 maggio 2019, sconfiggendo al ballottaggio il presidente uscente Petro Porosenko con il 73% dei consensi. Partito come populista e anti-establishment, Zelenskyj si è attestato poi su posizioni più moderate ed europeiste.

PUNTO 6. L’autodeterminazione dei popoli non è l’unico, ma è il primo caposaldo a cui dovrebbero aggrapparsi quanti credono nella libertà e nella democrazia. Quale sia la determinazione oggi della grande maggioranza del popolo ucraino è sotto gli occhi di tutti: gli ucraini vogliono la pace e vogliono la libertà, non vogliono vivere sotto il tallone della Russia. Per questo resistono. Sono combattenti per la libertà e la democrazia. Sono resistenti. Combattono per essere a tutti gli effetti europei e per entrare domani nell’Unione Europea. È un loro diritto. Combattono per se stessi. Ma i loro diritti e principi sono i nostri principi e diritti.

PUNTO 7. In virtù del fatto che l’aggressione della Russia non ha alcuna giustificazione ed è una palese violazione del diritto internazionale. In virtù del fatto che solo gli ucraini devono decidere in ultima istanza del loro destino, se gli ucraini vogliono resistere – e hanno tutto il diritto di farlo – noi abbiamo il dovere di aiutarli in tutte le maniere possibili. Diplomazia. Aiuti umanitari. Accoglienza dei profughi. Invio delle armi, affinché gli ucraini possano difendersi meglio. L’idea che non si debbano inviare a Davide le armi perché possa difendersi da Golia, perché altrimenti ci saranno più morti è del tutto ipocrita. Tecnicamente è vero, ci saranno più morti. Ma ripeto, l’alternativa è dire agli ucraini: combattete con quello che avete, arrangiatevi oppure arrendetevi! Possiamo essere così cinici? È più cinico dare agli ucraini quello che possiamo dargli o dire loro, non vi aiutiamo per il vostro bene?! Cosa avrebbero detto i partigiani italiani o francesi se gli alleati non avessero fornito loro le armi per combattere contro l’invasore tedesco? Certo, poi c’era anche la guerra degli eserciti alleati a fianco dei partigiani. Ma intanto le armi furono fornite, perché in qualsiasi guerra – anche in quella non voluta ma subita – purtroppo si muore.

PUNTO 8. C’è una sola cosa che non possiamo, non dobbiamo e non vogliamo fare per gli ucraini: entrare in guerra contro la Russia come Nato facendo scoppiare la terza guerra mondiale. Questa sarebbe una catastrofe planetaria. Non lo si può fare per l’Ucraina. Non lo si deve fare per il futuro del mondo e del genere umano. Questo non è possibile. Tutto il resto sì.

PUNTO 9. È scontato che il gigante Russia sconfigga la piccola Ucraina? Non lo è affatto. Ci sono dei precedenti. Quello del Vietnam che seppe resistere agli Usa anche grazie agli aiuti militari giunti dagli altri paesi comunisti. Fu giusta la resistenza dei vietnamiti? Io ritengo di sì e immagino lo pensino gli stessi vietnamiti. L’attacco Usa fu altrettanto ingiusto e criminale di quello russo oggi. Cosa avremmo dovuto dire a Ho Chi Minh? Arrenditi, ci saranno troppi morti! Oppure, arrenditi, non hai scampo! C’è anche il precedente controverso dell’Afghanistan che ha sconfitto prima l’invasore russo e poi quello occidentale. Controverso, perché purtroppo quella resistenza allo straniero è condita da una cultura oscurantista che mi fa orrore. Ma tecnicamente quella resistenza ha vinto contro avversari molto più potenti.

Ucraina

Foto Adn Kronos

PUNTO 10. Nessuno vincerà questa guerra. Ma qualcuno la perderà. Putin ha già perso. Potrà conquistare il controllo diretto su nuovi territori e l’influenza temporanea su un pezzo d’Europa gettando un intero continente nella paura. Ma nel mondo civile la condanna della sua aggressione è enorme mentre l’orrore della sua guerra è sotto gli occhi di tutti. In Russia molta gente aprirà gli occhi sulla sua dittatura. E più dura la sua guerra in Ucraina, più gente aprirà gli occhi malgrado ogni censura. I fatti di questi giorni poi hanno fatto capire a centinaia di milioni di europei che ci vuole un’Europa più unita e più forte. Avremo dopo questi accadimenti più Unione Europea e sarà un bene. Avremo forse perfino un esercito europeo e una politica energetica europea, finalmente. E sarà un bene ancora maggiore. I fatti di Ucraina hanno fatto capire che la Nato è utile e necessaria. Già Enrico Berlinguer disse oltre 40 anni fa una cosa inusitata per quei tempi: che si sentiva più sicuro per la via democratica al socialismo che voleva praticare in Italia sotto l’ombrello protettivo della Nato. Figurarsi ora come devono sentirsi i democratici europei dopo l’aggressione e la barbarie russa alle nostre porte. Nessuno vincerà questa guerra anche perché l’Ucraina continuerà ad essere distrutta e gli ucraini uccisi e feriti, insieme a molti soldati russi, mandati a combattere senza nemmeno sapere perché. Perché la Russia è sempre più sotto il tallone di ferro del tiranno, che ha fatto male i calcoli sulla guerra e ora ha paura. Perché il mondo oggi è un posto meno sicuro e le turbolenze economiche che la guerra ha innescato possono fare danni incalcolabili.

In conclusione, spero che al più presto tacciano le armi e torni in campo la diplomazia, quella capace di raggiungere una pace ragionevole che possa reggere nel breve e medio periodo. Più in là si vedrà. Ma questa è una speranza che poggia su pochi dati per ora. Putin non sembra intenzionato a fermarsi, nemmeno di fronte alle concessioni del Presidente Zelenskyj, che ha annunciato ufficialmente di rinunciare all’ingresso nella Nato, perché ormai è un obiettivo ritenuto impossibile. Putin penso si deciderà a trattare solo da posizioni di forza. E le sue posizioni per ora non sono di forza. Perciò temo che la guerra continuerà. Naturalmente spero di sbagliarmi. Spero che questo incubo con cui mi sveglio al mattino e con cui mi vado a letto ogni sera finisca al più presto. E lo spero, prima di tutto, per il popolo ucraino.

Commenti

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  1. Scritto da batti

    nessuno vincerà, ma alcuni guadagneranno tanti soldoni, le compagnie petrolifere, il dollaro che va alla parità, negli stati uniti tanti guadagni cosi senza farla loro la guerra non ne hanno mai fatto, la narrazione ufficiale della guerra si chiede perchè non intrvengono nella trattativa enegeticamente, ma visto che non sono coglioni non lo fanno.. E PER NARRATIVA , CREDETE CHE I BIMBI IRACHENI O SERBI O LIBICI e potrei andare avanti, SIANO MORTI COL SORRISO ,PIANGEVANO PURE LORO, anche se noi avevamo le bombe INTELLIGENTI. premetto, IO SONO CONTRO LA GUERRA E CONTRO PUTIN DA SEMPRE, NON DA 20 GIORNI COME ALCUNI