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Le Rubriche di RavennaNotizie - Cucina

Sono quattro le piadinerie di Ravenna raccontate da Maria Pia Timo nella “Guida sentimentale ai chioschi di piada” foto

Il libro verrà presentato dall'autrice, il 20 novembre, al centro sociale La Quercia di piazza Medaglie d’Oro

La piadina è Romagna. A questo amatissimo simbolo della Romagna Maria Pia Timo, nota attrice, comica e cabarettista di origine faentina, ha dedicato il suo ultimo lavoro: “Piada e Piadina. Guida sentimentale a chioschi, botteghe e baracchine della Romagna”  una raccolta di racconti di diversi piadinari e piadinare, di oggi e di allora, sparpagliati per tutta la Romagna. Il libro verrà presentato dall’autrice, domani sera, 20 novembre, alle 20.30, al centro sociale La Quercia di piazza Medaglie d’Oro, per la rassegna ’A cena con l’autore’.

A Ravenna la Timo ha scelto 4 piadinerie “storiche”: il chiosco di Daniele Scarpellini in via Monfalcone, La Ca’ de Vèn, La Piadineria Dolce & Sale delle sorelle Maestri in zona stadio e il chiosco a Fornace Zarattini di Giovanna Adamo.

Daniele Scarpellini, in via Monfalcone all’inizio era un po’ restio a partecipare, ma poi è stata sua moglie e convincerlo. “Ho raccontato la storia di questo chiosco. Fu la mia mamma a decidere di dedicarsi alla piadina, nel 1965. La prima estate aprì con un ombrellone, un banchetto e i fornelli per la piada. Poi si fece fare un chioschetto di legno, da un falegname, e qui ci ha passato gran parte della sua vita. Io l’ho sostituita solo nel ’94 e la ricetta di famiglia è passata a me. Ogni piadinaro sa bene che sono gli ingredienti a fare la qualità ed ogni piadineria ha il suo segreto”.

“Se penso agli inizi, mi rendo conto di come tutto sia cambiato: mia mamma lavorava solo 4 ore al giorno e faceva solo la piadina vuota perché la gente mangiava quella, come pane a casa. Oggi invece i clienti prendono crescioni e piadine farcite soprattutto a pranzo, molti la mangiano qui nel gazebo”, prosegue.

“Ovviamente mi fa piacere essere uno dei piadinari ravennati raccontati nel libro, ma è soprattutto un’omaggio ai miei genitori, alla mia mamma “imprenditrice” degli anni ’60, che scelse di dedicarsi alla piadina. E’ un segno di riconoscimento nei loro confronti”.

“Mi sarebbe piaciuto poter pubblicare una foto del chioschetto, com’era all’inizio, ma purtroppo non ne ho trovate. In quella che abbiamo scelto vi sono i miei genitori, mentre fanno la piadina alla Festa dell’Unità. In seconda fila, c’è anche mia zia, che oggi ha 90 anni. Quando le ho mostrato il libro e la sua foto, si è emozionata e si è commossa – conclude -. La piadina per me è un legame di famiglia”.

Anche per Cinzia Maestri di Piadineria Tradizione Dolce & Sale in via Cassino, in zona stadio, la telefonata della Timo è stata una gradita sorpresa. “Dopo 26 anni è gratificante. In molti credono che questo lavoro sia facile, invece dietro c’è tanta fatica. L’impegno quotidiano viene premiato da eventi come questi – prosegue Cinzia – I clienti già ci fanno i complimenti per il libro. Ne abbiamo già acquistate alcune copie, vorremmo comprarne un po’ da regalare a Natale”.

Per Giovanna Adamo della Piadineria di Fornace Zarattini: “è un grande onore e mai mi sarei aspettata di incontrare Maria Pia Timo per raccontare della mia piadineria. E’ una bella gratificazione. Sono qui da 31 anni e mi considero una delle veterane dei chioschi a Ravenna. E’ stato divertente ripercorrere con la mente tutti questi anni di lavoro. Oggi le cose sono molto diverse: all’inizio era più facile, oggi  il cliente ricerca le particolarità, e, personalmente, credo che il segreto sia di tutelare la propria particolarità: l’innovazione va bene ma non deve snaturare un prodotto” conclude.

E c’è anche la Ca’ de Vèn, in questa Guida sentimentale alle piadine. Essere citata in un libro d’enogastronomia romagnola per il ristorante di via Corrado Ricci, non è certamente una novità. Ma “è sempre un grandissimo piacere” commenta Rita Mazzillo. “La piadina per noi è pane quotidiano. E’ il nostro modo di tramandare la tradizione e la ricetta che utilizziamo è quella di 50 anni fa, non è mai stata modificata- conclude Rita -. Le mode passano ma le tradizioni rimangono, sempre”.

 

Commenti

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  1. Scritto da marco74

    Da Romagnolo frequento le piadinerie e conosco tutte le 4 piadinerie della guida anche se su un paio non le consideri piadinerie storiche ma piuttosto manca la piadineria di Piazza della Resistenza che da una vita sono li dove c’era il mercato.

  2. Scritto da kyra

    adoro la piadina, specialmente quella vuota. uno storico chiosco è anche in via T Gulli, in fondo sulla destra.Assomiglia molto a quella che mangiavo da bambina.la consiglio