Le Rubriche di RavennaNotizie - Fem News

FEM NEWS – LA FINESTRA FEMMINISTA / La Pace si costruisce con azioni di Pace, non con le armi. Diamo voce alle voci di Pace

Più informazioni su

Dove sono i pacifisti? Dove sono gli ambientalisti? Dove sono le femministe? Quanta ipocrisia! Pacifistie, ambientalistie, femministe ci sono sempre statie e le loro voci continuano a levarsi forti e chiare, ma sono inascoltate.

Noi femministe siamo stanche di virilità guerriere che da millenni riempiono la storia di massacri e distruzioni. Siamo stanche di testi scolastici che da decenni trasmettono una Storia fatta solo di guerre ed eroi, come se fosse l’unica Storia dell’umanità. Siamo stanche di un mondo a rovescio, in preda a un contagio guerresco, dove la parola pace è uscita dal vocabolario e il pacifismo viene deriso, attaccato come ingenuo e imbelle.

Da due mesi assistiamo alla potentissima maschia virilità in azione da tutte e due le parti, perché da una parte si fanno i massacri, dall’altra si chiedono armi, armi, armi. Nolite è sconvolta, non ci era mai successo di sentire una cosa simile. Ora Zelenski addirittura fa l’elenco delle armi che gli servono e dice che è un dovere morale dell’Occidente. Quell’Occidente che rifornisce le forze armate ucraine fin dal 2014 di armi, assistenza militare e addestramento.

Le armi alimentano la guerra, non la fanno finire, come vogliono farci credere. E la corsa al riarmo globale serve solo a coprire il vuoto della politica, non a risolvere i conflitti. Nolite continua a rifiutare gli schieramenti imposti e a presenziare fisicamente e idealmente le tante piazze per la pace nelle città, per fermare la guerra in Ucraina e la pericolosissima escalation militare e verbale. Nolite ascolta le tante voci della pace che portano pensieri e pratiche alternative al “cainismo”.

Voci inascoltate, oscurate, persino quella di Papa Francesco. A volte basta anche solo un gesto per mostrare una visione alternativa, come quello di Irina e Albina, una russa l’altra ucraina, che hanno portato insieme la croce durante la tredicesima stazione della via Crucis al Colosseo (nella foto). Il gesto, fortemente voluto da Francesco, ha scatenato aspre critiche da parte ucraina, ma anche da analisti e giornalisti di casa nostra. Il gesto è scandaloso perché le due ragazze sono amiche, mentre il mondo le vorrebbe nemiche.

Irina e Albina

E come non ricordare le attiviste israeliane e palestinesi che a partire dal 1988 hanno adottato la stessa modalità fortemente politica e simbolica, manifestando insieme in silenzio e in nero contro l’occupazione israeliana dei territori palestinesi, con lo slogan “Non vogliamo essere nemiche”.  Voci inascoltate.

Ma la forza di questa forma di protesta ha colpito l’immaginario di molte pacifiste nel resto del mondo e in tante hanno deciso di farla propria nei rispettivi paesi, per promuovere una cultura della nonviolenza e opporsi a guerre, militarismo e nazionalismo. E così sarà in ex Jugoslavia dove attiviste serbe hanno costruito una Rete di donne contro la guerra con il coinvolgimento di donne croate, bosniache, slovene, montenegrine, macedoni, kosovare, albanesi per cambiare la mentalità che genera i nazionalismi, le divisioni etniche, la guerra e il nemico. Dopo un lungo percorso collettivo nel 2015 tutte queste donne insieme hanno tenuto a Sarajevo il TRIBUNALE DELLE DONNE per la ex-Jugoslavia, un approccio femminista alla giustizia, una denuncia e testimonianza dei crimini di guerra (e del dopoguerra) contro le donne: un continuum di violenze, non solo di genere, violenza etnica, economica, politica, militarista. Basato sul concetto femminista di giustizia, responsabilità e cura come fondamenti per una pace durevole, il Tribunale ha fornito uno spazio pubblico alle donne dove poter testimoniare le ingiustizia subite, il dolore e la sofferenza duratura, ma anche la resistenza alla guerra e l’ attivismo per la pace.

Voci inascoltate, tanto è vero che gli accordi di Dayton, hanno sancito la separazione etnica e portato a una lunga “pace fredda” tuttora in corso. La storia del pacifismo femminista è lunga ma sempre inascoltata e relegata nell’oblio. Come l’incredibile Congresso internazionale delle donne per la Pace del 1915 all’Aja con 1.136 donne da tutto il mondo nel disperato tentativo di fermare la Prima guerra mondiale, già iniziata da un anno. Alla fine una delegazione del Congresso andò in visita ufficiale in 13 capitali europee a incontrare primi ministri e leader politici per consegnare le risoluzioni e le richieste del Congresso delle donne per la pace. Voci inascoltate. Sappiamo come è andata a finire.

Ma si sa, le donne non vengono ascoltate. Allora che dire di quei 110 milioni di persone che il 5 febbraio 2003 hanno manifestato contro la guerra preannunciata in Iraq nelle piazze di 600 città, 3 milioni solo a Roma? Quel grande movimento pacifista fu definito addirittura «Seconda potenza mondiale» sulla prima pagina del New York Times. Come è noto un mese dopo l’Iraq venne attaccato e l’Italia partecipò all’invasione insieme a USA e alleati. E il copione si è ripetuto in Libia, Siria, Afghanistan. Sempre voci inascoltate.

Ultime in ordine di tempo: la dichiarazione congiunta dei rappresentanti dei movimenti nonviolenti di Ucraina, Russia e Italia diffusa in ucraino, russo, italiano e inglese, nei tre paesi a sostegno della tregua di Pasqua proposta da Papa Francesco. La dichiarazione congiunta lancia una strategia comune per costruire la Conferenza di Pace che dovrà sancire la fine della guerra e mettere le basi per un processo di ricostruzione e riconciliazione.  “I nostri tre popoli sono contro la guerra perché la conoscono. Siamo fratelli e sorelle. Non possiamo accettare le narrazioni russe e ucraine che ritraggono questi due popoli come nemici esistenziali. I nostri popoli hanno già subito l’immenso dramma della seconda guerra mondiale, hanno conosciuto i totalitarismi e vogliono un futuro di pace per le nuove generazioni. Siamo per il disarmo, siamo contro le spese militari; vogliamo che i nostri governanti usino i soldi del popolo per combattere la povertà e per il benessere di tutti, non per nuove armi.”

E ancora: la mobilitazione femminista del 21 aprile Dove ci state portando? Fermiamo la guerra, organizzata dall’assemblea de I luoghi delle Donne, che si è svolta in numerose piazze d’Italia con manifestazioni e mail bombing indirizzato ai palazzi del potere, che decidono aumenti sciagurati delle spese militari, mentre le donne chiedono più fondi per la sanità pubblica, la scuola, l’ambiente.

Perugia-Assisi

E ancora: l’edizione straordinaria della marcia della pace Perugia-Assisi del 24 aprile con lo slogan FERMATEVI! LA GUERRA É UNA FOLLIA (nella foto). Il lungo corteo composto da persone di tutte le età con moltie ragazzie ha chiesto il cessate il fuoco nella guerra in Ucraina e Flavio Lotti, coordinatore del comitato promotore della marcia ha precisato che “questa manifestazione è fatta apposta per togliere la parola alle armi e ridarla alla politica. É urgente l’apertura di un negoziato multilaterale serio sotto l’autorità delle Nazioni Unite. Il Segretario Generale dell’Onu, i responsabili dell’Unione Europea e della politica internazionale lo devono fare ora! Guardando al presente ma anche al futuro.”

Nolite si sente confortata perché non è sola.”Le donne della Terra sono contro la guerra” gridano le attiviste nelle piazze. Sempre più persone si rendono conto che la Pace si costruisce con azioni di Pace, non con le armi. Che non significa giustificare l’invasore russo, ma significa spezzare la spirale della violenza. Significa lavorare seriamente per aprire un negoziato multilaterale vero e l’Europa dovrebbe finalmente cominciare a realizzare una politica autonoma da USA e NATO se vuole evitare altri disastri.

Fermiamo La Guerra

FemNews di Nolite

Ogni mercoledì si apre una finestra femminista su RavennaNotizie, dalla quale ogni settimana si respira aria pungente, si espongono germogli al sole, si stende la biancheria profumata al sapone di Marsiglia, si appendono lunghe trecce di aglio e peperoncino, ci si rilassa con un bicchiere di vino e l’ultima sigaretta, si parla con il vicinato, si accarezzano felini senza nome cantando Moon river, si guarda oltre con occhiali di genere. Nasce così una rubrica autonoma rispetto alla testata che gentilmente la ospita, pluralista, apartitica, decisamente femminista, che cerca di trovare il modo di agire per trasformare il mondo. Fem News ha una firma collettiva NOLITE – imperativo negativo latino omaggio alla condivisa cultura umanistica, alla passione politica, alla compulsione alla lettura, alla madre Atwood (Nolite te bastardes carborundorum, Non consentire che i bastardi ti annientino), alla lotta ancillare per dire no al pensiero dominante patriarcale, coloniale e specista.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di RavennaNotizie, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da Ba

    Non è questione di femminismo o maschilismo la richiesta esasperata di armi non porta a nulla. Non mi riferisco in particolare all Ucraina, ma è assurdo a pensare di armarsi all inverosimile quando c’è il nucleare. Abbiamo l obbligo di dialogare per evitare conflitti che porterebbero danni da cui non si torna in dietro, deve prevalere il buon senso.

  2. Scritto da Andrea

    Giusto non bisogna più dare armi agli ucraini così verranno sconfitti è così verrà formato un governo pro Russia e la guerra finirà e avremo una bella pace.
    Fare i pacifisti con il culo degli altri mi sembra una buona idea

  3. Scritto da Ba

    Non è questione di pacifisti o favorevoli all armamento esasperato, qui la posta è alta non si scherza.Qui si rischia la terza guerra mondiale. Non è il caso di far parlare il cervello e non il fucile?

  4. Scritto da ba

    fare il pacifista col culo deglaltri non sarà gran cosa, ma anche fare la guerra con la pelle altrui è meglio.
    questa guerra non è contro quelli che vivono su quella terra,(che non importa a nessuno) ma per quello che si trova SOTTO LA TERRA