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Le Rubriche di RavennaNotizie - Elezioni Ravenna 2021

Matteo Salvini a Ravenna: “chi non vota è complice del Pd”. Filippo Donati: “votate per un cambiamento storico” foto

Circa 500 persone hanno affollato ieri 24 settembre il quadrante di Piazza del Popolo a Ravenna intorno al Caffè Nazionale, per il comizio del leader della Lega Matteo Salvini. La location e i tempi sono diversi da quel giorno di dicembre del 2019 in cui venne a Ravenna per inaugurare la sede temporanea della Lega in via Rasponi: allora c’era più gente pigiata ed entusiasta per il “capitano”, che appariva molto carico e in gran forma. In questa occasione, la folla non era così numerosa né così calda. E lui, Salvini, è parso meno baldanzoso e arrembante. Per il resto, è il solito Salvini dei comizi veloci a spot e slogan, in cui tocca tanti argomenti, polemizza con gli avversari e in particolare con Pd, Letta e sinistra, fa la sua autodifesa sui migranti e sui processi cui è sottoposto per avere presidiato i confini dall’invasione dei clandestini.

Ma in attesa di Salvini tocca a Filippo Donati che, stimolato da alcune domande, batte sui temi forti della sua campagna elettorale. “Sono in campo per sconfiggere un sistema incartato, perché in tutti questi anni la sinistra non ha amministrato la città ma ha gestito solo il potere.” Dice che l’impegno per la sua città – “dedicare 5 o 10 anni a Ravenna” – è più importante dell’albergo e aggiunge che non vuole “più vedere Ravenna così dimessa” perché questa deve essere una città “accogliente, sorridente, aperta a tutti, e noi dobbiamo tornare ad essere orgogliosi di Ravenna”, la capitale mondiale del mosaico, che chi governa ora “sembra fare di tutto per nascondere”.

Gli chiedono dell’hub portuale e Donati risponde come aveva fatto a Confartigianato affermando che “dopo la posa della prima pietra rischia di fermarsi tutto” e aggiungendo che “di hub si può morire”, parole che, non spiegate, suonano oscure.

Ma polemicamente dice che “sta saltando fuori di tutto in questi 10 giorni, stanno accadendo troppe cose, torna perfino la nave da Comacchio, si inaugura l’hub dopo 20 anni persi e tante opportunità mancate, manca solo che ci dicano che in una settimana finiscono il palasport.” Non cita mai per nome il suo avversario Michele de Pascale ma il destinatario dei suoi strali è chiarissimo.

Torna sul suo mantra elettorale: “In questa città è mancato l’ascolto, è ora di mandare al governo qualcuno che ascolti finalmente i problemi dei ravennati” e ancora “io non sono al servizio di un partito, ma della città.”

Donati
Filippo Donati

Cita Massimiliano Alberghini, l’eroe del 2016, quello che ce l’ha quasi fatta, ma allora il centrodestra era unito mentre adesso è diviso. Donati non ne parla, confida di andare al ballottaggio e di mettere insieme tutti gli anti-de Pascale, ma avrà le sue gatte da pelare. Gli chiedono delle troppe liste e dei troppi candidati, appunto, e lui risponde con una battuta: “I miei alleati sono Salvini e Meloni, non ci si può confondere”.

Donati chiude mentre dai rumori della piazza si capisce che sta arrivando Matteo Salvini e le sue ultime parole sono una chiamata all’arma del voto: “Votate per chi può dare un cambiamento storico a questa città”.

Salvini arriva e parte il coro Matteo, Matteo che dura però pochi secondi. Jacopo Morrone, segretario della Lega Romagna, lo introduce con un auspicio: “Il prossimo Premier sarai tu”. Poi tocca al leader che sta percorrendo l’Italia in lungo e in largo tenendo comizi elettorali, come al suo solito. Stretta di mano con Donati e l’indicazione al suo pubblico che è l’uomo giusto su cui puntare.

Salvini parla per 20 minuti circa. Tocca tanti argomenti, con brevi accenni fulminanti a questo o quel tema e frecciate a nemici e avversari. Non cita mai la Meloni che gli sta alle costole e sta rosicchiando consensi alla Lega in molte città.

Parte dal reddito di cittadinanza e dice che gli aiuti economici a chi ha bisogno veramente saranno confermati, ma “basta regalare miliardi a chi non ha voglia di lavorare”. Del governo Draghi di cui fa parte dice solo che è un po’ bizzarro e poi si intesta le parole del Premier sul fatto che non ci sarà nessun aumento delle tasse: “È un nostro risultato, la sinistra aveva già pronta la patrimoniale”.

Rivendica anche la misura dei tre miliardi per abbattere le bollette di gas e luce che vanno alle stelle a causa dell’aumento dei costi dell’energia. Fa un accenno vago a tutta la vicenda del Green Pass che sta spaccando la Lega e lo ha costretto a ingoiare parecchi rospi in Consiglio dei Ministri e in Parlamento, ribadisce che “il diritto alla salute viene prima di tutto ma no a lasciare per strada milioni di lavoratori con la scusa del Green Pass”.

Dà una versione piuttosto blanda della transizione energetica che serve ma va fatta con gradualità e intelligenza, insomma senza forzature e senza tutta la fretta che vogliono metterci gli ambientalisti, sembra dire Salvini.

Su quota 100 e il ritorno alla Legge Fornero promette di fare “le barricate contro l’asse Pd – Confindustria” e poi l’attacco duro al Pd di Letta “che parla solo di ius soli e ddl Zan mentre noi pensiamo a chi lavora”.

Poi si cala nella realtà ravennate, accarezza la grandeur ravegnana (Ravenna è stata tre volte capitale), dice che la città va risollevata e punzecchia il Sindaco uscente (“è nervosetto, attacca l’avversario, perché non ha fatto molto nei suoi 5 anni e non ha molto da presentare agli elettori”) e poi chiosa “hai visto mai che lo portiamo al ballottaggio e da Ravenna diamo un bel segnale a tutta Italia”.

Chiude citando un sondaggio secondo il quale il 50% dei cittadini di Ravenna non avrebbe ancora deciso di votare, a dire che in questi 8 giorni può ancora succedere di tutto e per lanciare un monito: “Chi non vota aiuta la sinistra e non si lamenti poi delle cose che non vanno: chi non vota è complice del Pd.” Parole forti per scuotere il pubblico e infatti parte l’applauso.

La stretta di mano con Filippo Donati che c’era già stata all’inizio arriva anche alla fine, poi un po’ di invocazioni, di selfie, di musica e tutti a casa. L’impressione alla fine è che fosse quasi più pimpante Donati di Salvini, quest’ultimo forse affaticato o forse preoccupato per le grane che emergono nella Lega, sempre più divisa fra Lega di governo e dei governatori e Lega di opposizione (la sua), come riportano le cronache nazionali di questi giorni. Salvini sta cercando insomma di far fruttare la sua riconosciuta capacità di manovra stando con un piede fuori e un piede dentro il governo. Ma allo stesso tempo sta sperimentando tutte le impervie di questo difficile e rischioso gioco di equilibrismo politico, per tenere tutto insieme – sì vax e no vax, sì Green Pass e no Green Pass, sì Confindustria e no Confindustria… – in presenza di una destra che gli morde i polpacci ogni giorno dall’opposizione.

Salvini Donati
Donati Morrone
Donati Salvini

Commenti

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  1. Scritto da Viola

    Che bello x il ” signore” intestarsi i meriti degli altri facendoli passare x propri! Quanti yogurt che si bevono i suoi elettori…non era lui al governo quando hanno fatto la legge x i nullafacenti? In quanto al candidato sindaco di quella fazione si ” immola” a sindaco solo esclusimamente x la ” sua città “( dice lui) che dipinge come fosse una città del 3 mondo! Vergogna! Avremo noi ravennati tanti difetti ma NON siamo tutti ciechi…dice il soggetto in questione ” in questi giorni stanno succedendo un mare di iniziative ” e manda ” strali” oscuri, non avendo argomenti concreti da contrapporre…Ma vorrei capire ( e la cosa sarebbe interessante) qual’ è la sua visione di Ravenna? Quale il suo progetto? Quale le sue soluzioni? Gli alberghi in sofferenza come case di riposo?Il verde a Ravenna quando già esiste un progetto verde! Non parla di porto, di ambiente, di salute, di scuola, qual’e’ il programma? Solo quello di mandare a casa l’ attuale sindaco?

  2. Scritto da Andrea

    Poveri noi

  3. Scritto da mirko

    Il nostro attuale Sindaco è giovane, guarda al futuro e sta valorizzando la città e il territorio come nessun altro prima. Donati non ne ha, avanti un altro!

  4. Scritto da fabio turchetti

    Donati. 14900 euro di reddito annuo. Mi sento di umanamente vicino ad un uomo che ci dovrebbe rappresentare. Mi solleva il fatto che Salvini lo appoggi. Spero non solo cristianamente.
    Che tristezza questa guerra fra bisognosi e disoccupati (futuri amministratori).

  5. Scritto da Rusty

    Ricordo male o il famigerato reddito di cittadinanza è stato fatto da un governo in cui il Salvini era Ministro?

  6. Scritto da batti

    donati ha il MATTEO salvini, depascale ha MATTEO renzi, ognuno la sua sfiga.

  7. Scritto da obezio

    Il nulla, povera Italia. Soprattutto povera Ravenna se dovessero vincere questi figuri.

  8. Scritto da Riccardo

    @batti, numero 1 !!! Ah ah ah

  9. Scritto da Lucio

    Votantonio votantonio votantonio votantonio italianiii elettoriii (cit.)

    xD

  10. Scritto da Lorenzo

    Viola, lungi da me difendere Donati, rappresento solo, numeri alla mano, che nel 2019 l’attuale sindaco fu eletto da circa un terzo della popolazione di ravenna, poiché circa la metà non votò. Temo che a sto giro saranno anche di più, e non credo che tutti questi siano pro sindaco.

  11. Scritto da masimo siroli

    Se non ci fossero gli immigrati salvini sarebbe già ai giardinetti da un pezzo.E’ anche di corta memoria visto che ha votato,voluto e disconosciuto il reddito di cittadinanza. Meglio un usato sicuro che un nuovo così.

  12. Scritto da Lele

    È venuto il momento anche per Salvini di farsi da parte! Non è pensabile di essere ancora credibile stando con un piede al governo e con un piede all’opposiazione, criticando aspramente provvedimenti da lui stesso appoggiati e sostenuti quando, stando al governo, gli facevano comodo dal punto di vista elettorale. È un doppio gioco che non convince più nessuno.

  13. Scritto da Ba

    500 persone uau mica male!!!

  14. Scritto da Direttore

    Solo per chiarezza, era il 2016, non il 2019. LA REDAZIONE